{"id":786691,"date":"2026-01-09T18:18:19","date_gmt":"2026-01-09T17:18:19","guid":{"rendered":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/sensazione-archeologica-in-marocco-reperti-di-773-000-anni-fa-possono-riscrivere-la-storia-dellevoluzione-umana\/"},"modified":"2026-01-09T18:18:19","modified_gmt":"2026-01-09T17:18:19","slug":"sensazione-archeologica-in-marocco-reperti-di-773-000-anni-fa-possono-riscrivere-la-storia-dellevoluzione-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/sensazione-archeologica-in-marocco-reperti-di-773-000-anni-fa-possono-riscrivere-la-storia-dellevoluzione-umana\/","title":{"rendered":"Sensazione archeologica in Marocco: reperti di 773.000 anni fa possono riscrivere la storia dell\u2019evoluzione umana"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Ministero della Giovent\u00f9, della Cultura e della Comunicazione annuncia che un team di ricerca internazionale guidato prima da Fatima-Zohra Sbihi Alaoui e attualmente da Abderrahim Mohib, ricercatore associato presso l&#8217;Istituto Nazionale di Archeologia e Scienze del Patrimonio, Marocco (INSAP, Ministero della Giovent\u00f9, della Cultura e della Comunicazione, Jean-Paul Raynal, Camille Daujeard, Rosalia Galloti e David Lef\u00e8vre dell&#8217;Universit\u00e0 di Bordeaux \/ CNRS, dell&#8217;Universit\u00e0 di Montpellier Paul Val\u00e9ry e del <em>Mus\u00e9um National d&#8217;Histoire Naturelle,<\/em> Francia, riferiscono l&#8217;analisi di nuovi fossili di ominini provenienti dal sito di Thomas Quarry I (Casablanca, Marocco). I fossili sono datati in modo molto sicuro a 773.000 pi\u00f9\/meno 4.000 anni fa, grazie a un record magnetostratigrafico ad alta risoluzione che cattura in dettaglio il confine Brunhes\/Matuyama, l&#8217;ultima inversione di polarit\u00e0 geomagnetica principale e precisi marcatori temporali del Quaternario.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-025-09914-y\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nature<\/a> il 7 gennaio 2026, questo lavoro mette in evidenza le popolazioni africane vicine alla base del lignaggio che alla fine ha dato origine all&#8217;<em>Homo sapiens<\/em>, fornendo nuove intuizioni sull&#8217;ascendenza condivisa di <em>Homo sapiens<\/em>, Neandertal e Denisovani.<\/p>\n\n\n\n<p>La Cava Thomas I si trova all&#8217;interno delle formazioni costiere sopraelevate del litorale di Casablanca, una regione rinomata a livello internazionale per la sua eccezionale successione di paleoshoreline del Plio-Pleistocene, dune costiere e sistemi di grotte. Queste formazioni geologiche, frutto di ripetute oscillazioni del livello del mare, di fasi eoliche e di una rapida e precoce cementazione delle sabbie costiere, offrono le condizioni ideali per la conservazione di fossili umani e animali, oltre che di utensili in pietra. Di conseguenza, la regione di Casablanca \u00e8 diventata uno dei pi\u00f9 ricchi depositi di paleontologia e archeologia del Pleistocene in Africa, documentando il primo Acheuleano e i suoi sviluppi, diverse faune che riflettono i cambiamenti ambientali e diverse fasi di occupazione da parte degli ominini.<\/p>\n\n\n\n<p>La Cava Thomas I, scavata nella Formazione Oulad Hamida, \u00e8 particolarmente nota per contenere le pi\u00f9 antiche industrie Acheuleane dell&#8217;Africa nord-occidentale, datate a circa 1,3 milioni di anni fa, e si trova vicino ad altri siti celebri come Sidi Abderrahmane, un riferimento classico per la preistoria del Pleistocene medio nell&#8217;Africa nord-occidentale. All&#8217;interno di questo complesso pi\u00f9 ampio, la &#8220;Grotte \u00e0 Hominid\u00e9s&#8221; costituisce &#8220;un sistema di grotte unico, scavato da un&#8217;altura marina in formazioni costiere precedenti e successivamente riempito di sedimenti che hanno conservato fossili di ominini in un contesto stratigrafico sicuro, indisturbato e indiscutibile&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La datazione dei fossili del primo e medio Pleistocene \u00e8 notoriamente difficile, a causa di stratigrafie discontinue o di metodi affetti da una notevole incertezza. La <em>Grotte \u00e0 Hominid\u00e9s<\/em> \u00e8 eccezionale perch\u00e9 la rapida sedimentazione e la deposizione continua hanno permesso di catturare un segnale magnetico ad alta risoluzione registrato all&#8217;interno dei sedimenti con un dettaglio notevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Il campo magnetico terrestre inverte la polarit\u00e0 episodicamente nel corso del tempo geologico. Queste inversioni paleomagnetiche si verificano in tutto il mondo e quasi istantaneamente su scale temporali geologiche, lasciando nei sedimenti un segnale nitido e globalmente sincrono. La transizione Matuyama-Brunhes (MBT), avvenuta circa 773.000 anni fa, \u00e8 la pi\u00f9 recente di queste grandi inversioni e costituisce uno dei marcatori pi\u00f9 precisi a disposizione di geologi e archeologi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vedere la transizione Matuyama-Brunhes registrata con tale risoluzione nei depositi ThI-GH ci permette di ancorare la presenza di questi ominini in un quadro cronologico eccezionalmente preciso per il Pleistocene africano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La sequenza di <em>Grotte \u00e0 Hominid\u00e9s<\/em> abbraccia la fine del Matuyama Chron (polarit\u00e0 inversa), la stessa MBT e l&#8217;inizio del Brunhes Chron (polarit\u00e0 normale). Utilizzando 180 campioni magnetostratigrafici &#8211; una risoluzione senza precedenti per un sito ominino del Pleistocene &#8211; il team ha stabilito la posizione esatta del passaggio da polarit\u00e0 inversa a normale, attualmente datato a 773.000 anni fa, e ha anche catturato la breve durata della transizione (da 8.000 a 11.000 anni). \u00c8 cronologicamente prezioso che i sedimenti contenenti i fossili di ominini siano stati depositati proprio durante questa transizione. Ulteriori prove faunistiche supportano in modo indipendente questa et\u00e0, affermando il primato della magnetostratigrafia rispetto ad altri metodi per stabilire la cronologia di questo sito.<\/p>\n\n\n\n<p>I resti di ominini provengono da quella che sembra essere stata una tana di carnivori, come suggerito da un femore di ominino che mostra chiare tracce di rosicchiamento e consumo. L&#8217;assemblaggio comprende, oltre al femore, una mandibola adulta quasi completa, una seconda mezza mandibola adulta, una mandibola infantile, diverse vertebre e denti isolati.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;imaging micro-CT ad alta risoluzione, la morfometria geometrica e l&#8217;analisi anatomica comparativa rivelano un mosaico di tratti arcaici e derivati. Diverse caratteristiche ricordano gli ominini di Gran Dolina, Atapuerca (Spagna), di et\u00e0 comparabile &#8211; il cosiddetto <em>Homo antecessor<\/em> &#8211; suggerendo che un tempo potevano esistere contatti di popolazione molto antichi tra l&#8217;Africa nord-occidentale e l&#8217;Europa meridionale. Tuttavia, al momento della transizione Matuyama-Brunhes, queste popolazioni sembrano essere gi\u00e0 chiaramente separate, il che implica che tali scambi devono essere avvenuti prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Utilizzando la micro TC, la forma generalizzata e i tratti non metrici dei denti di <em>Grotte \u00e0 Hominid\u00e9s<\/em> conservano molte caratteristiche primitive e mancano i tratti caratteristici dei Neandertal. In questo senso, si differenziano dall&#8217;<em>Homo antecessor<\/em>, che &#8211; in alcuni tratti &#8211; comincia ad assomigliare ai Neandertal. Le analisi morfologiche dentali indicano che le differenze regionali nelle popolazioni umane potrebbero essere gi\u00e0 presenti alla fine del primo Pleistocene&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa scoperta evidenzia che l&#8217;Africa nord-occidentale ha svolto un ruolo importante nella prima storia evolutiva del genere <em>Homo<\/em>, in un periodo in cui le oscillazioni climatiche aprivano periodicamente corridoi ecologici attraverso quello che oggi \u00e8 il Sahara. L&#8217;idea che il Sahara fosse una barriera biogeografica permanente non \u00e8 valida per questo periodo. Le prove paleontologiche mostrano collegamenti ripetuti tra l&#8217;Africa nord-occidentale e le savane dell&#8217;Est e del Sud.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ominini della <a> <em>Grotte \u00e0 Hominid\u00e9s<\/em> sono <\/a>quasi contemporanei agli ominini di Gran Dolina, pi\u00f9 antichi dei fossili del Pleistocene medio ancestrali dei Neanderthal e dei Denisovani, e circa 500.000 anni prima dei primi resti di <em>Homo sapiens<\/em> di Jebel Irhoud. Grazie alla combinazione di tratti africani arcaici con tratti che si avvicinano alle successive morfologie eurasiatiche e africane del Pleistocene medio, gli ominini della <em>Grotte \u00e0 Hominid\u00e9s<\/em> forniscono indizi essenziali sull&#8217;ultimo antenato comune dell&#8217;<em>Homo sapiens<\/em>, dei Neandertal e dei Denisovani &#8211; che, in base alle prove genetiche, si stima sia vissuto tra 765.000 e 550.000 anni fa. Le prove paleontologiche della <em>Grotte \u00e0 Hominid\u00e9s<\/em> si allineano maggiormente alla parte pi\u00f9 antica di questo intervallo.<\/p>\n\n\n\n<p>I fossili della <em>Grotte \u00e0 Hominid\u00e9s<\/em> potrebbero essere i migliori candidati che abbiamo attualmente per le popolazioni africane che si trovano vicino alla radice di questa ascendenza condivisa, rafforzando cos\u00ec la visione di un&#8217;origine africana profonda per la nostra specie&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo studio hanno partecipato molti ricercatori dell&#8217;<em>Institut National des Sciences de l&#8217;Arch\u00e9ologie et du Patrimoine <\/em>(INSAP, Marocco), della <em>Direction du Patrimoine Culturel<\/em> (Marocco), del <em>Coll\u00e8ge de France<\/em>, dell&#8217;<em>Istituto<\/em> <em> Max<\/em> <em>Planck di Antropologia Evolutiva (Germania)<\/em>, dell&#8217;<em>Universit\u00e0 di Montpellier Paul Val\u00e9ry (Francia)<\/em>, dell&#8217;<em>Universit\u00e0 degli Studi di Milano (Italia)<a>, dell&#8217;<\/a><\/em><em>Universit\u00e0 di Bordeaux <\/em>e del <em>Mus\u00e9um national d&#8217;histoire naturelle<\/em> (Francia).<\/p>\n\n\n\n<p>Leggi anche &#8211; <a href=\"https:\/\/dailynewshungary.com\/underwater-world-ancient-civilisation\/\">I segreti del mondo sottomarino: Le profondit\u00e0 del Mare del Nord e del Mar Baltico possono nascondere tracce di civilt\u00e0 perdute?<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Ministero della Giovent\u00f9, della Cultura e della Comunicazione annuncia che un team di ricerca internazionale guidato prima da Fatima-Zohra Sbihi Alaoui e attualmente da Abderrahim Mohib, ricercatore associato presso l&#8217;Istituto Nazionale di Archeologia e Scienze del Patrimonio, Marocco (INSAP, Ministero della Giovent\u00f9, della Cultura e della Comunicazione, Jean-Paul Raynal, Camille Daujeard, Rosalia Galloti e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":786692,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_display_image":"yes","footnotes":""},"categories":[1197],"tags":[1338,1243,2358],"class_list":["post-786691","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mondo","tag-africa","tag-archeologia","tag-marocco"],"blocksy_meta":[],"author_username":"alk","telegram_post":"","public_post_metadata":{"breaking_news":"yes","important":"no","csempe":"no","center_tile":"no","disable_thumbnail":"no","target_lang":"","_featured_image_style":"default","telegram_post":"","_xlat_group_id":"9cb2811b-103d-4801-8ef2-8cae3a06f5fb"},"public_rank_math_data":{"title":"%title% %sep% %sitename%","description":"","focus_keyword":"evoluzione umana","canonical_url":"","robots":"","primary_category":"1197","breadcrumb_title":"","facebook_title":"","facebook_description":"","facebook_image":"","facebook_image_id":"","twitter_title":"","twitter_description":"","twitter_image":"","twitter_image_id":"","twitter_card_type":"","twitter_use_facebook":"","advanced_robots":"","pillar_content":"","seo_score":"57","contentai_score":"","rich_snippet":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/786691","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=786691"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/786691\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/786692"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=786691"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=786691"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=786691"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}