Dopo la sconfitta di Orbán, Fico insiste: La Slovacchia contesterà il divieto di importazione di gas russo da parte dell’UE

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La Slovacchia sta intraprendendo un’azione legale contro una delle decisioni più controverse dell’Unione Europea in materia di energia, con il governo che presenterà nei prossimi giorni un’azione legale contro il divieto di importazione di gas russo. La mossa è stata annunciata da Robert Fico, che ha sostenuto che la misura è giuridicamente errata.
L’Unione Europea ha adottato il regolamento all’inizio del 2026, con l’obiettivo di eliminare gradualmente le importazioni di gas russo entro la fine del 2027. La decisione è stata approvata da una maggioranza qualificata, consentendo di passare nonostante l’opposizione di diversi Paesi, tra cui Slovacchia e Ungheria.
Fico ha criticato il processo, sostenendo che viola i principi fondamentali del Trattato UE. A suo avviso, decisioni di questa portata – in particolare quelle che riguardano la politica estera e le sanzioni – dovrebbero richiedere l’approvazione all’unanimità.
Il Governo slovacco porterà quindi il caso davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e cercherà anche di sospendere l’attuazione del regolamento fino alla pronuncia di una sentenza definitiva.
In precedenza, il Governo di Viktor Orbán aveva tentato di rallentare o rimodellare diversi pacchetti di sanzioni dell’Unione Europea rivolte all’energia russa. L’Ungheria alla fine ha accettato le decisioni comuni solo dopo aver ottenuto esenzioni temporanee, in particolare per il petrolio degli oleodotti, e periodi di transizione prolungati.
Su questo tema, Orbán è stato un alleato chiave di Fico. Entrambi i leader hanno criticato costantemente la rapida eliminazione dell’energia russa e hanno spesso assunto posizioni simili nelle dispute con Bruxelles.
Ora non è chiaro se il Primo Ministro ceco Andrej Babiš possa emergere come nuovo partner in questi dibattiti. Sebbene le voci euroscettiche si siano fatte più forti a Praga, il Governo ceco non ha sistematicamente bloccato le decisioni di Bruxelles, lasciando Fico senza un alleato chiaramente affidabile per il momento.
La pressione su Fico aumenta dopo la sconfitta di Orbán
Oltre alle controversie a Bruxelles, Fico sta affrontando anche le crescenti sfide politiche a livello nazionale.
Dopo la sconfitta elettorale di Orbán, in tutta la regione sono cresciute le aspettative che anche i leader di lunga data possano subire battute d’arresto politiche. Fico ha perso uno dei suoi alleati più importanti a Budapest, creando una nuova realtà politica per il suo governo.
“Credo fermamente che dopo Viktor Orbán, Robert Fico sarà il prossimo”, ha detto Michal Šimečka, leader dell’opposizione liberale slovacca, dopo le elezioni parlamentari ungheresi.
Come riporta Aktuality.sk, anche l’economia slovacca sta rallentando: gli analisti si aspettano una crescita di circa l’1%, mentre l’indebolimento delle esportazioni e dei consumi suggerisce che non si può escludere un rallentamento ancora più marcato.
In questo contesto interno già teso, le proposte di modifica delle regole elettorali sono diventate particolarmente sensibili. Nelle ultime settimane, diverse proposte che riguardano il sistema di voto della Slovacchia hanno raggiunto il Parlamento, scatenando proteste.
Tra queste c’è un piano per abolire il voto per corrispondenza, utilizzato principalmente dagli slovacchi che vivono all’estero, che hanno sostenuto in modo massiccio i partiti dell’opposizione nelle ultime elezioni. Secondo quanto riportato dall’AP, oltre l’80% dei voti postali nel 2023 è andato ai gruppi dell’opposizione, suscitando critiche sul fatto che la mossa potrebbe colpire in modo sproporzionato i loro elettori.
Questo ha ulteriormente intensificato il dibattito sul fatto che il Governo stia cercando di migliorare l’equità del sistema, o piuttosto di limitare i rischi politici.

