Il “trofeo più grande” di Putin potrebbe diventare la sua rovina, afferma un comandante ungherese-ucraino addetto ai droni

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Un importante comandante militare ucraino di origine ungherese ha affermato che la penisola di Crimea, occupata dalla Russia, potrebbe alla fine diventare il fattore che determinerà la caduta del presidente russo Vladimir Putin.
Robert Brovdi, un alto comandante ucraino delle unità droni noto con il nome in codice «Magyar» a causa delle sue origini ungheresi e del luogo di nascita in Transcarpazia, ha lanciato un severo monito a Mosca in una recente dichiarazione. Secondo Brovdi, la Russia sta incontrando sempre maggiori difficoltà nel mantenere il controllo sulla Crimea, nonostante l’immensa importanza simbolica e strategica della penisola per il Cremlino.
«Alimentate la Crimea con sussidi, rifornitela di scorte, ma non sognatevi di controllarla come un tempo. Non sarà mai più la stessa», ha scritto Brovdi in un messaggio rivolto a Putin.
La superiorità aerea ucraina sta cambiando il campo di battaglia
Brovdi ha sostenuto che la Crimea non può più fungere da valida base di lancio per le operazioni militari russe contro l’Ucraina meridionale. Secondo la sua valutazione, le crescenti capacità di difesa aerea ucraine e le operazioni con i droni hanno alterato radicalmente l’equilibrio militare intorno alla penisola.
Secondo il comandante, le forze ucraine stanno aumentando costantemente la pressione sulle risorse russe presenti in Crimea e nelle zone circostanti. Egli ha descritto una strategia volta a indebolire la presenza navale russa residua, a compromettere la logistica, a esaurire le risorse e a minare la sostenibilità economica della regione.
«La Crimea come trampolino di lancio per attacchi contro l’Ucraina è già un’assurdità dal punto di vista militare», ha affermato Brovdi.
Egli ha previsto un futuro caratterizzato da interruzioni dei trasporti, carenze energetiche, calo del turismo e crescenti difficoltà logistiche per le forze russe di stanza nella penisola.
La Crimea rimane il bene più prezioso di Putin
Nonostante le crescenti difficoltà, Brovdi ritiene che Putin non possa permettersi di rinunciare alla Crimea, annessa dalla Russia nel 2014. Ha descritto la penisola come il «trofeo di guerra» più importante del presidente russo e un pilastro fondamentale della narrativa del Cremlino sulla grandezza nazionale. Tuttavia, ha sostenuto che, dal punto di vista logistico, la Crimea è di fatto diventata un’isola.
Il comandante ha sottolineato la vulnerabilità dei principali collegamenti di trasporto, tra cui il ponte di Kerch che collega la Crimea alla Russia. Sebbene Mosca controlli ancora il corridoio terrestre lungo il Mar d’Azov, Brovdi ha affermato che le principali vie di rifornimento sono sempre più esposte agli attacchi dei droni ucraini, il che ne limita l’efficacia.
Carenza di carburante e attacchi alle infrastrutture russe
Brovdi ha inoltre sottolineato la crescente carenza di carburante nella penisola. Secondo la sua valutazione, gli attacchi ucraini non solo hanno preso di mira le linee di rifornimento, ma hanno anche colpito sempre più spesso le infrastrutture russe di raffinazione del petrolio.
Le sue dichiarazioni sono giunte a seguito delle notizie secondo cui una delle più grandi raffinerie di petrolio di Mosca sarebbe stata colpita da un recente attacco con droni, interrompendo temporaneamente le operazioni in un impianto che svolge un ruolo fondamentale nell’approvvigionamento di carburante alla capitale russa.
Il comandante ha suggerito che tali attacchi potrebbero mettere ulteriormente a dura prova la capacità della Russia di soddisfare sia le esigenze civili che quelle militari in Crimea.
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«Tutte le dittature crollano all’improvviso»
In una delle parti più significative della sua dichiarazione, Brovdi ha sostenuto che la Crimea potrebbe diventare il punto di rottura psicologico per Putin e la leadership russa.
«La Crimea porterà alla caduta di Mosca. È il punto di rottura psicologica», ha scritto, prima di aggiungere un monito più ampio rivolto a Putin: «Tutte le dittature crollano all’improvviso. Si pensi a qualsiasi esempio».

