Le osservazioni del ministro ungherese collegano la comunità rom alla pulizia dei bagni dei treni: Insegnante rom risponde

Il Ministro dei Trasporti e dell’Edilizia ungherese, János Lázár, si è scusato pubblicamente dopo che le sue affermazioni sulla comunità Rom e sulle mansioni di pulizia delle toilette dei treni hanno provocato una reazione a livello nazionale, attirando le critiche di organizzazioni civili, politici e membri dell’intellighenzia Rom.
La polemica è iniziata durante un forum pubblico tenutosi a Balatonalmádi, dove Lázár stava rispondendo a una domanda sulle sfide demografiche dell’Ungheria e sulla carenza di manodopera. Durante la sua risposta, il Ministro ha sostenuto che l’Ungheria dovrebbe fare affidamento sulle sue “riserve interne” piuttosto che sulla manodopera migrante, riferendosi esplicitamente alla popolazione Rom del Paese.
“Riserve interne” invece della migrazione
Lázár ha affermato che la decisione dell’Ungheria di mantenere le frontiere chiuse ai migranti significa che la carenza di manodopera deve essere affrontata a livello nazionale. Secondo lui, la “riserva” del Paese non risiede nell’immigrazione, ma nella società ungherese stessa.

Ha proseguito dicendo che se non ci sono migranti e qualcuno deve pulire i bagni dei treni InterCity – un lavoro per il quale, secondo lui, gli elettori ungheresi sono riluttanti a candidarsi – allora la soluzione è “attingere alle riserve interne”, che ha descritto come la comunità rom dell’Ungheria.
Sebbene Lázár abbia sottolineato che non intendeva prendere di mira nessuno personalmente, le sue osservazioni sono state ampiamente percepite come stigmatizzanti e discriminatorie, soprattutto perché sembravano associare la popolazione Rom a un lavoro di basso livello.
Rivendicazioni di integrazione e società basata sul lavoro
Nel suo discorso, il Ministro ha sostenuto che uno dei maggiori successi del Governo è stato quello di creare opportunità di istruzione e di lavoro per centinaia di migliaia di cittadini rom. Ha collegato questo alle politiche di sostegno alla famiglia dell’Ungheria, sostenendo che hanno portato alla nascita di circa 200.000 bambini in più, oltre a ciò che ha descritto come un’integrazione di successo dei Rom attraverso il lavoro.
Lázár ha anche sottolineato che la cooperazione sociale dipende dal fatto che tutti seguano le “regole del gioco”, tra cui lavorare se possibile e rispettare la legge. Chi lo fa, ha detto, può aspettarsi il sostegno della società e della maggioranza della popolazione.
Reazione pubblica e risposta dell’autogoverno rom
Le osservazioni si sono rapidamente diffuse online e hanno scatenato forti reazioni sui social media, dove gli utenti rom e non rom hanno condannato le dichiarazioni. I critici hanno sostenuto che i commenti di Lázár hanno rafforzato stereotipi dannosi e ridotto un’intera comunità a una riserva di lavoro.
L’Autogoverno Nazionale Rom dell’Ungheria ha chiesto al Ministro di chiarire e correggere le sue parole, invitandolo ad affermare chiaramente che la comunità Rom è considerata dal Governo come un partner e non come un gruppo stigmatizzato.
Lázár si scusa a Kaposvár
Due giorni dopo, in occasione di un incontro dei cosiddetti “circoli civici digitali” a Kaposvár, Lázár si è scusato pubblicamente per le sue osservazioni.
“Mi scuso per questo, mi pento veramente”, ha detto, aggiungendo che desiderava chiedere personalmente perdono agli ungheresi rom che si sono sentiti feriti dalle sue parole, ha scritto Telex.
All’evento, ha salutato separatamente gli ungheresi rom, ringraziandoli per quelli che ha descritto come decenni di lotta e cooperazione condivisa. Ha anche ribadito che ritiene che tutti coloro che sono in grado di lavorare dovrebbero farlo, e che la responsabilità del Governo è quella di creare posti di lavoro per i cittadini ungheresi piuttosto che per gli immigrati.
Lázár ha sottolineato che tutte le forme di lavoro meritano rispetto, compresi i lavori di pulizia, dicendo: “Rispetto per i lavoratori e anche per il personale delle pulizie”.
“Non contro i Rom, ma per loro”.
Il Ministro ha insistito sul fatto che la sua intenzione era quella di sottolineare l’importanza del lavoro e dell’inclusione, non di offendere. Ha affermato che le sue parole sono state deliberatamente interpretate come una questione razziale dai critici, ma ha detto di voler “sistemare le cose”.
Secondo Lázár, il futuro dell’Ungheria dipende dall’integrazione di tutti i cittadini ungheresi nel mercato del lavoro, indipendentemente dall’etnia. Ha anche affermato che sia a livello nazionale che nella Contea di Somogy, gli ungheresi rom rappresentano un’importante riserva sociale ed economica.
Lettera aperta di un insegnante rom
Sándor Gáspár, un insegnante ungherese di origine rom, ha pubblicato una lettera aperta ampiamente condivisa che critica fortemente la retorica del Ministro.
Nella sua lettera, Gáspár ha scritto che lui stesso è la prova che l’inquadramento di Lázár è sbagliato, sostenendo che i cittadini Rom non dovrebbero essere trattati come un “problema” o una sfida logistica da gestire. Ha accusato il Ministro di utilizzare un linguaggio freddo e tecnocratico che riduce le vite umane a statistiche e capacità di lavoro.
Gáspár ha anche fatto riferimento a dichiarazioni e decisioni politiche precedenti relative alle comunità Rom, tra cui commenti passati sull’integrazione e sentenze controverse dei tribunali, sostenendo che la fiducia nella parità di trattamento ai sensi della legge è stata ripetutamente minata.
“I Paesi possono essere costruiti dal cemento”, ha scritto, “ma le nazioni possono essere costruite solo dalle persone”.
Questo non è stato il primo ‘errore’ di Lázár: Il Ministro dei Trasporti di Fidesz ha definito slovacco il candidato ungherese del Partito Tisza – AGGIORNAMENTO: le “scuse” di Lázár

