«Un’azione senza precedenti»: il responsabile della stampa di Orbán sostiene che la Procura stia indagando sul sistema di comunicazione del Fidesz

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Secondo una dichiarazione rilasciata da Bertalan Havasi, direttore della comunicazione del Fidesz ed ex addetto stampa dell’ex primo ministro Viktor Orbán, martedì alcuni investigatori della Procura si sono presentati senza preavviso presso una struttura che ospita i server del partito.

Gli investigatori si sono presentati senza essere stati invitati

Havasi ha affermato che gli investigatori intendevano sequestrare l’intero sistema di comunicazione e i database del Fidesz. Ha descritto quanto accaduto come un evento senza precedenti in Ungheria dal 1990, affermando che «oggi l’autoritarismo ha raggiunto un nuovo livello». Secondo Havasi, il Partito Tisza non era riuscito a sconfiggere il Fidesz con mezzi politici e stava ora tentando di «paralizzare legalmente» il partito di governo.

Ha aggiunto che il Fidesz non avrebbe ceduto né alle pressioni politiche né a quelle legali e avrebbe continuato a opporre resistenza a quelli che ha definito i metodi «autoritari» del Partito Tisza.

I pubblici ministeri collegano l’operazione alle indagini sull’NKA

Poco dopo la dichiarazione di Havasi, la Procura Centrale per le Indagini ha smentito che i propri investigatori stessero effettuando gli atti procedurali riportati. È emerso in seguito che l’operazione era stata invece condotta dalla Procura della Contea di Bács-Kiskun nell’ambito delle indagini sul Fondo Culturale Nazionale (NKA).

La dott.ssa Marianna Bodó, portavoce della Procura della contea, ha confermato che è in corso un’indagine per sospetta violazione dei doveri fiduciari e altri presunti reati penali connessi al caso NKA. Ha affermato che le misure procedurali citate dal partito Fidesz sono state attuate nell’ambito di tale indagine, ma si è rifiutata di fornire ulteriori dettagli, invocando l’interesse del procedimento in corso.

L’indagine sull’NKA è collegata al più ampio scandalo riguardante circa 17 miliardi di HUF (circa 47 milioni di euro) di sovvenzioni culturali che sarebbero state distribuite all’interno degli ambienti del Fidesz prima delle elezioni. Il caso aveva già portato all’arresto di diverse persone, tra cui l’ex sindaco di Óbuda Balázs Bús, che aveva ricoperto anche la carica di vicepresidente del Fondo Nazionale per la Cultura.

Il primo ministro Péter Magyar chiede chiarimenti

Anche il primo ministro Péter Magyar ha reagito all’annuncio del Fidesz con un post su Facebook. «Lo stesso partito Fidesz ha annunciato che oggi gli investigatori hanno effettuato una perquisizione e un sequestro in relazione ai server del partito di Viktor Orbán. Siamo in attesa di un briefing da parte della Procura», ha scritto.

In un commento successivo, Magyar ha affermato che il governo è in attesa di chiarimenti su quale caso sia oggetto di indagine e su cosa sia stato eventualmente sequestrato durante l’operazione.

Le tensioni politiche si intensificano

L’incidente rischia di acuirsi ulteriormente le tensioni politiche tra il partito di governo Fidesz e il Partito Tisza del primo ministro Péter Magyar.

Mentre il Fidesz descrive l’azione investigativa come motivata da ragioni politiche e come un tentativo di indebolire il partito con mezzi legali, i pubblici ministeri hanno sostenuto che le misure rientrano nella più ampia indagine sulla corruzione condotta dall’NKA e non hanno rivelato ulteriori dettagli sull’operazione. In questa fase, non è ancora chiaro se siano stati effettivamente sequestrati dati o attrezzature appartenenti al Fidesz.

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