Una manifestazione filopalestinese a sostegno di Abu Safiya a Budapest suscita proteste da parte di israeliani ed ebrei

Una manifestazione filopalestinese prevista per venerdì a Budapest ha suscitato una crescente opposizione dopo che la polizia ungherese ha dichiarato di non aver trovato motivi giuridici per vietare il raduno. La manifestazione ha lo scopo di esprimere solidarietà ai prigionieri palestinesi detenuti da Israele e al dottor Hussam Abu Safiya, ex direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza attualmente in stato di detenzione, che le autorità israeliane accusano di avere legami con Hamas.

L’evento è stato annunciato dalla Comunità dei palestinesi residenti in Ungheria. Il suo appello invita i partecipanti a manifestare solidarietà nei confronti dei prigionieri palestinesi e di Abu Safiya e li incoraggia a portare con sé bandiere palestinesi, kefiah, fotografie e manifesti.

La polizia non trova motivi per vietare la manifestazione filopalestinese a Budapest

Il Quartier Generale della Polizia di Budapest (BRFK) ha confermato che un privato cittadino aveva notificato alle autorità un raduno che rientra nell’ambito della legge ungherese sulla libertà di riunione.

«Dopo aver esaminato la notifica, il BRFK, in qualità di autorità competente in materia di assembramenti, ha preso atto del raduno, non essendoci motivi per vietarlo», ha dichiarato la polizia al settimanale ungherese Hetek.

La formulazione è significativa: anziché «autorizzare» formalmente la manifestazione, la polizia ha concluso che non sussistevano i presupposti giuridici per vietarla.

La decisione ha tuttavia suscitato critiche a causa del sostegno espresso dalla manifestazione nei confronti di Abu Safiya e di altri detenuti palestinesi.

Un’organizzazione ebraica chiede alle autorità di intervenire

Prima che la decisione della polizia fosse resa pubblica, la Fondazione ungherese «Azione e Protezione», che monitora l’antisemitismo e opera a tutela delle comunità ebraiche, aveva chiesto al Ministero dell’Interno di verificare se sussistessero i presupposti giuridici per vietare il raduno.

Secondo la TEV, il suo presidente, Kálmán Szalai, ha inoltre chiesto alle autorità di valutare eventuali rischi per la sicurezza pubblica, potenziali minacce alla dignità e alla sicurezza della comunità ebraica ungherese e, qualora un divieto non fosse giuridicamente possibile, se fosse opportuno rafforzare la presenza delle forze dell’ordine o imporre restrizioni.

L’organizzazione ha sottolineato le accuse israeliane relative ad Abu Safiya, tra cui quelle secondo cui egli ricopriva il grado di colonnello all’interno di Hamas e che l’ospedale Kamal Adwan fosse utilizzato per attività di Hamas.

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Anche Mazsihisz condanna la manifestazione in programma

Anche la Federazione delle Comunità ebraiche ungheresi (Mazsihisz), la più grande organizzazione religiosa ebraica dell’Ungheria, ha criticato aspramente la manifestazione in programma.

In una dichiarazione pubblicata martedì, la Mazsihisz ha espresso profonda preoccupazione per la manifestazione, sostenendo che ciò che veniva presentato come solidarietà verso il popolo palestinese fosse in realtà un sostegno ad Hamas, ad Abu Safiya e al terrorismo. L’organizzazione ha sottolineato che questa era la propria valutazione dell’evento e ha esortato le autorità ungheresi ad agire nel rispetto della legge.

La Mazsihisz ha affermato che la promozione, aperta o indiretta, del terrorismo e dei terroristi non dovrebbe essere tutelata dalla libertà di espressione o dal diritto di riunione. Ha inoltre sostenuto che tali eventi potrebbero minare il senso di sicurezza della comunità ebraica ungherese e la pace sociale.

La federazione ha esortato le autorità a riesaminare l’attuale prassi relativa a tali manifestazioni e ad adottare tutte le misure legali e di sicurezza necessarie per proteggere la comunità ebraica. Ha inoltre sollecitato il governo a garantire che la sua dichiarata politica di tolleranza zero nei confronti dell’antisemitismo trovi riscontro nella pratica.

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Anche l’ambasciatricedi Israelein Ungheria, Maya Kadosh, si è espressa contro la manifestazione in programma.

In un videomessaggio pubblicato su Facebook, la signora Kadosh ha affermato che le manifestazioni a sostegno del terrorismo non hanno spazio in Ungheria. Ha sostenuto che l’opinione pubblica ungherese dovrebbe conoscere le accuse mosse contro Abu Safiya prima che egli venga presentato come un martire o semplicemente come un medico detenuto.

«Il camice bianco non cancella l’appartenenza a un’organizzazione terroristica», ha affermato Kadosh.

Chi è Hussam Abu Safiya?

Abu Safiya è un pediatra palestinese che dirigeva l’ospedale Kamal Adwan, nella parte settentrionale di Gaza. Le forze israeliane lo hanno arrestato nel dicembre 2024.

Le autorità israeliane e le Forze di Difesa di Israele (IDF) lo accusano di essere coinvolto con Hamas. Il Jerusalem Post ha riportato a febbraio che alcune ricerche basate su fonti in lingua araba e su post sui social media hanno identificato Abu Safiya come colonnello, mentre le IDF lo hanno descritto anche come un membro di alto rango di Hamas.

Tuttavia, la sua posizione rimane fortemente contestata a livello internazionale. Abu Safiya è detenuto senza accuse formali e, secondo quanto riportato da Reuters, nel giugno 2026 la Corte Suprema israeliana ha respinto un ricorso per il suo rilascio basandosi in parte su materiale riservato non reso pubblico. Hamas e le autorità sanitarie di Gaza hanno smentito le accuse israeliane, mentre le organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno chiesto il suo rilascio.

Amnesty International ha definito la sua detenzione arbitraria nel mese di luglio ed ha espresso serie preoccupazioni riguardo al suo stato di salute e al presunto trattamento subito durante la detenzione. Le autorità carcerarie israeliane hanno negato le accuse di maltrattamenti.

La manifestazione di solidarietà avrà luogo

Le versioni contrastanti relative ad Abu Safiya sono quindi al centro della controversia sulla manifestazione filopalestinese di venerdì a Budapest. Per i suoi organizzatori, l’evento è un’azione di solidarietà a favore dei detenuti palestinesi; per i suoi critici, tra cui il TEV e l’ambasciatore israeliano, schierarsi pubblicamente a sostegno di Abu Safiya rischia di legittimare una figura che Israele considera un membro di spicco di Hamas.

A meno che le autorità non cambino posizione o non emergano nuove circostanze giuridiche, la manifestazione dovrebbe svolgersi nel centro di Budapest venerdì pomeriggio.

La manifestazione è prevista per il 21 agosto alle ore 14:00 su Vámház körút, nel centro di Budapest, di fronte al Mercato Centrale, secondo quanto comunicato dalla Magyarországon Élő Palesztinok Közössége (Comunità dei palestinesi residenti in Ungheria).

Se la manifestazione di solidarietà dovesse effettivamente svolgersi, è probabile che in piazza siano presenti anche contro-manifestanti, il che rappresenterà una seria sfida per le autorità ungheresi.

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