Nuovo colpo alla scena cripto ungherese: Altri due fornitori abbandonano il Paese!

Citando i cambiamenti dell’ambiente normativo, Strike si sta ritirando dall’Ungheria con effetto immediato, secondo RevB. La popolare applicazione di trading di Bitcoin ha informato i suoi utenti in un messaggio inviato giovedì mattina.
I legislatori ungheresi hanno modificato le norme che regolano il trading di criptovalute e la gestione degli asset cripto alla fine del 2025. A partire da quest’anno, tali attività potranno essere svolte solo con il coinvolgimento di un cosiddetto “validatore”. Tuttavia, non è ancora chiaro quale sarà il ruolo esatto del validatore, né chi svolgerà questa funzione.
A seguito delle modifiche legislative, Revolut ha sospeso per prima i suoi servizi di criptovaluta in Ungheria a dicembre, seguita poco dopo da CoinCash. Ora, Strike (noto per le sue rapide transazioni in Bitcoin e l’interfaccia semplice) sembra seguire lo stesso percorso.
Secondo RevB, gli utenti hanno ricevuto una notifica in cui si afferma che possono gestire attivamente i loro portafogli fino alla mezzanotte di oggi, dopodiché i pulsanti “Compra” e “Vendi” diventeranno inattivi. Da quel momento in poi, gli utenti potranno solo ritirare le criptovalute presenti nei loro conti.

Lo sciopero blocca il trading in Ungheria con effetto immediato
Gli utenti ungheresi sono stati colti di sorpresa dall’annuncio di Strike di giovedì mattina. In riferimento al mutato ambiente normativo nazionale, la popolare applicazione Bitcoin sta essenzialmente uscendo dal mercato ungherese. Il trading cesserà a partire da domani, 9 gennaio 2026.
Le difficoltà affrontate dai fornitori di servizi di criptovaluta in Ungheria sembrano continuare. Non appena si è conclusa l’ondata di prelievi nel dicembre 2025, è emersa un’altra battuta d’arresto. Strike, fondata da Jack Mallers e nota per le sue transazioni in Bitcoin basate sulla rete Lightning e per il suo design facile da usare, ha notificato ai clienti ungheresi che sta sospendendo i suoi servizi di trading nel Paese.
Nei conti degli utenti è apparso un messaggio “Importante aggiornamento del conto”, breve ma inequivocabile:
“A causa delle nuove normative in Ungheria, il suo conto non supporterà il trading a partire dal 9 gennaio 2026. Può ritirare le sue attività in EUR e BTC in qualsiasi momento”.
In pratica, questo significa che gli utenti ungheresi hanno meno di 24 ore per gestire attivamente le loro posizioni all’interno dell’app. A partire da domani, i pulsanti “Compra” e “Vendi” saranno disattivati e l’applicazione funzionerà effettivamente come un portafoglio di base dal quale si potranno prelevare solo i fondi.
MoonPay esce anche dall’Ungheria
L’effetto domino continua: Anche MoonPay, un altro fornitore di servizi di criptovaluta, ha sospeso le sue operazioni per gli utenti ungheresi. Secondo l’azienda, la mossa è una risposta diretta alle modifiche legali introdotte all’inizio di quest’anno, riferisce Revb.
Gli utenti ungheresi possono ancora accedere a funzionalità limitate e prelevare le loro attività in criptovalute su portafogli esterni. Tuttavia, il prelievo di fondi fiat non è più semplice: MoonPay chiede agli utenti di contattare l’assistenza clienti per elaborare queste transazioni.
L’Ungheria si aggiunge ora all’elenco dei Paesi non supportati da MoonPay, che include Afghanistan, Cuba, Russia, Cina e Corea del Nord.
Non è un caso isolato: L’effetto domino delle criptovalute in Ungheria
Per gli osservatori abituali del settore fintech e crypto ungherese, le decisioni di Strike e MoonPay non sono una sorpresa. Si inseriscono perfettamente in uno schema più ampio visto negli ultimi mesi, in quanto le rigide normative nazionali (in alcuni casi più rigide degli standard internazionali) continuano a scoraggiare gli operatori globali. Ciò è particolarmente vero per i requisiti imposti dall’Autorità di Vigilanza per le Attività Regolamentate (SZTFH).
- Revolut: La popolare neobanca aveva già indicato in precedenza che i servizi di criptovaluta sarebbero stati rimossi dalla sua entità ungherese.
- CoinCash: Uno dei pionieri del mercato nazionale è stato costretto a sospendere le operazioni a causa della prolungata assenza di un revisore informatico conforme (validatore), un requisito legale per continuare a operare.
- Restrizioni di eToro: Anche la piattaforma di trading globale ha preso misure simili, limitando drasticamente l’accesso degli utenti ungheresi agli asset cripto.
- Uscita da Kriptomat: Più recentemente, anche Kriptomat si è ritirato, citando difficoltà normative.
Sebbene l’Ungheria abbia da allora approvato la sua prima società nazionale di validatori di criptovalute, sembra che questo sia arrivato troppo tardi per i fornitori globali, oppure che i costi e gli oneri amministrativi della conformità non giustifichino semplicemente il mantenimento delle operazioni in un mercato relativamente piccolo.

Cosa devono fare ora gli utenti?
Secondo RevB, il punto più importante è che non bisogna farsi prendere dal panico: i fondi restano al sicuro. Strike ha chiarito che i prelievi (sia in euro che in Bitcoin) continueranno ad essere disponibili.
Tuttavia, si consiglia agli utenti interessati di adottare le seguenti misure:
- Non rimandare: Sebbene i prelievi siano possibili “in qualsiasi momento”, il servizio clienti e i processi tecnici spesso rallentano durante le uscite dal mercato.
- Prelevare Bitcoin: si consiglia di trasferire BTC in un portafoglio personale, non depositario (come un portafoglio hardware, Muun o Phoenix). Poiché Strike supporta la rete Lightning, le commissioni di transazione sono minime.
- Prelievo di euro: I fondi Fiat devono essere trasferiti sui conti bancari degli utenti.
Cosa ci aspetta per il mercato delle criptovalute in Ungheria?
L’abbandono di Strike è una mossa deplorevole ma logica in un ambiente in cui l’inasprimento normativo (anche se introdotto sotto la bandiera della protezione dei consumatori) finisce per ridurre la scelta degli utenti e pone il Paese in una posizione di svantaggio competitivo. Mentre gran parte dell’Europa si sta allineando al regolamento MiCA dell’UE, l’approccio normativo locale dell’Ungheria continua a filtrare i partecipanti al mercato.
In seguito all’inasprimento della normativa nazionale sulle criptovalute, l’attenzione degli investitori potrebbe rivolgersi sempre più ai cosiddetti tracker di criptovalute, o ETP. Si tratta di prodotti negoziati in borsa che tracciano il prezzo delle attività cripto senza richiedere la proprietà diretta. Tra questi, gli ETP Bitcoin e gli ETP Ethereum rimangono opzioni relativamente accessibili.

