{"id":785198,"date":"2025-11-13T13:14:00","date_gmt":"2025-11-13T12:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/lazienda-energetica-ungherese-mol-progetta-segretamente-di-acquisire-il-gigante-petrolifero-serbo-sottoposto-a-sanzioni\/"},"modified":"2025-11-13T13:14:00","modified_gmt":"2025-11-13T12:14:00","slug":"lazienda-energetica-ungherese-mol-progetta-segretamente-di-acquisire-il-gigante-petrolifero-serbo-sottoposto-a-sanzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/lazienda-energetica-ungherese-mol-progetta-segretamente-di-acquisire-il-gigante-petrolifero-serbo-sottoposto-a-sanzioni\/","title":{"rendered":"L\u2019azienda energetica ungherese Mol progetta segretamente di acquisire il gigante petrolifero serbo sottoposto a sanzioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Secondo i media locali, l&#8217;azienda petrolifera ungherese Mol Nyrt. \u00e8 in trattative per acquisire una partecipazione dell&#8217;11,3% nella compagnia petrolifera serba NIS, attualmente sottoposta a sanzioni statunitensi. La transazione, pur non essendo una partecipazione di controllo, potrebbe cambiare la struttura proprietaria di NIS e potenzialmente alleggerire la pressione delle sanzioni che dovrebbero essere rivalutate entro il 25 <strong>novembre<\/strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se Mol completa l&#8217;acquisto, la propriet\u00e0 di maggioranza di NIS passerebbe a investitori non russi, combinando la partecipazione dello Stato serbo al 29,87%, gli azionisti di minoranza al 13,9% e Mol all&#8217;11,3%, per un totale del 55,07%. Questo ridurrebbe Gazprom Neft, l&#8217;azionista di maggioranza sanzionato, al 44,93%. Gazprom Neft \u00e8 la divisione petrolifera di Gazprom, pi\u00f9 piccola delle maggiori compagnie petrolifere russe ma di dimensioni significative, secondo <a href=\"https:\/\/telex.hu\/gazdasag\/2025\/11\/13\/mol-szerbia-nis-olaj-benzin-dizel-szankcio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Telex<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/dailynewshungary.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/serbia-nis-petrol-station.webp\" alt=\"serbia-nis-petrol-station\" class=\"wp-image-673756\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una stazione di servizio NIS in Serbia. Foto: <a href=\"https:\/\/depositphotos.com\/editorial\/valjevo-serbia-july-2025-nis-petrol-gas-station-nis-petrol-841689754.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">depositphotos.com<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mol \u00e8 interessato solo ad una partecipazione di controllo?<\/h2>\n\n\n\n<p>Gli esperti avvertono che questo accordo potrebbe servire principalmente come soluzione alle sanzioni statunitensi, piuttosto che come acquisizione strategica. L&#8217;analista petrolifero di Erste, Tam\u00e1s Pletser, ha descritto la partecipazione dell&#8217;11,3% come una &#8220;soluzione ipocrita&#8221; senza un vero senso commerciale, notando che Mol sarebbe probabilmente interessata solo ad una partecipazione di controllo. Ha anche messo in guardia dallo scetticismo americano nei confronti di tali accordi, con il potenziale di ulteriori sanzioni se gli Stati Uniti percepiscono i tentativi di aggirare le restrizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>I media serbi <a href=\"https:\/\/www.nin.rs\/politika\/vesti\/94820\/resenje-konacno-na-vidiku-mol-najblizi-kupovini-113-odsto-nis-a\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nin.rs<\/a> riferiscono che una delegazione russa \u00e8 attesa a Budapest il 15 novembre per discutere la questione, mentre Belgrado \u00e8 anche impegnata in colloqui paralleli con gli Emirati Arabi Uniti. La raffineria NIS di Pan\u010devo opera ancora con riserve strategiche di petrolio, ma subisce pressioni a causa delle sanzioni statunitensi che vietano gli affari con NIS e limitano i metodi di pagamento come Visa e Mastercard.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sfide di approvvigionamento e propriet\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>La raffineria, rifornita principalmente attraverso l&#8217;oleodotto Janaf dalla Croazia, lavora circa 4,5 milioni di tonnellate all&#8217;anno, di cui circa un quarto di provenienza nazionale. Secondo gli analisti, un cambio di propriet\u00e0 potrebbe aiutare a eludere le sanzioni se NIS diventasse controllata in maggioranza da investitori non russi o se fosse posta sotto la tutela dello Stato, anche se quest&#8217;ultima ipotesi rischia di mettere a dura prova i tradizionali legami russo-serbi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono anche complessit\u00e0 logistiche nel rifornire altre stazioni di servizio serbe non colpite dalle sanzioni, soprattutto perch\u00e9 la raffineria ungherese del Danubio opera a capacit\u00e0 ridotta <a href=\"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/massiccia-esplosione-incendio-e-fumo-nero-nella-raffineria-di-petrolio-vicino-a-budapest-video-e-foto\/\/\">a seguito di un incendio<\/a>. Tuttavia, l&#8217;acquisizione di NIS da parte di Mol potrebbe creare sinergie con il mercato regionale e potenzialmente rafforzare la sua posizione nei confronti degli operatori di oleodotti croati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/dailynewshungary.b-cdn.net\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/nis-russia-serbia.webp\" alt=\"nis-russia-serbia-mol\" class=\"wp-image-677416\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto: <a href=\"https:\/\/depositphotos.com\/photos\/nis-petrol.html?filter=all&amp;qview=538882324\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">depositphotos.com<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sviluppi politici<\/h2>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra fonte conferma che i colloqui hanno preso slancio dopo la visita del Primo Ministro ungherese Orb\u00e1n Viktor negli Stati Uniti, dove il Presidente Donald Trump avrebbe promesso all&#8217;Ungheria un&#8217;<a href=\"https:\/\/dailynewshungary.com\/orban-sanctions-waiver-trump-one-year\/\">esenzione di un anno<\/a> dalle sanzioni petrolifere russe, scrive <a href=\"https:\/\/www.portfolio.hu\/uzlet\/20251113\/szerbiaban-vasarolhat-be-a-mol-799354\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Portfolio<\/a>. Oltre a Mol, gli Emirati Arabi Uniti sono considerati un potenziale acquirente, con lo sceicco Abu Dhabi possibile futuro azionista di maggioranza.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;acquisto di azioni NIS potrebbe accelerare i piani per un nuovo oleodotto ungherese-serbo, che secondo quanto riferito <a href=\"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/verra-costruito-un-nuovo-oleodotto-per-il-greggio-verso-lungheria-da-questo-paese-vicino\/\/\">dovrebbe essere completato<\/a> entro un anno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatto sulle filiali NIS all&#8217;estero<\/h2>\n\n\n\n<p>Tuttavia, le filiali di NIS all&#8217;estero devono affrontare gravi difficolt\u00e0, con 84 stazioni di servizio chiuse in Romania, Bulgaria e Bosnia a causa delle sanzioni, che hanno causato perdite stimate a 350-360 milioni di euro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo i media locali, l&#8217;azienda petrolifera ungherese Mol Nyrt. \u00e8 in trattative per acquisire una partecipazione dell&#8217;11,3% nella compagnia petrolifera serba NIS, attualmente sottoposta a sanzioni statunitensi. 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