{"id":784270,"date":"2025-10-09T18:04:00","date_gmt":"2025-10-09T16:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/le-sanzioni-statunitensi-paralizzano-la-serbia-per-il-petrolio-russo-colpita-anche-lungheria\/"},"modified":"2025-10-09T18:04:00","modified_gmt":"2025-10-09T16:04:00","slug":"le-sanzioni-statunitensi-paralizzano-la-serbia-per-il-petrolio-russo-colpita-anche-lungheria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/le-sanzioni-statunitensi-paralizzano-la-serbia-per-il-petrolio-russo-colpita-anche-lungheria\/","title":{"rendered":"Le sanzioni statunitensi paralizzano la Serbia per il petrolio russo, colpita anche l\u2019Ungheria"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Oggi, 9 ottobre, sono entrate in vigore le sanzioni degli Stati Uniti contro NIS, la compagnia petrolifera serba a maggioranza russa. Le conseguenze immediate includono la chiusura dell&#8217;oleodotto adriatico (JANAF) e la sospensione dei pagamenti con carta bancaria presso le stazioni di servizio NIS. Sebbene il Governo serbo abbia cercato di evitare le restrizioni, Washington ha rifiutato la richiesta di Belgrado di un rinvio per la sesta volta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa decisione ha serie implicazioni non solo per la Serbia, ma per l&#8217;intera regione, in particolare per l&#8217;Ungheria, i cui sistemi energetici e l&#8217;industria petrolifera sono strettamente legati all&#8217;infrastruttura regionale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 gli Stati Uniti hanno agito?<\/h2>\n\n\n\n<p>NIS &#8211; ufficialmente Naftna Industrija Srbije &#8211; \u00e8 la pi\u00f9 grande compagnia petrolifera del Paese e gestisce una raffineria e circa 330 stazioni di servizio. Il suo principale azionista \u00e8 la russa Gazprom Neft (45%), insieme ad un&#8217;altra societ\u00e0 sostenuta dalla Russia, Intelligence (11%). Lo Stato serbo possiede solo il 30%, mentre il resto \u00e8 detenuto da piccoli investitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il governo americano ha optato per le sanzioni perch\u00e9 l&#8217;azienda \u00e8 sotto l&#8217;influenza russa e gli Stati Uniti mirano a limitare la presenza economica della Russia nei Balcani. Il Presidente serbo Aleksandar Vu\u010di\u0107 ha escluso la nazionalizzazione &#8211; l&#8217;unica scappatoia legale &#8211; lasciando Belgrado in una posizione difficile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conseguenze: Minaccia di carenza di carburante e di aumento dei prezzi<\/h2>\n\n\n\n<p>Il JANAF, l&#8217;oleodotto adriatico, ha interrotto le forniture nelle prime ore del 9 ottobre, il che significa che l&#8217;unica raffineria di petrolio della Serbia a Pan\u010devo non ricever\u00e0 pi\u00f9 greggio. Anche se il Paese dispone di riserve significative, gli esperti ritengono che dureranno solo pochi mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo una dichiarazione di NIS, le stazioni sono &#8220;pronte a soddisfare la domanda dei consumatori&#8221;, ma al momento i pagamenti possono essere effettuati solo in contanti perch\u00e9 le transazioni Visa e MasterCard legate ai sistemi di pagamento americani sono state sospese.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Governo serbo sta cercando di rassicurare il pubblico, ma gli esperti energetici indipendenti avvertono che la carenza di carburante e l&#8217;aumento dei prezzi saranno inevitabili se la situazione persiste.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/lungheria-e-fortemente-dipendente-dallenergia-russa-ma-lignoranza-pubblica-sul-tema-e-immensa\/\/\">L&#8217;Ungheria dipende fortemente dall&#8217;energia russa, ma l&#8217;ignoranza dell&#8217;opinione pubblica sul tema \u00e8 immensa.<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Interessi ungheresi e ruolo di MOL<\/h2>\n\n\n\n<p>Nella crisi, l&#8217;Ungheria e la sua compagnia petrolifera MOL potrebbero assumere un ruolo chiave. MOL gestisce attualmente 65 stazioni di rifornimento in Serbia ed \u00e8 pronta a rilevare la posizione di mercato di NIS nel caso in cui l&#8217;azienda serba diventasse inoperosa.<\/p>\n\n\n\n<p>MOL \u00e8 uno degli attori pi\u00f9 stabili della regione e non \u00e8 influenzato dalle sanzioni degli Stati Uniti. Questo potrebbe rafforzare la posizione dell&#8217;Ungheria nell&#8217;approvvigionamento energetico dei Balcani, mentre i problemi operativi di NIS creano nuove opportunit\u00e0 di mercato per MOL.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Ministro degli Esteri ungherese P\u00e9ter Szijj\u00e1rt\u00f3 <a href=\"https:\/\/magyarnemzet.hu\/kulfold\/2025\/01\/szijjarto-peter-az-amerikai-szankciok-veszelyeztetik-kozep-europa-energiaellatasat\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha criticato l&#8217;amministrazione statunitense uscente a gennaio<\/a>, definendo la decisione &#8220;una ritorsione politicamente motivata&#8221;. Ha sottolineato che l&#8217;Ungheria e la Serbia perseguono politiche energetiche sovrane che non possono essere influenzate da pressioni esterne. Come dimostrano le notizie di oggi, l&#8217;amministrazione Trump non si \u00e8 tirata indietro dalle sanzioni e, sebbene sia improbabile che il Governo ungherese si opponga, data la sua forte alleanza con la leadership statunitense, la partnership Orb\u00e1n-Vu\u010di\u0107 potrebbe indebolirsi di conseguenza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un colpo all&#8217;economia serba che potrebbe raggiungere il mercato ungherese<\/h2>\n\n\n\n<p>La paralisi di NIS \u00e8 uno shock economico per la Serbia: la compagnia petrolifera rappresenta quasi il 12% del bilancio statale e contribuisce per circa il 7% al PIL. Il destino di oltre cinquemila dipendenti \u00e8 incerto, e il calo della produzione di petrolio potrebbe influenzare l&#8217;intero settore dei trasporti e dell&#8217;industria.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 finora NIS ha rifornito in parte l&#8217;Ungheria attraverso la raffineria di Pan\u010devo, la situazione potrebbe avere un impatto indiretto sul mercato ungherese, ad esempio attraverso il sottoutilizzo dell&#8217;oleodotto JANAF o le interruzioni delle catene di approvvigionamento regionali.<\/p>\n\n\n\n<p>I sistemi energetici croato, serbo e ungherese sono strettamente interconnessi e la situazione attuale \u00e8 un altro esempio di come le decisioni geopolitiche influenzino direttamente i prezzi dell&#8217;energia in Europa centrale.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/soldi-e-turkiye-dietro-la-sete-di-petrolio-russo-del-gabinetto-orban\/\/\">Soldi enormi e T\u00fcrkiye dietro la sete di petrolio russo del gabinetto Orb\u00e1n?<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conseguenze politiche ed economiche<\/h2>\n\n\n\n<p>In Serbia, le sanzioni minacciano non solo le forniture di carburante, ma anche il sistema bancario e l&#8217;occupazione. Si prevede che le banche estere congeleranno i conti della NIS, complicando i pagamenti degli stipendi e le operazioni in corso.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli analisti economici di Belgrado affermano che senza NIS, il Paese perder\u00e0 una delle sue fonti di reddito pi\u00f9 importanti e l&#8217;indipendenza energetica sar\u00e0 minata.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l&#8217;Ungheria, tuttavia, la crisi rappresenta anche un&#8217;opportunit\u00e0 per espandere la propria influenza nel mercato energetico regionale. Se MOL assumer\u00e0 parte del ruolo di NIS, Budapest potrebbe guadagnare forza non solo economicamente ma anche politicamente nei Balcani occidentali, <a href=\"https:\/\/hu.euronews.com\/my-europe\/2025\/10\/09\/hiany-dragulas-amerikai-szankciok-az-orosz-tobbsegi-tulajdonban-levo-szerbiai-koolajgazdas\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">secondo Euronews<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sommario<\/h2>\n\n\n\n<p>Le sanzioni statunitensi non solo paralizzano la NIS, legata alla Russia, ma paralizzano anche l&#8217;intera industria petrolifera della Serbia, innescando potenzialmente una reazione a catena nella regione.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Ungheria &#8211; grazie alla continua stabilit\u00e0 di MOL nel mercato serbo &#8211; potrebbe trovarsi in una posizione strategica, mentre l&#8217;economia serba subisce gravi perdite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, 9 ottobre, sono entrate in vigore le sanzioni degli Stati Uniti contro NIS, la compagnia petrolifera serba a maggioranza russa. 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