{"id":794537,"date":"2026-11-04T17:54:00","date_gmt":"2026-11-04T16:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/un-antico-tesoro-romano-andato-perduto-durante-la-seconda-guerra-mondiale-e-stato-ritrovato-nascosto-nella-collezione-di-un-museo-ungherese-dopo-80-anni\/"},"modified":"2026-11-04T17:54:00","modified_gmt":"2026-11-04T16:54:00","slug":"un-antico-tesoro-romano-andato-perduto-durante-la-seconda-guerra-mondiale-e-stato-ritrovato-nascosto-nella-collezione-di-un-museo-ungherese-dopo-80-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dailynewshungary.com\/it\/un-antico-tesoro-romano-andato-perduto-durante-la-seconda-guerra-mondiale-e-stato-ritrovato-nascosto-nella-collezione-di-un-museo-ungherese-dopo-80-anni\/","title":{"rendered":"Un antico tesoro romano andato perduto durante la Seconda Guerra Mondiale \u00e8 stato ritrovato, nascosto nella collezione di un museo ungherese, dopo 80 anni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un\u2019antica statua in bronzo di Apollo, scomparsa durante la Seconda Guerra Mondiale e che si temeva fosse andata perduta per sempre, \u00e8 tornata in mostra al Museo Nazionale Ungherese mercoled\u00ec, a 80 anni dall\u2019ultima volta in cui era stata vista.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ritorno della statua alla luce del pubblico \u00e8 di per s\u00e9 una vera e propria storia da romanzo giallo. \u00c8 riapparsa di recente nella collezione mista di epoca moderna del museo, dove era stata inserita nel registro di inventario del 1961 come<em>\u00abstatuetta da farmacia<\/em>\u00bb di origine sconosciuta risalente alla met\u00e0 del XIX secolo. Ci sono voluti i restauratori e gli archeologi del museo per stabilirne la vera identit\u00e0: quella del bronzo raffigurante Apollo che si riteneva perduto durante la guerra, come ha riferito <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/nemzetimuzeum\/posts\/pfbid0MQq54SuvKi55SjBghEVJpQZtLUuZNKndqNZZSTmFVuSVMJBoS8GUf7yT34Wt8fBfl\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il museo<\/a> all\u2019agenzia MTI mercoled\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019opera \u00e8 uno dei pezzi pi\u00f9 antichi del museo, acquisito prima del 1825. La sua prima pubblicazione scientifica risale al 1894 e ne fa risalire l\u2019origine, con ogni probabilit\u00e0, a Pecs, sede dell\u2019antica citt\u00e0 romana di Sopianae. Prima della guerra era un elemento fisso e uno dei pezzi forti delle mostre archeologiche; nel caos postbellico delle collezioni del museo, fin\u00ec per essere inserita tra i reperti dell\u2019epoca moderna, dove la sua et\u00e0 e la sua origine rimasero sconosciute per decenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La statuetta, alta 56 centimetri, raffigura un giovane nudo in una posa che richiama il contrapposto, il principio compositivo della scultura classica matura. I suoi occhi suggestivi erano ricoperti da una lamina d\u2019argento e sembrano ancora risplendere sul bronzo scuro del volto. La modellazione degli occhi, le proporzioni pi\u00f9 robuste e i capelli profondamente incisi indicano una datazione nella seconda met\u00e0 del II secolo d.C., il periodo antonino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fusione cava e dalle pareti sottili \u00e8 stata realizzata dagli antichi bronzisti utilizzando il processo indiretto a cera persa: le parti del corpo sono state fuse separatamente, per poi essere unite mediante saldatura. Curiosamente, mentre la parte anteriore ha subito una forte corrosione puntiforme, quella posteriore \u00e8 sopravvissuta ai secoli in condizioni quasi perfette.<\/p>\n\n\n\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fnemzetimuzeum%2Fposts%2Fpfbid0MQq54SuvKi55SjBghEVJpQZtLUuZNKndqNZZSTmFVuSVMJBoS8GUf7yT34Wt8fBfl&#038;show_text=true&#038;width=500\" width=\"500\" height=\"786\" style=\"border:none;overflow:hidden\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"true\" allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share\"><\/iframe>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella mitologia greca, Apollo \u00e8 il pi\u00f9 complesso degli dei, incarnazione dell\u2019ordine, dell\u2019intelletto radioso e della purezza morale. Questa figura segue il tipo dell\u2019Apollo Citharoedus, l\u2019Apollo che suona la cetra, popolare fin dall\u2019et\u00e0 ellenistica: il braccio sinistro sollevato un tempo reggeva lo strumento, mentre la mano destra abbassata impugnava il plettro. Lo strumento a corde di Apollo simboleggiava la precisione matematica e il trionfo della civilt\u00e0 sulla selvaggia indomabilit\u00e0 dionisiaca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I bronzi di medie dimensioni sono rarit\u00e0, poich\u00e9 la loro produzione era proibitivamente costosa nell\u2019antichit\u00e0. L\u2019opera recentemente identificata un tempo adornava uno spazio di rappresentanza \u2014 forse un giardino o una fontana \u2014 di una dimora urbana o di una villa di campagna romana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Apollo potr\u00e0 essere ammirato per un mese a partire dal 4 novembre nella Sala 6 della mostra archeologica permanente del museo<em>\u00abAl confine tra Oriente e Occidente<\/em>\u00bb, nell\u2019ambito della serie di piccole mostre \u00abIl Tesoro del Mese\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-black-color has-electric-grass-gradient-background has-text-color has-background has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\">Semplificatevi la vita con un supporto professionale in inglese. 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