Il Fidesz esorta il primo ministro Péter Magyar ad agire mentre i prezzi del carburante salgono alle stelle

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Il gruppo parlamentare dell’opposizione ungherese Fidesz ha esortato il primo ministro Péter Magyar e il ministro dell’Economia e dell’Energia István Kapitány ad adottare misure immediate per tutelare i consumatori dall’aumento dei prezzi del carburante, richiedendo al contempo una maggiore trasparenza sulle riserve strategiche di carburante del Paese.

In una dichiarazione rilasciata mercoledì, il partito ha avvertito che gli automobilisti si trovano già a dover affrontare prezzi notevolmente più elevati presso le stazioni di servizio, con la benzina a 95 ottani venduta a ben 615 HUF al litro e il gasolio che raggiunge i 635 HUF al litro in alcune stazioni.

Secondo il Fidesz, alcune fonti indicano che l’escalation delle tensioni geopolitiche che interessano i mercati petroliferi globali potrebbe far aumentare i prezzi di ulteriori 30-40 HUF al litro nelle prossime settimane.

Il Fidesz critica il governo in merito ai prezzi dei carburanti

Il partito di opposizione ha sostenuto che il primo ministro Péter Magyar avesse basato la propria campagna elettorale sulla promessa di mantenere il prezzo del carburante a 480 HUF, ma ha affermato che una delle prime decisioni del nuovo governo è stata quella di abolire il sistema ungherese di prezzi protetti per il carburante.

Il Fidesz ha accusato il governo di non aver tutelato i consumatori ungheresi in un momento di crescente incertezza sui mercati energetici internazionali.

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Il primo ministro Péter Magyar durante una conferenza stampa straordinaria. Foto: MTI/Purger Tamás

Dubbi sulle riserve di carburante dell’Ungheria

Il partito ha inoltre espresso preoccupazione riguardo alle riserve strategiche di petrolio dell’Ungheria, citando dichiarazioni del settore secondo cui le scorte del Paese non sarebbero state rifornite.

Secondo la dichiarazione, l’Ungheria dispone attualmente di riserve di gasolio sufficienti per 24 giorni e di riserve di benzina per soli 14 giorni. Il partito Fidesz ha sostenuto che tali livelli di riserva potrebbero rendere il Paese particolarmente vulnerabile in caso di turbolenze sui mercati energetici globali.

«È giunto il momento che István Kapitány dimostri di rappresentare gli interessi del popolo ungherese piuttosto che quelli delle compagnie petrolifere internazionali», ha affermato il gruppo parlamentare. Il partito ha esortato il governo a rendere noto il reale stato delle riserve di carburante dell’Ungheria, a ricostituire le scorte e ad adottare misure volte a prevenire una potenziale carenza di carburante qualora i mercati petroliferi globali subissero ulteriori shock.

I prezzi all’ingrosso dei carburanti tornano a salire

L’appello giunge in un momento in cui, mercoledì, i prezzi all’ingrosso dei carburanti hanno registrato un aumento significativo. Secondo il sito web ungherese di monitoraggio dei prezzi dei carburanti Holtankoljak.hu, il prezzo all’ingrosso della benzina è aumentato di 14 HUF al litro, mentre quello del gasolio è aumentato di 7 HUF al litro.

L’ultimo aumento dei prezzi è stato attribuito principalmente all’aumento dei prezzi del greggio e all’acuirsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che negli ultimi giorni hanno spinto al rialzo i prezzi globali del petrolio.

I prezzi protetti dei carburanti sono terminati a giugno

Il regime ungherese di prezzi protetti dei carburanti è terminato ufficialmente il 27 giugno. Secondo la normativa, il governo ha giustificato l’abolizione dei prezzi regolamentati dei carburanti citando i miglioramenti nella situazione energetica internazionale.

Tuttavia, la legge consente anche al ministro responsabile della politica commerciale di reintrodurre in futuro, mediante decreto, i prezzi ufficiali dei carburanti qualora le condizioni di mercato dovessero cambiare drasticamente e si rendesse necessario un intervento statale a tutela dei consumatori. Il governo non ha annunciato, in questa fase, alcun piano volto a ripristinare i prezzi regolamentati dei carburanti.

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