Notizia trapelata: il Fidesz potrebbe essere sciolto nel giro di poche settimane, poiché il suo destino è nelle mani dei membri – e di János Lázár

La leadership del Fidesz ha incaricato János Lázár di valutare la situazione interna del partito, visitandone le principali organizzazioni, conducendo consultazioni, fornendo indicazioni e redigendo una valutazione interna entro settembre. Anche ai membri del partito viene chiesto di esprimere il proprio parere: non solo vengono interrogati sulle ragioni della sconfitta, ma anche se il Fidesz debba essere smantellato e sostituito da un nuovo partito o movimento. È persino prevista la possibilità di inviare un messaggio a Viktor Orbán.
Mentre l’ex primo ministro è in vacanza negli Stati Uniti, in Serbia e in Croazia – o, secondo alcune fonti, sta conducendo discussioni su una serie di questioni – il Fidesz sta portando avanti una valutazione interna dopo aver subito una sconfitta storica il 12 aprile. Secondo alcune indiscrezioni, il volto pubblico di questa operazione è János Lázár, che un tempo nutriva ambizioni di diventare primo ministro e che, insieme a Orbán e all’ex ministro degli Esteri Péter Szijjártó – ora alle dipendenze della BYD – è stato uno dei volti della campagna elettorale del 2026, conclusasi con una sconfitta.

Come è noto, Lázár ha tenuto una serie di incontri a livello nazionale denominati «Lázár Info», durante i quali chiunque poteva porgli domande liberamente. In pratica, tuttavia, gli eventi erano organizzati con cura, con un nucleo di fedeli sostenitori del Fidesz sempre presente tra il pubblico per contribuire a mantenere l’atmosfera desiderata.
Si stanno esaminando senza tabù le ragioni della sconfitta
La leadership del partito sta ora raccogliendo i pareri dei membri del Fidesz e delle organizzazioni locali. I membri possono compilare un questionario interno riservato che copre un’ampia gamma di questioni, dalle ragioni della sconfitta alla possibilità di fondare un partito completamente nuovo.

Tra le possibili spiegazioni elencate vi è il fatto che il Fidesz si sia allontanato dalla realtà quotidiana e dalle preoccupazioni della gente, e che gli elettori siano diventati insoddisfatti a causa delle difficoltà economiche. Il questionario solleva inoltre la possibilità che la credibilità morale del partito sia stata indebolita dallo scandalo della grazia presidenziale, dalla vicenda di via Szőlő e dallo scandalo dei servizi segreti portato alla luce dal capitano Bence Szabó.
Ai membri viene inoltre chiesto se gli elettori semplicemente non abbiano creduto alla campagna eccessivamente negativa, se i fondi pubblici siano stati gestiti in modo irresponsabile o se la campagna e il programma del Partito Tisza siano stati semplicemente più efficaci.
Il Fidesz potrebbe cessare di esistere?
Le domande vanno oltre la semplice spiegazione della sconfitta. Il partito sta inoltre valutando in che modo debbano cambiare la propria comunicazione interna e il proprio stile politico, secondo quanto riporta Blikk. Agli intervistati viene chiesto se ritengano necessario adottare un tono più diretto, moderno e positivo, nonché quale tipo di politica di opposizione si aspettino dai membri del partito: un approccio intransigente e combattivo oppure una critica più professionale e costruttiva.
Le domande relative al futuro del partito si spingono ancora oltre. Agli intervistati vengono presentate diverse opzioni, tra cui una completa riorganizzazione e un rinnovamento di Fidesz, la creazione di un nuovo movimento di destra e, nello scenario più radicale, lo scioglimento di Fidesz seguito dalla fondazione di un nuovo partito conservatore di destra con una nuova generazione di politici.

Il questionario invita inoltre i membri a valutare l’idoneità di diversi politici di spicco, tra cui Péter Szijjártó, Gergely Gulyás, Tibor Navracsics e János Lázár, oltre a Viktor Orbán. Al termine, ai membri del partito viene offerta un’ulteriore opportunità di inviare un messaggio direttamente a Orbán.
Lázár non si limita a porre domande: sta preparando un rapporto
Parallelamente al questionario interno, Lázár sta valutando personalmente lo stato delle organizzazioni del Fidesz al di fuori di Budapest. Secondo Telex, finora si è concentrato principalmente sulle contee a ovest del Danubio e ha anche tenuto colloqui con i leader locali delle circoscrizioni a Szombathely.
Il suo mandato è ancora più ampio: deve tracciare un quadro dello stato dell’intera infrastruttura nazionale del partito. Ciò comprende l’individuazione delle sedi che potrebbero dover essere chiuse, la valutazione del clima all’interno delle organizzazioni locali e la determinazione di come i membri del partito e i politici locali percepiscano la sconfitta e il futuro del Fidesz.

Uno dei partecipanti all’incontro di Szombathely ha affermato che Lázár non ha impartito istruzioni, ma ha ascoltato i rappresentanti locali discutere del quadro organizzativo e del rinnovamento necessari affinché possano svolgere un ruolo costruttivo nell’opposizione. Oltre ai leader locali, all’incontro hanno partecipato altre 10-12 persone in rappresentanza della base del partito.
Le decisioni potrebbero essere prese a settembre
Bertalan Havasi, direttore della comunicazione di Fidesz, ha confermato che il processo è in corso, ma ha precisato che non va considerato come una «indagine interna» a sé stante. Si tratta piuttosto di una parte di una valutazione globale della situazione del partito dal punto di vista organizzativo, infrastrutturale e del personale. Lázár aveva ricevuto l’incarico dal presidente del partito e dal presidio, ha scritto l’agenzia di stampa ungherese.

La relazione dovrebbe essere completata entro settembre. Il presidio del Fidesz valuterà quindi i risultati e, secondo quanto annunciato, adotterà le necessarie decisioni organizzative, relative al personale e strutturali. Havasi ha affermato che l’obiettivo è quello di creare un Fidesz «chiaro, unito, risoluto e coerente», in grado di prepararsi ad affrontare il movimento politico di Péter Magyar dall’opposizione.
Se ve lo siete perso: il nuovo presidente Baka potrebbe opporsi con fermezza al primo ministro Magyar – perché allora l’opposizione lo attacca in modo così feroce?
In altre parole, l’attuale processo non giustifica ancora la conclusione che il Fidesz si stia definitivamente preparando a una trasformazione completa. Ciò che è chiaro, tuttavia, è che dopo la sconfitta elettorale la leadership del partito sta esaminando contemporaneamente il proprio funzionamento, la comunicazione, le organizzazioni locali, il personale e il futuro orientamento politico. Il questionario mostra tuttavia che anche le opzioni di cambiamento più radicali sono ora prese in considerazione dal presidio.
Blikk cita l’ultimo sondaggio Medián, secondo il quale Fidesz si attesta al 19 per cento tra l’intera popolazione, al 22 per cento tra coloro che sanno come voterebbero e al 23 per cento tra gli elettori decisi. Il partito, che un tempo governava con una maggioranza dei due terzi, si trova ora al livello più basso degli ultimi anni.
Medián è stata l’agenzia di sondaggi che ha previsto con precisione i risultati finali delle elezioni di aprile. Prima del voto, figure di spicco del governo Orbán hanno reagito ai suoi sondaggi con attacchi e tentativi di mettere in dubbio l’integrità professionale dell’organizzazione.
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