Ecco come appaiono gli ultimi 16 anni del Premier Orbán agli occhi dell’UE

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Dopo 16 anni di potere, Viktor Orbán e il suo partito Fidesz affrontano una delle elezioni più competitive che abbiano mai avuto. Da quando è tornato in carica nel 2010, il governo ha utilizzato ripetute maggioranze parlamentari di due terzi per rimodellare radicalmente il sistema politico dell’Ungheria.

Il premier Orbán è entrato in carica quasi 16 anni fa

Una nuova Costituzione adottata nel 2011, insieme a centinaia di modifiche legali, ha alterato i controlli e gli equilibri istituzionali. I critici sostengono che le riforme che riguardano il sistema giudiziario, le regole elettorali e le nomine statali chiave hanno rafforzato la posizione a lungo termine del partito al potere. Anche i collegi elettorali ridisegnati e i diritti di voto per gli ungheresi etnici all’estero sono considerati politicamente vantaggiosi per Fidesz.

Come riportato da Reuters, dal 2022, il Governo ha spesso governato per decreto in uno stato di emergenza legato alla guerra nella vicina Ucraina, alimentando ulteriormente il dibattito sugli standard democratici.

“Anche con il nostro sostegno, non hanno potuto fare nulla”: Secondo quanto riferito, il Cremlino si prepara a una possibile sconfitta di Orbán.

Valori conservatori e politica sociale

Orbán si è posizionato come difensore della sovranità nazionale e dei valori cristiani tradizionali. Il suo governo ha assunto una posizione ferma contro l’immigrazione, in particolare dopo la crisi migratoria del 2015, quando l’Ungheria ha costruito una recinzione di confine e ha introdotto alcune delle regole di asilo più severe d’Europa.

Anche la politica sociale si è spostata in una direzione conservatrice. La Costituzione definisce ora il matrimonio come un’unione tra un uomo e una donna, mentre sono state introdotte restrizioni sulle adozioni per le persone dello stesso sesso e sui diritti dei transgender.

Una controversa legge del 2025 ha creato una base legale per vietare le marce Pride, adducendo problemi di protezione dei bambini. Allo stesso tempo, il Governo ha dato priorità all’aumento dei tassi di natalità attraverso incentivi fiscali e programmi di sostegno alle famiglie, piuttosto che all’immigrazione.

Nel caso in cui le fosse sfuggito: Fidesz lancia il ‘Centro per la democrazia’ per monitorare gli abusi di Tisza durante le elezioni.

Orbán ha modificato pesantemente il panorama mediatico e accademico nel corso degli anni

L’ambiente mediatico dell’Ungheria ha subito una trasformazione significativa. I critici, comprese le istituzioni dell’Unione Europea, sostengono che i media statali sono diventati sempre più filogovernativi, mentre le entrate pubblicitarie hanno rafforzato i punti vendita privati fedeli.

Diverse organizzazioni mediatiche indipendenti hanno chiuso o cambiato proprietà, spesso a favore di figure vicine al governo. Nel frattempo, l’inasprimento dei regolamenti sulle ONG e sulle istituzioni accademiche ha portato al trasferimento di organizzazioni legate a George Soros, tra cui la Central European University, che si è trasferita a Vienna.

Ha sentito? Il deficit di bilancio dell’Ungheria raggiunge un livello record a marzo, dopo le spese del governo.

L’equilibrio è fragile tra Est e Ovest

Nonostante l’appartenenza dell’Ungheria alla NATO e all’UE, Orbán ha perseguito una ‘apertura orientale’, rafforzando i legami economici con la Russia e la Cina. Pur condannando l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 e sostenendo le sanzioni dell’UE, si è sempre opposto alle restrizioni sulle importazioni di energia russa.

Anche le relazioni con l’Ucraina sono state tese, con l’Ungheria che ha bloccato importanti pacchetti di aiuti finanziari dell’UE e si è scontrata su questioni energetiche e sui diritti delle minoranze. Questo gioco di equilibri ha spesso messo Budapest in contrasto con molti dei suoi alleati occidentali.

Risultati e sfide economiche

Dal punto di vista economico, l’Ungheria ha ripagato il suo debito con il FMI nel 2013 e ha stabilizzato le finanze pubbliche per gran parte del decennio successivo. Le imposte speciali sulle banche e sui settori multinazionali, insieme all’aumento della proprietà nazionale nelle industrie chiave, hanno contribuito ad aumentare le entrate.

Tuttavia, il periodo post-pandemia ha portato nuove sfide. I deficit di bilancio stanno aumentando in vista delle elezioni e l’economia ha ristagnato negli ultimi tre anni, sollevando dubbi sulla sostenibilità. Le pressioni inflazionistiche e il rallentamento della crescita hanno influito anche sui redditi delle famiglie negli ultimi anni.

Immagine in evidenza: Facebook/Orbán Viktor

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