L’Ungheria celebra il 20 agosto; il primo ministro Magyar invia un messaggio insolito alle forze armate

L’Ungheria ha celebrato giovedì la propria festa nazionale con la tradizionale cerimonia di alzabandiera e di nomina degli ufficiali davanti al Parlamento, mentre il Primo Ministro Péter Magyar ha esortato i nuovi ufficiali a rimanere fedeli all’Ungheria piuttosto che a qualsiasi governo o partito politico.
Il 20 agosto di quest’anno segna i 1026 anni dell’Ungheria
Le celebrazioni del 20 agosto, tenutesi in piazza Kossuth a Budapest, commemorano la fondazione dello Stato ungherese e San Stefano, primo re d’Ungheria. La giornata è iniziata con l’alzabandiera cerimoniale con tutti gli onori militari, alla presenza del presidente András Baka, del primo ministro Péter Magyar e della presidente del Parlamento Ágnes Forsthoffer.
L’unità cerimoniale delle Forze Armate ungheresi ha issato la bandiera al suono dell’inno nazionale, accompagnata dalla banda militare centrale e dall’unità cerimoniale a cavallo. Erano presenti anche funzionari governativi e militari, membri del corpo diplomatico e centinaia di spettatori. L’issamento della bandiera è stato seguito dal giuramento e dalla nomina in servizio degli ufficiali militari appena qualificati.
Magyar: la costruzione di un Paese richiede generazioni
Rivolgendosi ai tenenti appena nominati, Magyar ha affermato che Santo Stefano aveva compreso che la fondazione di una nazione non è il risultato di una singola decisione, battaglia o legge, ma di «anni, decenni e secoli di lavoro costante».
Ha aggiunto che recitare il giuramento da ufficiale può richiedere solo pochi istanti, mentre la preparazione che sta dietro ad esso richiede anni. Le levatacce mattutine, le ripetute esercitazioni, gli esami, l’addestramento e la stanchezza sono in gran parte invisibili dall’esterno, ha osservato.
«La preparazione avviene in tempo di pace; il suo significato diventa chiaro nei momenti di difficoltà», ha affermato il primo ministro. Magyar ha inoltre riflettuto sulla storia militare dell’Ungheria, descrivendola come una storia secolare e spesso dolorosa, costellata sia di vittorie che di sconfitte. Ha sottolineato che i soldati ungheresi sono stati talvolta costretti a subire le conseguenze di decisioni che non avevano preso loro stessi.

Un esercito moderno deve difendere ben più che i confini
Secondo Magyar, il ruolo delle forze armate ungheresi è cambiato in modo significativo rispetto all’epoca di figure militari quali Artúr Görgei, György Klapka e János Damjanich. Le minacce moderne non si limitano più ai confini di un Paese. Anche i sistemi informatici, le forniture energetiche, le reti di trasporto, le comunicazioni e altre infrastrutture critiche possono diventare bersagli, ha affermato.
La difesa del Paese richiede quindi non solo forza militare, ma anche competenze tecnologiche e la capacità di reagire rapidamente a situazioni impreviste.
Magyar ha citato il recente dispiegamento delle forze armate presso la centrale nucleare di Paks, a causa dei livelli d’acqua eccezionalmente bassi del Danubio. Ha affermato che i soldati stanno ancora operando in loco non per motivi cerimoniali o di pubblicità, ma perché il Paese ha bisogno di loro.
Ha sottolineato che il servizio militare può comportare molto più che il semplice porto d’armi. I soldati possono anche costruire ponti e opere di difesa contro le inondazioni, distribuire acqua o contribuire a garantire l’approvvigionamento delle comunità durante le emergenze. Il primo ministro ha espresso l’auspicio che il risultato più importante della nuova generazione di ufficiali sia quello di non dover mai combattere una guerra.
«Servite l’Ungheria, non una fazione politica»
Uno dei messaggi più incisivi del discorso di Magyar ha riguardato la neutralità politica delle forze armate. Egli ha detto agli ufficiali che, in un Paese ben funzionante, un soldato dovrebbe servire la patria piuttosto che una fazione politica. I governi vanno e vengono, ha affermato, ma l’Ungheria rimane.
Di conseguenza, il giuramento militare non è un giuramento prestato a un governo, a un primo ministro o a un partito politico, bensì all’Ungheria e al popolo ungherese.
«Non siate sempre d’accordo con me», ha detto Magyar ai nuovi ufficiali, chiedendo loro invece di diventare soldati validi e leali del Paese, professionisti competenti, membri delle forze armate rispettosi della legge e difensori del popolo.
Ha aggiunto che, qualora si trovassero mai di fronte a un momento in cui fosse necessario prendere una decisione difficile, gli interessi dell’Ungheria dovrebbero avere la precedenza. Un Paese forte, ha sostenuto, ha bisogno di istituzioni forti piuttosto che semplicemente obbedienti, e le istituzioni forti richiedono persone dal carattere forte.

Il ministro della Difesa sottolinea il dovere e il sacrificio
Anche il ministro della Difesa Romulusz Ruszin-Szendi si è rivolto agli ufficiali prima del loro giuramento. Ha affermato che le parole di un giuramento militare non assumono importanza il giorno in cui vengono pronunciate, ma quando mantenerle diventa difficile.
Ruszin-Szendi ha sottolineato l’operato delle truppe ungheresi in una vasta gamma di situazioni, dall’intervento a Paks alle operazioni antincendio e di distribuzione dell’acqua, fino alle missioni internazionali nei Balcani e nel Nord Africa.
Il servizio militare, ha sottolineato, può richiedere notevoli sacrifici personali, poiché i soldati devono essere preparati anche a situazioni impreviste. Ha inoltre osservato di non ricordare l’ultima volta in cui un primo ministro si fosse rivolto alle forze armate della nazione in occasione di una cerimonia di Stato.
Anche la resilienza climatica è al centro del messaggio del 20 agosto
La festa nazionale è stata inoltre l’occasione per affrontare le sfide più ampie dell’Ungheria. Il sindaco di Budapest, Gergely Karácsony, ha affermato che l’Ungheria sta affrontando ondate di calore sempre più intense, siccità e rischi legati all’acqua. Ha descritto il livello insolitamente basso del Danubio, nonché il caldo estremo e la siccità di quest’estate, come segni del fatto che il cambiamento climatico sta già influenzando la vita quotidiana.
Karácsony ha sostenuto che il caldo estremo, la siccità prolungata e le inondazioni improvvise potrebbero diventare sempre più la nuova normalità, con conseguenze per l’agricoltura, l’edilizia abitativa, i trasporti, la salute e le condizioni sociali.
Ha sollecitato un continuo processo di adattamento e una maggiore resilienza in tutta l’Ungheria, in particolare a Budapest, e ha affermato che la politica verde dovrebbe essere considerata non semplicemente come un’ideologia, ma come una risposta concreta alle sfide poste dal cambiamento climatico.
Nel frattempo, l’ex primo ministro e leader del Fidesz Viktor Orbán ha celebrato la festa nazionale su Facebook con un breve messaggio: «Eravamo, siamo, saremo. Buon compleanno, Ungheria».
I diversi messaggi condividevano tuttavia un tema comune: il 20 agosto rimane una giornata incentrata sulla resistenza, sulla tutela e sul futuro dello Stato ungherese — nonché sulle persone chiamate a portare avanti tale responsabilità nella prossima generazione.
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