Ultime notizie: La Commissione Europea terrà una riunione straordinaria dopo la disputa tra Ungheria e Ucraina

La Commissione Europea ha convocato una riunione straordinaria del suo Gruppo di Coordinamento Petrolifero dopo una forte escalation della controversia energetica che coinvolge Ungheria, Slovacchia e Ucraina.

Come riporta Euronews, i colloqui di emergenza si sono svolti dopo che l’Ungheria e la Slovacchia hanno interrotto le esportazioni di gasolio verso l’Ucraina questa settimana, citando i ritardi nella riparazione dell’oleodotto Druzhba, un percorso cruciale che trasporta il greggio russo ad entrambi gli Stati dell’Europa centrale. L’oleodotto è stato danneggiato durante un attacco russo al territorio ucraino e non ha ancora ripreso a funzionare.

Hungarian PM Viktor Orbán Hungary Prime minister
Foto: Facebook/Orbán Viktor

Le tensioni sulle forniture si aggravano

Budapest e Bratislava accusano Kyiv di rallentare deliberatamente i lavori di riparazione per motivi politici, in quanto entrambi i Paesi rimangono fortemente dipendenti dal petrolio russo trasportato attraverso l’oleodotto. In risposta, l’Ucraina ha criticato i due membri dell’UE per aver rifiutato di ridurre la loro dipendenza dalle forniture energetiche russe. La disputa ha ulteriormente teso le relazioni, mentre le condizioni invernali intensificano la già fragile situazione energetica dell’Ucraina. Gli scioperi russi in corso contro le infrastrutture hanno causato diffuse interruzioni di corrente e carenze di riscaldamento in tutto il Paese.

L’UE cerca di calmare la situazione

I funzionari della Commissione hanno sottolineato di essere in stretto contatto con le autorità ucraine per quanto riguarda il programma di riparazione, ma hanno ribadito che non stanno esercitando pressioni su Kyiv. Allo stesso tempo, Bruxelles ha espresso preoccupazione per la più ampia sicurezza energetica dell’Ucraina, anche se afferma che l’Ungheria e la Slovacchia hanno attualmente riserve di carburante sufficienti e non corrono rischi immediati di approvvigionamento. La riunione straordinaria, prevista per mercoledì prossimo, includerà anche i rappresentanti della Croazia. Le discussioni si concentreranno sull’impatto delle interruzioni delle forniture e sui possibili percorsi alternativi per le consegne di petrolio.

La Croazia è disposta ad aiutare, ma non come vuole l’Ungheria

L’Ungheria ha proposto di aumentare le importazioni di petrolio russo via mare attraverso l’oleodotto adriatico della Croazia. Tuttavia, Zagabria ha manifestato una forte resistenza, sostenendo che l’infrastruttura è stata progettata per sostenere l’indipendenza dall’energia russa, piuttosto che facilitare le importazioni continue. Nel frattempo, l’Ungheria e la Slovacchia hanno avvertito che potrebbero estendere le loro misure alle forniture di elettricità e gas se le riparazioni degli oleodotti non saranno accelerate.

Il Ministro dell’Economia croato Ante Šušnjar ha rifiutato di permettere al suo Paese di trasportare il petrolio russo in Ungheria e Slovacchia attraverso la JANAF. Allo stesso tempo, ha indicato che la Croazia è pronta ad aiutare i due Paesi – esclusivamente con petrolio proveniente da fonti non russe, in conformità alla legislazione dell’Unione Europea e alle regole dell’OFAC.

Contesto più ampio della politica energetica dell’UE

Lo stallo si inserisce in un contesto più ampio di sforzi dell’UE per eliminare gradualmente i combustibili fossili russi. Secondo la legislazione adottata nel gennaio 2026, tutti gli Stati membri devono eliminare gradualmente tali importazioni entro il 2027. Sia l’Ungheria che la Slovacchia hanno contestato formalmente le regole, sostenendo che la transizione imporrebbe costi economici elevati a causa delle limitate opzioni di approvvigionamento alternative.

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