{"id":780952,"date":"2025-06-23T08:34:00","date_gmt":"2025-06-23T06:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/il-primo-robot-apprendente-dellungheria-fu-costruito-nel-1957-e-sembrava-una-coccinella\/"},"modified":"2025-06-23T08:34:00","modified_gmt":"2025-06-23T06:34:00","slug":"il-primo-robot-apprendente-dellungheria-fu-costruito-nel-1957-e-sembrava-una-coccinella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/il-primo-robot-apprendente-dellungheria-fu-costruito-nel-1957-e-sembrava-una-coccinella\/","title":{"rendered":"Il primo robot apprendente dell\u2019Ungheria fu costruito nel 1957 \u2013 e sembrava una coccinella!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nel 1957, il Dr. D\u00e1niel Muszka svilupp\u00f2 qualcosa di straordinario nella citt\u00e0 ungherese di Szeged: un robot che rispondeva alla luce, imparava dal suono e ipnotizzava gli spettatori con i suoi movimenti. Si trattava di Szeged Ladybug, il primo robot apprendente dell&#8217;Ungheria.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;inventore<\/h2>\n\n\n\n<p>Il robot \u00e8 stato creato nel 1957 dal Dr. D\u00e1niel Muszka, un ricercatore dell&#8217;Universit\u00e0 di Szeged. Il suo obiettivo era dimostrare che le macchine potevano imparare, prendere decisioni basate sui riflessi, o almeno comportarsi come se potessero farlo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/contentf5.dailynewshungary.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Szeged-ladybug-first-Hungarian-learning-robot-cybernetics.jpg\" alt=\"Szeged ladybug first Hungarian learning robot cybernetics\" class=\"wp-image-661758\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La struttura interna originale della Szeged Ladybug alla Mostra di Storia dell&#8217;Informatica. Foto: <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Szegedi_Katicabogar_Eredeti_001.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">G\u00e1bor Vid \/ Wikimedia Commons<\/a> (CC BY-SA 4.0)<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Il suo design assomigliava davvero ad una coccinella, con il corpo rosso, le macchie nere e le ruote al posto delle gambe. Non era pi\u00f9 grande di una scatola di medie dimensioni, ma quello che poteva fare <strong>sembrava fantascienza all&#8217;epoca.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa poteva fare?<\/h2>\n\n\n\n<p>A prima vista, la Szeged Ladybug sembrava un giocattolo, ma aveva capacit\u00e0 sorprendentemente sofisticate. Disponeva di tre funzioni sensoriali: poteva vedere, ascoltare e rispondere al tatto, e poteva persino imparare determinati comportamenti.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Rilevamento della luce<\/strong>: Dotato di tre fotocellule, il robot poteva rilevare la direzione della luce. Se la luce veniva illuminata al centro, si muoveva in avanti; se su un lato, si girava in quella direzione. Due motori tergicristallo riutilizzati alimentavano il suo movimento.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Riconoscimento del suono<\/strong>: Un microfono incorporato ha permesso al robot di rispondere ai suoni, come un fischio. Inizialmente, questo ha innescato solo il lampeggiamento delle luci intorno ai suoi &#8216;occhi&#8217;, ma col tempo ha iniziato ad associare il suono ai comandi di movimento.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Tatto e comportamento<\/strong>: Premendo uno dei suoi punti si attivava una risposta di &#8220;dolore&#8221;: emetteva un segnale acustico e smetteva di obbedire ai comandi. Ma quando veniva &#8220;accarezzato&#8221; tramite un sensore speciale sulla schiena, alla fine riprendeva a collaborare.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Apprendimento<\/strong>: Forse la sua caratteristica pi\u00f9 notevole \u00e8 l&#8217;apprendimento associativo. Se un suono veniva costantemente abbinato a un segnale luminoso, il robot alla fine iniziava a reagire solo al suono, come se avesse &#8216;imparato&#8217; il comando.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 era speciale?<\/h2>\n\n\n\n<p>La coccinella di Szeged \u00e8 stato uno dei primi e pi\u00f9 sorprendenti esempi di cibernetica in Ungheria. All&#8217;epoca, la cibernetica &#8211; la scienza del controllo e del feedback &#8211; era all&#8217;avanguardia, e il robot dimostr\u00f2 questi concetti nella pratica. Il suo funzionamento si basava sul <strong>modello del riflesso pavloviano<\/strong>, il che significa che la macchina poteva associare un nuovo stimolo (come un suono) a uno vecchio (come la luce) e reagire di conseguenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/contentf5.dailynewshungary.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Szeged-ladybug-robot-exhibition-original.jpg\" alt=\"Szeged ladybug robot exhibition original\" class=\"wp-image-661760\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;esemplare originale della coccinella di Szeged. Foto: <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Szegedi_katica_eredeti.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">T\u00f6r\u00f6k D\u00e1niel \/ Wikimedia Commons<\/a>, CC BY-SA 3.0<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>La coccinella si basava su rel\u00e8, fotocellule e un semplice circuito logico. Pu\u00f2 essere vista come un primo predecessore analogico della moderna intelligenza artificiale o dell&#8217;apprendimento automatico. Anche se non &#8220;pensava&#8221; nel modo in cui lo intendiamo oggi, il suo comportamento imitava l&#8217;apprendimento, rendendolo rivoluzionario per l&#8217;epoca.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dove si trova ora la Coccinella?<\/h2>\n\n\n\n<p>La Szeged Ladybug non era solo una meraviglia tecnica, ma era anche la preferita del pubblico. Negli anni &#8217;60, \u00e8 stata presentata in varie mostre ed eventi scientifici e ha persino fatto delle apparizioni alla televisione ungherese. Il piccolo robot \u00e8 diventato rapidamente parte della &#8220;cultura scientifica pop&#8221; dell&#8217;Ungheria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ancora oggi \u00e8 possibile vedere il modello originale: \u00e8 conservato con cura dalla <a href=\"https:\/\/www.agoraszeged.hu\/informatika-torteneti-kiallitas\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mostra di Storia dell&#8217;Informatica di Szeged<\/a><\/strong>, dove a volte viene anche mostrato in azione. Sono state create anche diverse repliche funzionali; una di queste \u00e8 stata esposta al Museo della Scienza di Londra durante la mostra &#8220;Robotville&#8221; del 2011: un riconoscimento impressionante per un robot costruito in Ungheria che ha pi\u00f9 di 60 anni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Eredit\u00e0 e significato<\/h2>\n\n\n\n<p>Sebbene il robot possa sembrare semplice rispetto agli standard odierni, la sua importanza non pu\u00f2 essere sopravvalutata. La coccinella di Szeged \u00e8 emersa in un&#8217;epoca in cui i computer riempivano intere stanze e la nozione di &#8220;macchine che imparano&#8221; apparteneva alla fantascienza. D\u00e1niel Muszka, scomparso nel 2018, non era solo un ingegnere di talento, ma anche <strong>uno dei pionieri della cibernetica ungherese.<\/strong> Il suo lavoro era molto in anticipo sui tempi, introducendo la scienza del comportamento delle macchine al pubblico in modo coinvolgente e accessibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Per leggere o condividere questo articolo in ungherese, clicchi qui: <a href=\"https:\/\/hellomagyar.hu\/?p=82459\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Hell\u00f3 Magyar<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Legga anche:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/tragedia-tesoro-e-danubio-la-leggenda-della-flotta-perduta-della-regina-maria-dungheria\/\">Tragedia, tesoro e Danubio: La leggenda della flotta perduta della Regina Maria d&#8217;Ungheria<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/un-secolo-fa-i-primi-autobus-attraversarono-il-ponte-delle-catene-a-budapest\/\">Un secolo fa: i primi autobus attraversarono il Ponte delle Catene a Budapest<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1957, il Dr. D\u00e1niel Muszka svilupp\u00f2 qualcosa di straordinario nella citt\u00e0 ungherese di Szeged: un robot che rispondeva alla luce, imparava dal suono e ipnotizzava gli spettatori con i suoi movimenti. 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