Bruxelles avvia un’azione legale contro l’Ungheria per la legge sulle criptovalute, mentre Revolut e altri chiudono

La Commissione Europea ha avviato due nuove procedure di infrazione contro l’Ungheria. Una riguarda i recenti emendamenti alla legislazione sulle criptovalute del Paese, mentre l’altra si riferisce al mancato ritiro dell’Ungheria dal Trattato sulla Carta dell’Energia. In entrambi i casi, il Governo ha ricevuto lettere formali di avviso e ha due mesi di tempo per rispondere.
La normativa sulle criptovalute provoca uscite dal mercato
Secondo la Commissione, il Parlamento ungherese ha emendato la legge nazionale sulle criptovalute nel 2025, introducendo un nuovo regime di licenze per i cosiddetti “servizi di convalida della conversione di cripto-asset”. Il sistema prevede anche la responsabilità penale in alcuni casi.
Bruxelles sostiene che questo quadro è incompatibile con il Regolamento sui Mercati degli Asset Crypto dell’Unione Europea (MiCA), adottato nel 2023, che è stato progettato per creare un sistema normativo unificato e direttamente applicabile per i mercati crypto in tutta l’UE.

Il MiCA mira a migliorare la certezza del diritto, a proteggere i consumatori e gli investitori e a rafforzare la stabilità finanziaria. La Commissione afferma che le regole ungheresi hanno invece creato incertezza nel mercato, spingendo diversi fornitori di servizi a sospendere o interrompere parti delle loro attività. Questo ha avuto un impatto diretto sui clienti.
Di conseguenza, la Commissione ha inviato all’Ungheria una lettera di avviso formale. Se la risposta del governo non sarà ritenuta soddisfacente, la procedura potrebbe aggravarsi, portando potenzialmente ad una causa presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea e a sanzioni finanziarie.
Cosa è successo prima di questo:
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Carta dell’energia: Bruxelles esorta gli Stati membri a ritirarsi
In un caso separato, l’Ungheria, insieme ad altri 15 Stati membri, è stata ammonita in merito alla sua continua partecipazione al Trattato sulla Carta dell’Energia.
Il trattato era stato originariamente concepito per regolare le relazioni commerciali e di investimento nel settore energetico. Tuttavia, queste aree rientrano nella competenza esclusiva dell’UE in base ai trattati istitutivi del blocco. L’UE e l’Euratom si sono formalmente ritirati dall’accordo nel giugno 2025 e gli Stati membri non possono più rimanere parti contraenti senza un’autorizzazione specifica.
La Commissione afferma che l’Ungheria e diversi altri Paesi non hanno preso provvedimenti per uscire dal trattato, e ora li invita a ritirarsi “senza ritardi ingiustificati”.
La questione è particolarmente delicata in Ungheria, in quanto l’azienda energetica MOL ha precedentemente avviato un procedimento di arbitrato contro l’INA della Croazia, basato sulle disposizioni del Trattato sulla Carta dell’Energia, secondo Telex.

Il Governo ha due mesi di tempo per agire
In entrambi i casi, il primo passo della procedura di infrazione è la lettera formale di notifica. L’Ungheria ha ora due mesi di tempo per spiegare la sua posizione e rispondere alle preoccupazioni sollevate.
Se la Commissione ritiene che la risposta sia inadeguata, può emettere un parere motivato e, in ultima analisi, deferire la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

