{"id":735091,"date":"2014-12-14T07:38:09","date_gmt":"2014-12-14T06:38:09","guid":{"rendered":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/mostra-dei-punti-di-svolta-nella-galleria-nazionale-ungherese\/"},"modified":"2014-12-14T07:38:09","modified_gmt":"2014-12-14T06:38:09","slug":"mostra-dei-punti-di-svolta-nella-galleria-nazionale-ungherese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/mostra-dei-punti-di-svolta-nella-galleria-nazionale-ungherese\/","title":{"rendered":"Mostra dei punti di svolta nella Galleria Nazionale Ungherese"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">Turning Points \u00e8 un progetto di arte contemporanea realizzato insieme ad istituti culturali stranieri operanti in Ungheria Ventisei artisti provenienti da sedici paesi dalla Gran Bretagna a Israele, dalla Spagna al Giappone presentano la loro analisi della storia e del secolo scorso, risvegliando in noi nuove idee, personali ed emozionali sul passato che abbiamo vissuto, o che conosciamo ascoltando le generazioni pi\u00f9 anziane.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Localit\u00e0:<\/strong> &nbsp;Galleria nazionale ungherese (Budapest Szent Gy\u00f6rgy t\u00e9r 2.)<br \/>\n<strong>Data:<\/strong>&nbsp;Dal 14 novembre 2014 al 15 febbraio 2015<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">I Turning Points sono solo vagamente collegati alla moltitudine di anniversari attualmente commemorati (l&#8217;inizio delle mostre della prima e della seconda guerra mondiale), la caduta del muro di Berlino e l&#8217;espansione verso est dell&#8217;Unione europea (ma gli organizzatori erano pi\u00f9 preoccupati per la natura generale del XX secolo, con la motivazione o il carattere unificante che si cela dietro gli eventi storici, ed \u00e8 su questo che vorremmo ispirare i visitatori della mostra a riflettere.<\/span><\/p>\n<p>Il filosofo francese Alain Bad tra gli altri Il ventesimo secolo considera il secolo pi\u00f9 breve, dato che gli eventi significativi iniziarono nel 1914 e terminarono nel 1989 I conflitti europei, le questioni di nazionalit\u00e0, e la rivalit\u00e0 e le ambizioni coloniali tra le superpotenze portarono alla prima guerra mondiale, la \u201cGrande Guerra Molti analisti vedono la seconda guerra mondiale come la continuazione ritardata della prima, perch\u00e9 molte questioni irrisolte non sono mai andate via, ma sono solo diventate pi\u00f9 radicate La sequenza di conflitti iniziata all&#8217;inizio del secolo e continuata attraverso il crollo dei regimi socialisti \u00e8 finalmente arrivata alla fine del rafforzamento dell\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p>L&#8217;arte che riflette sugli eventi fornisce un&#8217;espressione di significato pi\u00f9 ampia e generale di ogni dato giubileo, per gli artisti un anniversario \u00e8 un&#8217;ispirazione, un&#8217;occasione che spinge a creare idee, che possono condurci a una nuova comprensione delle connessioni e dei pensieri I Punti di svolta intrecciano questioni tra e intorno agli anniversari, come la natura determinante della guerra, il pericolo dell&#8217;attualit\u00e0 oggi e la loro continuit\u00e0 virtuale durante gli ultimi cento anni, la retorica, il simbolismo e l&#8217;immagine umana dei regimi totalitari, il contrasto tra i due principali ordini economici e politici mondiali, il socialismo e il capitalismo, e il loro ruolo nel percorso intrapreso dalla storia, e lo shock del nuovo sistema economico negli stati successori dell&#8217;Unione Sovietica in disintegrazione e nelle nazioni ex socialiste dell&#8217;Europa orientale Alcune opere trattano anche la questione di ricordare: come questi eventi sono trattati dai posteri, come li mettiamo in relazione con il nostro passato personale e storico, in un momento in cui sta lentamente diventando chiaro che il nuovo millennio non \u00e8 riuscito ad aiutare l&#8217;umanit\u00e0 a trascendere il patrimonio del secolo precedente.<\/p>\n<p><em><strong>Curatori:<\/strong> Zsolt Petr\u00e1nyi e Vit\u00f3 Vojnits Purcs\u00e1r<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Artisti espositori:<\/strong> Johanna Kandl, Andreas Fogarasi, Josef Dabernig (Austria), Kate,ina Sed\u00e1 (Repubblica Ceca), John Timberlake (Inghilterra), Kristina Norman (Estonia), Soci\u00e9t\u00e9 Realiste (Francia), Clemens von Wedemeyer, Alexander Roob (Germania), Shy Abady (Israele), Paolo Ventura (Italia), Motoyuki Shitamichi (Giappone), Artur Zammijewski (Polonia), Iosif Kiraly (Romania), Mikyta Svatopluk (Slovacchia), Laibach (Neue Slowenische Kunst), Democracia, Javier de Villota (Spagna), Istvan Balogh (Svizzera), e gli artisti ungheresi: Zsolt Asztalos, Zsoltoni Bodoni, P\u00e9ter Forg\u00e1cs, Attila Szatos, J\u00e1zos Sug\u00e1z, Adriz\u00e1b\u00e1blcs, Adrian Balogh e Kiss\u00e1p.<\/em><\/p>\n<p><em>La mostra \u00e8 stata realizzata attraverso la collaborazione tra EUNIC, le Istituzioni Nazionali Europee per la Cultura e il Museo delle Belle Arti (Galleria Nazionale Ungherese).<\/em><\/p>\n<p><em>Organizzazioni partecipanti: Forum culturale austriaco, Centro ceco, Istituto estone in Ungheria, Istituto francese, British Council, Goethe-Institut, Istituto italiano di cultura<\/em><br \/>\n<em>Istituto Culturale Israeliano, Budapest, Istituto Polacco, Istituto Culturale Rumeno, Istituto Slovacco, Ambasciata della Repubblica di Slovenia, Embaj Spagna, Ambasciata del Giappone, Istituto Cervantes, Svizzera<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Turning Points \u00e8 un progetto di arte contemporanea realizzato insieme ad istituti culturali stranieri operanti in Ungheria Ventisei artisti provenienti da sedici paesi dalla Gran Bretagna a Israele, dalla Spagna al Giappone presentano la loro analisi della storia e del secolo scorso, risvegliando in noi nuove idee, personali ed emozionali sul passato che abbiamo vissuto, 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