Il primo ministro Magyar afferma che il piano di ripresa rivisto dell’Ungheria ottiene il sostegno dell’UE e promette di non lasciare «nemmeno un centesimo di euro» a Bruxelles

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Il primo ministro Péter Magyar ha annunciato che la Commissione europea ha raccomandato l’approvazione del Piano di ripresa e resilienza rivisto dell’Ungheria, sbloccando potenzialmente miliardi di euro di finanziamenti dell’UE.
Intervenendo al termine del vertice di due giorni del Consiglio europeo a Bruxelles, Magyar ha dichiarato che la Commissione ha presentato una raccomandazione positiva al Consiglio dei ministri, il quale potrebbe prendere una decisione definitiva nella sua prossima riunione.
Il fondo per la ripresa ammonta a circa 10 miliardi di euro per l’Ungheria, sebbene il governo sia stato in grado di portare avanti solo progetti per un valore di circa 2,6 miliardi di euro, poiché solo tali tappe erano state preparate in modo adeguato dal governo precedente per poter essere portate a termine.
«A Bruxelles si era già diffusa l’opinione che l’Ungheria avesse di fatto perso questi fondi», ha affermato Magyar, aggiungendo che i negoziati del governo hanno contribuito a mantenere vivo l’accesso ai finanziamenti.
«Non verrà tralasciato nemmeno un centesimo di euro»
Il primo ministro ha inoltre illustrato gli obiettivi dell’Ungheria nei negoziati sul prossimo bilancio settennale dell’Unione europea. «Non verrà tralasciato nemmeno un centesimo di euro», ha dichiarato Magyar, sottolineando che il governo intende assicurarsi ogni euro a disposizione dell’Ungheria.
Secondo Magyar, le discussioni preliminari sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE sono ancora in una fase iniziale e gli Stati membri sono ancora lontani dal raggiungere un accordo definitivo.
Ha osservato che l’Ungheria si era già assicurata un aumento significativo della dotazione prevista durante i negoziati sotto la presidenza cipriota dell’UE, portando il pacchetto di finanziamenti previsto per il Paese a circa 34-35 miliardi di euro. Il governo sta inoltre cercando di recuperare 3 miliardi di euro di fondi UE che l’Ungheria aveva perso sotto la precedente amministrazione.

La procedura ai sensi dell’articolo 7 potrebbe concludersi quest’anno
Magyar ha affermato che uno dei suoi obiettivi principali durante i colloqui con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola era porre fine alla procedura ai sensi dell’articolo 7, in corso da tempo contro l’Ungheria. La procedura è stata avviata dal Parlamento europeo nel 2018 a causa di preoccupazioni relative allo Stato di diritto, ma è rimasta sostanzialmente in stallo per anni.
Secondo il primo ministro, le misure anticorruzione recentemente adottate potrebbero fornire motivi sufficienti per porre fine al procedimento. L’Ungheria intende richiedere formalmente la chiusura della procedura la prossima settimana e Magyar ha affermato che, se le discussioni procederanno senza intoppi, essa potrebbe potenzialmente concludersi entro ottobre o novembre.
La politica migratoria rimane una questione fondamentale
Il primo ministro ungherese ha inoltre partecipato a una riunione degli Stati membri a sostegno di politiche migratorie più rigorose. Magyar ha affermato che i leader di 19 paesi dell’UE hanno firmato una lettera congiunta in cui si chiedono misure più severe contro l’immigrazione clandestina, tra cui la creazione di centri di rimpatrio al di fuori dell’Unione europea e procedure di espulsione più efficaci.
Egli ha sostenuto che negli ultimi anni gli orientamenti all’interno dell’UE siano cambiati in modo significativo e ha affermato che diversi leader nazionali ritengono ormai sempre più difficile giustificare, nelle circostanze attuali, la sanzione di 1 milione di euro al giorno inflitta all’Ungheria dalla Corte di giustizia dell’Unione europea in materia di immigrazione. «Abbiamo bisogno di nuove soluzioni, dobbiamo fermare il flusso di immigrazione clandestina verso l’Europa», ha dichiarato Magyar al termine del vertice.
Discussioni sull’Ucraina e sulla cooperazione regionale
Per quanto riguarda l’Ucraina, Magyar ha affermato che l’Ungheria si è adoperata per garantire che le conclusioni del vertice non impegnassero l’UE ad accelerare il processo di adesione dell’Ucraina oltre l’apertura del primo gruppo di capitoli negoziali. Ha inoltre confermato di aver avuto brevi colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e ha ribadito la propria preferenza per un incontro bilaterale a Berehove (Beregszász), sede di una numerosa comunità di minoranza ungherese nell’Ucraina occidentale.
Il primo ministro ha inoltre tenuto colloqui con i leader di Slovacchia, Croazia, Repubblica Ceca e Polonia in vista del vertice del Gruppo di Visegrád che si terrà la prossima settimana in Ungheria. Tra i temi discussi figurava la proposta a lungo termine relativa a un collegamento ferroviario ad alta velocità tra Budapest e Varsavia.
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Il Fidesz critica l’esito del vertice
Il partito di opposizione Fidesz ha criticato aspramente la performance di Magyar al vertice di Bruxelles. In una dichiarazione inviata all’Agenzia di stampa ungherese, il partito ha accusato il primo ministro di aver sacrificato interessi fondamentali dell’Ungheria «in cambio di qualche pacca sulle spalle e qualche sorriso».
Il Fidesz ha affermato che Magyar abbia indebolito la posizione dell’Ungheria sulla guerra tra Russia e Ucraina, sulla migrazione e sul processo di adesione dell’Ucraina all’UE, descrivendo il vertice come un «inizio cupo» per il nuovo governo. Il governo ha respinto tali critiche, sostenendo che i negoziati costruttivi rappresentino un modo più efficace per difendere gli interessi ungheresi, mantenendo al contempo la propria influenza all’interno dell’Unione Europea.
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