L’Ungheria vota domani: la campagna entra nelle ultime ore mentre Orbán e Magyar fanno l’ultima spinta

La campagna elettorale ungherese è entrata nelle sue ultime ore febbrili, con gli elettori che si recheranno alle urne domani in quello che è considerato il voto parlamentare più importante dell’era Orbán.
In tutto il Paese, i partiti stanno tenendo gli ultimi comizi, lanciando avvertimenti dell’ultimo minuto e cercando di spremere ogni possibile voto da una corsa che ora appare drammaticamente più serrata di qualsiasi altra cosa che l’Ungheria abbia visto negli ultimi 16 anni.
Il Partito Tisza di Péter Magyar sta chiudendo la sua campagna nazionale a Debrecen, mentre Viktor Orbán e Fidesz si stanno concentrando molto sulle apparizioni personali, sulle strette di mano e sugli eventi di mobilitazione degli elettori a Budapest e nelle zone chiave della battaglia. La diretta elettorale di Telex mostra l’intero campo politico ancora in movimento, dalla spinta di Tisza nell’Ungheria orientale agli eventi finali di Fidesz, DK, Mi Hazánk e del satirico Partito del Cane a Due Code.
Con i sondaggi che suggeriscono un possibile vantaggio di Tisza – e alcuni indicano addirittura una potenziale maggioranza di due terzi – l’atmosfera è diventata elettrica. Il capo di Medián , Endre Hann, ha dichiarato sabato sera di poter affermare “con fermezza” che Tisza è in procinto di vincere, a meno di un “terremoto” politico nelle ultime ore.
Magyar mette in guardia dalle intimidazioni, dicendo che ogni voto potrebbe essere importante
Facendo campagna elettorale a Újfehértó, Péter Magyar ha descritto il voto di domenica come una “elezione fatidica” che potrebbe chiudere quella che ha definito una decennale “era mafiosa”.
Ha detto ai sostenitori che ogni singolo voto potrebbe rivelarsi decisivo, soprattutto nei collegi elettorali dove, ha affermato, gli elettori potrebbero ancora subire pressioni, intimidazioni o tentativi di acquisto di voti.
Il leader di Tisza ha detto che il partito si trova “sulla soglia di un mandato di due terzi”, ma ha sottolineato che l’affluenza alle urne rimane cruciale, perché anche una manciata di voti in circoscrizioni molto contese potrebbe determinare l’equilibrio parlamentare finale.
Questo messaggio si adatta allo stato d’animo nazionale più ampio: l’entusiasmo tra gli elettori antigovernativi appare insolitamente alto, con gli analisti che paragonano l’energia della mobilitazione alle storiche elezioni del 2002.
Il campo di Orbán raddoppia il messaggio sulla sicurezza e sulla ‘pace’.
Fidesz ha trascorso l’ultimo giorno di campagna elettorale rafforzando il suo familiare messaggio incentrato sulla sicurezza.
Il portavoce del Governo Eszter Vitályos si è rivolto direttamente alle madri, sostenendo che solo Fidesz può tenere al sicuro i bambini ungheresi e proteggere il Paese dalla guerra. Il partito continua a inquadrare le elezioni intorno alla pace, alla sicurezza e alla stabilità, contrapponendo al messaggio di Orbán gli avvertimenti sui presunti rischi dell’opposizione.
Anche l’ex Ministro della Giustizia Judit Varga è rientrata nella conversazione politica, dicendo che voterà per la “pace, non per la guerra” e per la “tranquilla perseveranza, non per il tradimento vanaglorioso” – una frase ampiamente interpretata come un’altra frecciata al suo ex marito, Péter Magyar.
Le votazioni sono già iniziate all’estero
A causa delle differenze di orario, gli ungheresi che vivono nelle Americhe hanno già iniziato a votare.
I resoconti dagli Stati Uniti indicano che i seggi elettorali sono stati aperti sabato ora locale, con gli elettori della Baia di San Francisco che hanno già votato dopo i controlli amministrativi della mattina presto.
Questa partecipazione precoce all’estero si aggiunge alle aspettative di un’affluenza eccezionalmente forte, che molti analisti vedono ora come una delle variabili determinanti delle elezioni.
L’alta affluenza aumenta tradizionalmente l’imprevedibilità – ma quest’anno, la maggior parte dei sondaggisti indipendenti ritiene che possa favorire l’ondata dell’opposizione piuttosto che gli incumbent.
Polemiche tardive mantengono alta la temperatura della campagna elettorale
L’ultimo giorno ha portato anche una serie di controversie minori ma altamente simboliche.
Le autorità hanno messo in guardia gli elettori da e-mail fraudolente che sostenevano falsamente che carte di indirizzo non valide avrebbero potuto impedire alle persone di votare. I funzionari hanno sottolineato che le schede non sono più necessarie e che è sufficiente un documento d’identità valido, un passaporto o una patente di guida.
Nel frattempo, Telex ha evidenziato una delle storie di mappe elettorali più surreali della campagna: un distretto elettorale di Budapest contenente solo sei elettori registrati, creato attraverso un insolito disegno dei confini che i funzionari elettorali affermano comunque essere legale.
Queste storie hanno solo rafforzato la sensazione che questa elezione sia combattuta non solo politicamente, ma anche attraverso i meccanismi di affluenza, la matematica dei distretti e la fiducia nel sistema stesso.
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Analisti: domani potrebbe ridisegnare la politica ungherese
L’analista politico Gábor Török ha detto che il risultato più importante sarà il ritorno di una vera competizione politica dopo 16 anni di governo centralizzato e guidato dalla personalità.
Ha sostenuto che l’Ungheria ha bisogno di un sistema in cui i governi mantengano il potere sufficiente per governare, ma debbano costantemente difendere le loro decisioni di fronte ai rivali, alle istituzioni indipendenti e all’opinione pubblica.
Domani non si tratta più solo di sapere se Orbán può vincere un quinto mandato o se Péter Magyar può completare la sua ascesa fulminante. Si tratta di capire se l’Ungheria rientrerà in un’era di politica competitiva e se il prossimo capitolo del Paese inizierà con continuità o con una rottura.
Mentre le ultime ore scorrono, una cosa è chiara: l’Ungheria si sta dirigendo verso una delle giornate elettorali più drammatiche della sua storia democratica.
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