Si inasprisce la polemica sul Pride di Budapest dopo che alcune bandiere arcobaleno sono state gettate nel Danubio

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Le tensioni politiche a Budapest si sono intensificate durante il mese del Pride dopo che le bandiere arcobaleno esposte sul Ponte Elisabetta della città sono state oggetto di un episodio altamente controverso; un video che circola online sembra mostrare una delle bandiere strappata e gettata nel Danubio.
Il caso ha dato avvio a un’indagine della polizia, mentre il politico dell’opposizione di estrema destra Előd Novák ha dichiarato che si farebbe carico di eventuali multe inflitte alla persona coinvolta. Allo stesso tempo, l’Ungheria ha ricevuto un’insolita manifestazione di sostegno diplomatico internazionale, con 44 ambasciate e istituti culturali che hanno rilasciato una dichiarazione congiunta a sostegno del Budapest Pride e della comunità LGBTQ+ del Paese.
Tuttavia, la questione continua a dividere la scena politica ungherese. Il partito ungherese di estrema destra Mi Hazánk si oppone apertamente sia agli eventi del Pride sia ai diritti di adozione per le coppie dello stesso sesso. L’ex partito di governo Fidesz–KDNP sottolinea la tutela del modello familiare tradizionale, mentre il partito al governo Tisza Party pone l’accento sul rispetto del diritto di riunione pacifica e sul primato del benessere dei minori nei dibattiti sull’adozione.
La polizia indaga su un video che mostra la rimozione della bandiera del Pride
Secondo quanto riportato dal quotidiano «Népszava», le bandiere arcobaleno erano state installate sul ponte nell’ambito delle manifestazioni del mese del Pride, prima che l’incidente avvenisse il giorno successivo. Un video che circola su Internet sembra mostrare un individuo che rimuove una delle bandiere dal ponte e la getta nel Danubio. La polizia ha avviato un’indagine nei confronti di autori ignoti con l’accusa di danneggiamento, mentre il Comune di Budapest ha sporto denuncia, dichiarando che si sospetta un atto di vandalismo intenzionale.
I funzionari comunali hanno dichiarato che le bandiere saranno sostituite entro pochi giorni, aggiungendo che esse hanno diritto di stare nello spazio urbano durante il mese del Pride e in occasione della prossima marcia in «una Budapest libera, diversificata e solidale».
La polemica si è ulteriormente inasprita dopo che Előd Novák, un rappresentante di Mi Hazánk, ha scritto sui social media che avrebbe «pagato la multa per aver rimosso quella spazzatura arcobaleno», sostenendo che Budapest appartiene a tutti e non dovrebbe essere «appropriata» da alcun movimento politico attraverso l’esposizione di bandiere sul ponte.
Novák ha descritto la rimozione delle bandiere come una risposta giustificata a una provocazione, pur aggiungendo che, a suo avviso, esse «devono finire nel cestino». In passato è già stato al centro di polemiche simili, tra cui precedenti azioni che hanno comportato la rimozione di bandiere arcobaleno da edifici pubblici. In un caso riguardante un comune del XI distretto, la procura ha presentato accuse nei suoi confronti per disturbo dell’ordine pubblico e danneggiamento.
Anche il Movimento Giovanile delle Sessantaquattro Contee (HVIM) ha rilasciato una dichiarazione a sostegno dell’azione, definendola un «atto patriottico» e offrendo assistenza legale e sostegno finanziario a chiunque dovesse affrontare un procedimento giudiziario.
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Sostegno diplomatico e dibattito parlamentare sul Pride e sull’adozione
Oltre alla polemica sulla bandiera, ha attirato l’attenzione anche il sostegno diplomatico al Pride. La dichiarazione congiunta di 44 ambasciate e istituti culturali ha espresso sostegno al Budapest Pride e alla comunità LGBTQ+, sottolineando la libertà di espressione e di riunione pacifica. La marcia in programma il 27 giugno ha ulteriormente acuito l’attenzione politica, con gli organizzatori che continuano a chiedere il ripristino o l’abrogazione delle restrizioni ungheresi relative alle riunioni.
Il leader del Partito Tisza, Péter Magyar, aveva precedentemente affermato che il Pride potrebbe svolgersi nelle condizioni attuali e che nessuno sta cercando di impedirlo, sebbene egli non vi parteciperà personalmente.
La questione è stata affrontata lunedì anche in Parlamento, dove i legislatori hanno discusso dei diritti LGBTQ+ e della politica in materia di adozioni. László Toroczkai, del partito Mi Hazánk, si è opposto alla possibilità che le coppie dello stesso sesso possano adottare, sostenendo che i bambini dovrebbero essere cresciuti all’interno di una struttura familiare tradizionale e che l’adozione dovrebbe essere riservata in primo luogo alle coppie eterosessuali che affrontano problemi di infertilità.
Péter Magyar ha sottolineato che in Ungheria centinaia, forse più di mille bambini, sono attualmente in attesa di essere adottati, sostenendo che la questione dovrebbe essere affrontata innanzitutto dal punto di vista del benessere e della stabilità dei minori.
Da parte del partito di governo KDNP, Hajnalka Juhász ha affermato che il Pride e i relativi dibattiti sociali sollevano preoccupazioni riguardo al modello familiare tradizionale, sostenendo che le decisioni riguardanti i minori non dovrebbero essere influenzate dalle tendenze politiche. Tuttavia, durante il dibattito i partiti di governo non hanno espresso alcun sostegno all’introduzione dei diritti di adozione per le coppie dello stesso sesso.
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