Coalizione culturale contro l’aggressione russa – La serie Focus sull’Ucraina torna a Budapest

Mentre l’aggressione su larga scala della Russia contro l’Ucraina entra nel suo quinto anno nel febbraio 2026, sostenere l’attenzione del pubblico, la chiarezza di visione e la solidarietà diventa sempre più impegnativo. La serie Focus sull’Ucraina affronta questa sfida offrendo prospettive che vanno oltre il ciclo di notizie quotidiane: mette in primo piano le esperienze personali e la responsabilità condivisa attraverso film, mostre e discussioni con esperti.
In programma a Budapest dal 24 febbraio al 6 marzo, questa seconda edizione è una grande collaborazione che coinvolge tredici istituti culturali e ambasciate europee. La serata di apertura presenta il documentario 20 Days in Mariupol del regista ucraino premio Oscar Mstyslav Chernov.
“Il nostro obiettivo principale è che il pubblico ungherese si confronti con la guerra non solo attraverso i notiziari, ma anche attraverso storie umane, opere artistiche e testimonianze personali”, afferma Adéla Gálová, direttrice del Centro Ceco e iniziatrice e coordinatrice del programma. “I nostri eventi rivelano connessioni che i titoli dei giornali non possono trasmettere”.

Focus sull’Ucraina agisce come una lente culturale poliedrica. Attraverso film, belle arti e conversazioni a tema, riflette sulla crisi, sulla perdita e sulla resilienza, delineando la chiara distinzione tra aggressore e vittima, promuovendo l’empatia e aiutando la comprensione di una pace giusta e sostenibile.
Lo slogan di quest’anno è: Focalizzati. Uniti. Siamo grati a tutti coloro che sono al fianco dell’Ucraina e si rifiutano di distogliere lo sguardo dal terrore che la Russia continua a perpetrare . Esortiamo il pubblico a partecipare a questi eventi, per comprendere la realtà di questa guerra: perché l’Ucraina persiste nella sua autodifesa, perché la giustizia e la responsabilità sono indispensabili per la pace e come l’Ucraina collabora con i suoi partner americani ed europei per forgiare un futuro duraturo e sicuro”, sottolinea il Dr. Sándor Fegyir, Ambasciatore straordinario e plenipotenziario dell’Ucraina in Ungheria.

Serata di apertura dalla prima linea
La serie si apre il 24 febbraio con il documentario 20 Days in Mariupol di Mstyslav Chernov, vincitore di Pulitzer e Oscar. Mostrato solo una volta in Ungheria, questo lavoro straziante segue l’avanzata di due chilometri di una piccola unità militare per liberare un villaggio ridotto in macerie. Chernov – il regista di 20 giorni a Mariupol – ritraele realtà fisiche e morali della guerra con una precisione incrollabile. Il film è un tributo toccante al coraggio e al sacrificio dei soldati ucraini. La proiezione è co-organizzata dall’Ambasciata ucraina, dal portavoce parlamentare dell’Ucraina in Ungheria e dal Verzió International Human Rights Documentary Film Festival.
Testimonianze cinematografiche
La selezione di documentari mette in evidenza Eavesdropping di Oksana Karpovych (25 febbraio, Istituto Francese), che abbina immagini di paesaggi ucraini devastati a conversazioni telefoniche militari russe intercettate. Questo film ipnotico espone la normalizzazione dell’aggressione e i meccanismi di alienazione.
Le proiezioni dell’Ambasciata olandese sono incentrate sulla resistenza umana: Lifeline descrive gli sforzi di salvataggio dei ferrovieri ucraini che evacuano i civili dalle zone di guerra in mezzo ad attacchi incessanti. Nella stessa serata viene proiettato Eddy’s War, che segue il famoso fotografo di guerra Eddy van Wessel lungo le linee del fronte.
FinnAgora e l’Ambasciata dell’Estonia presentano due punti di vista distinti. Christmas Joy to Ukraine ripercorre un convoglio di aiuti finlandese del 2019 per illuminare il lungo preludio dell’aggressione russa, mentre il cortometraggio What Would You Take With You? racconta dodici storie di rifugiati attraverso gli oggetti personali, parlando di casa, perdita e identità.
Il programma del British Council comprende Love+War, che esamina le responsabilità, il peso personale e la posta in gioco di un reportage autentico per i giornalisti nelle zone di conflitto – attraverso il lavoro della fotoreporter Lynsey Addario, vincitrice del Pulitzer – con particolare attenzione alla guerra ucraina.
Il 2 marzo, il Centro Ceco proietta Rooted, che esplora la memoria, l’identità e la diversità in una società devastata dalla guerra attraverso le storie di quattro comunità etniche ucraine: Tatari di Crimea, Bulgari, Ebrei e Ungheresi. Alla proiezione seguirà una tavola rotonda internazionale.
Risposte dall’arte contemporanea
La mostra elsewhereland del Forum Culturale Austriaco indaga la resilienza attraverso le opere di giovani artisti ucraini. Presentando dieci creatori, per lo più emigrati, illumina la scena artistica contemporanea ucraina e trasmette un potente messaggio di solidarietà. Aperta fino al 6 marzo, la mostra parte da Budapest per un tour mondiale. Il suo finissage, il 6 marzo, prevede un concerto del duo austro-ucraino Edlbauer Kuzo.
L’Ambasciata Ucraina presenta Ucraina: Fighting for Survival-Memories on Body and Soul, una mostra fotografica del fotografo ucraino Serhii Melnychenko. Nel progetto War Tattoos, le immagini degli orrori della guerra vengono proiettate sul corpo e sul volto dei soggetti, creando “tatuaggi” virtuali che durano per sempre. Lo spettacolo parla del trauma collettivo di una nazione, aiutando il pubblico a interiorizzare la cruda realtà che gli ucraini hanno sopportato per oltre quattro anni. Ogni immagine rispecchia il destino di milioni di persone, perché ogni ucraino oggi porta il “tatuaggio della guerra”.
Organizzata dall’Istituto Polacco, la mostra Pastel World presenta le illustrazioni dell’artista ucraina Nastia Sleptsova, comprese quelle del popolare libro per bambini Greta (pubblicato anche in Ungheria), che enfatizzano l’armonia tra l’umanità e la natura, insieme a questioni di responsabilità comunitaria. Dystopian Reflections, una mostra fotografica collettiva, presenta tre giovani fotografi concettuali ucraini che esplorano l’adattamento e la vita quotidiana in una realtà devastata dalla guerra: le opere non sono semplici documenti, ma riflessioni artistiche su un momento storico estremo.
Altri eventi includono il lancio di un libro del Goethe-Institut e una discussione dal titolo “Vedere l’umano attraverso il potere della cultura”. Il libro analizza il modo in cui la cultura favorisce la comprensione reciproca e mette in evidenza le basi storiche e culturali comuni che legano l’Ungheria e l’Ucraina. Tra gli ospiti, lo scrittore e giornalista tedesco Lutz Klevemann, autore di Lemberg: Il centro dimenticato dell’Europa, e la traduttrice Viktória Lebovics, studiosa di letteratura ucraina.
Creare una pace giusta e contrastare la disinformazione
L’evento centrale del 4 marzo è il panel di esperti internazionali “Forte Ucraina-Forte Europa: Sforzi congiunti per una pace giusta e contro la disinformazione”. Riunendo responsabili politici europei e ucraini, ricercatori, giornalisti ed esperti civili, si tracceranno i percorsi per una pace sostenibile, esponendo il ruolo della disinformazione e della propaganda russa nel plasmare la guerra e nel minare il sostegno internazionale all’Ucraina.
Focus sull’Ucraina per tutti
“Focus sull’Ucraina” è una serie culturale e civica, che ispira il pubblico ad abbracciare la solidarietà e a confrontarsi con la realtà dell’aggressione ingiustificata della Russia contro l’Ucraina.
I suoi programmi si rivolgono ad un pubblico ampio: dagli appassionati di documentari e dagli amanti dell’arte e della musica contemporanea, a coloro che cercano una visione più approfondita dell’impatto della guerra e del nostro dovere comune di sostenere l’Ucraina.
Realizzata con il sostegno di EUNIC (Istituti Nazionali di Cultura dell’Unione Europea), impegnati nel dialogo culturale e nella solidarietà con l’Ucraina, la serie è sostenuta dalle istituzioni partecipanti. Le sedi includono l’edificio CEU Nádor Street, Toldi e i cinema KINO. Tutti gli eventi sono gratuiti.
Clicchi per il programma completo.
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