Ultime notizie: Tesco potrebbe lasciare l’Ungheria dopo oltre 30 anni

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Secondo quanto riferito, Tesco starebbe valutando la vendita delle proprie attività nell’Europa centrale, una mossa che potrebbe portare il colosso della grande distribuzione a ritirarsi dall’Ungheria dopo oltre 30 anni di presenza sul mercato.

Secondo il Financial Times, la più grande catena di supermercati del Regno Unito sta collaborando con alcuni banchieri d’investimento per valutare le opzioni strategiche relative alle proprie attività in Ungheria, nella Repubblica Ceca e in Slovacchia. Se la vendita dovesse andare in porto, segnerebbe la fine della lunga espansione di Tesco al di fuori dei suoi mercati principali, ovvero il Regno Unito e l’Irlanda.

Interpellata in merito alle notizie, Tesco ha dichiarato di non rilasciare commenti su «voci o speculazioni».

Quasi 9.000 posti di lavoro in Ungheria

Tesco gestisce attualmente circa 200 punti vendita in Ungheria, nell’ambito di una rete centroeuropea di 871 punti vendita che impiega circa 22.000 persone. Secondo i dati del registro delle imprese ungherese, la Tesco-Global Áruházak Zrt. impiega 8.951 persone nella sola Ungheria.

Nonostante la sua notevole presenza, l’attività ungherese ha attraversato difficoltà finanziarie negli ultimi anni. La società ha registrato una perdita al netto delle imposte pari a 10,5 miliardi di HUF per l’esercizio finanziario conclusosi a febbraio 2025, a seguito di una perdita di 21,6 miliardi di HUF registrata l’anno precedente. Complessivamente, le attività ungheresi di Tesco hanno accumulato perdite per oltre 32 miliardi di HUF negli ultimi due esercizi finanziari.

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Foto: Facebook/Tesco Magyarország

L’Europa centrale contribuisce in misura minima agli utili del gruppo

Sebbene la regione generi un fatturato significativo, rappresenta solo una quota esigua degli utili complessivi di Tesco. La divisione dell’Europa centrale di Tesco ha registrato un fatturato di 4,49 miliardi di sterline nel corso dell’esercizio finanziario 2025/26, con una crescita del 3,7% a tassi di cambio costanti. Tuttavia, la redditività ha subito un leggero calo e la regione ha contribuito solo per circa il 4% all’utile operativo del gruppo.

Nella sua ultima relazione annuale, Tesco ha indicato la crescente concorrenza in Slovacchia e le crescenti pressioni normative in tutta la regione come fattori che incidono negativamente sugli utili. Gli analisti osservano che tali pressioni includono probabilmente le imposte specifiche sul commercio al dettaglio in Ungheria e le regolamentazioni governative sui prezzi.

Non è la prima volta che circolano voci di un’uscita dal mercato

Non è affatto la prima volta che circolano speculazioni sull’eventuale uscita di Tesco dall’Ungheria. Notizie simili erano circolate nel 2015, in seguito alla vendita delle attività sudcoreane di Tesco, e nuovamente nel 2020, quando la catena di distribuzione si è ritirata dalla Polonia. In quelle occasioni, Tesco ha ripetutamente smentito l’intenzione di lasciare l’Ungheria, arrivando persino a lanciare una campagna pubblicitaria per rassicurare i clienti sulla propria permanenza nel Paese.

Da allora, tuttavia, l’azienda si è progressivamente ritirata da diversi mercati internazionali, tra cui Thailandia, Malesia, Cina, Turchia e Polonia, concentrando al contempo la propria attenzione sul Regno Unito e sull’Irlanda.

Tesco prospera sul mercato interno ma deve affrontare difficoltà in Ungheria

Ironia della sorte, la notizia di questa revisione giunge proprio nel momento in cui Tesco ha ritrovato slancio nel proprio mercato interno. Dopo aver perso terreno negli anni 2010 a seguito di uno scandalo contabile e della forte concorrenza delle catene di discount, Tesco ha rafforzato la propria posizione nel Regno Unito, aumentando la propria quota di mercato a oltre il 28% grazie agli investimenti nei minimarket e nello shopping online.

In Ungheria la situazione è stata ben diversa. Il rivenditore ha dovuto affrontare sfide sempre più impegnative, tra cui l’elevata inflazione, le imposte specifiche del settore, le promozioni obbligatorie e i controlli governativi sui prezzi. Allo stesso tempo,

la concorrenza si è intensificata: nel 2020 Lidl ha superato Tesco come principale catena di supermercati in Ungheria e continua ad ampliare il proprio vantaggio.

Anche l’organico ungherese di Tesco si è ridotto, passando da oltre 11.000 dipendenti alla fine del 2022 a circa 9.400 all’inizio di quest’anno.

Nel frattempo, Auchan ha annunciato ambiziosi piani di espansione, con l’obiettivo di diventare la terza catena di supermercati dell’Ungheria entro i prossimi sette anni attraverso una strategia incentrata su punti vendita di dimensioni più ridotte e servizi di «click-and-collect».

Se ve lo siete perso: Auchan pianifica un’espansione a livello nazionale in Ungheria dopo che la sua attività locale è passata interamente sotto controllo ungherese

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