L’UE si appresta a sbloccare 4,2 miliardi di euro di fondi congelati destinati all’Ungheria

La Commissione europea ha proposto di sbloccare 4,2 miliardi di euro di fondi UE congelati destinati all’Ungheria, segnando un importante sviluppo nella lunga controversia sui finanziamenti tra Budapest e Bruxelles. La mossa potrebbe inoltre ripristinare il pieno accesso ai programmi Erasmus+ e Horizon Europe per gli studenti e i ricercatori ungheresi, a seguito delle riforme introdotte dal nuovo governo del Paese.
Secondo la Commissione europea, l’Ungheria ha affrontato in modo adeguato le preoccupazioni relative allo Stato di diritto precedentemente individuate, che avrebbero potuto mettere a rischio il bilancio dell’Unione europea, come riportato dall’agenzia MTI.
«L’Ungheria ha compiuto passi importanti per rafforzare lo Stato di diritto e tutelare gli interessi finanziari dell’Unione. Oggi proponiamo di sbloccare 4,2 miliardi di euro e di riaprire le porte di Erasmus+ e Horizon Europe agli studenti e ai ricercatori ungheresi. Sono lieta che possano nuovamente beneficiare appieno delle opportunità offerte dalla nostra Unione. Ciò dimostra che le riforme producono risultati», ha affermato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione.
La proposta renderebbe disponibili all’Ungheria 4,2 miliardi di euro di finanziamenti sospesi nell’ambito della politica di coesione, sebbene debba prima ricevere l’approvazione del Consiglio dell’Unione europea. Lo sblocco proposto di 4,2 miliardi di euro fa parte di un pacchetto più ampio di 16,4 miliardi di euro di fondi UE precedentemente congelati a favore dell’Ungheria. Come abbiamo riportato in precedenza, il Primo Ministro Péter Magyar e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno annunciato a maggio un accordo politico volto a sbloccare i fondi.
Fondi UE per l’Ungheria: cosa è cambiato?
La valutazione della Commissione fa seguito alle riforme introdotte dal nuovo governo ungherese, guidato da Péter Magyar. Secondo l’esecutivo dell’UE, le autorità hanno rafforzato i poteri dell’Autorità per l’integrità, migliorato la trasparenza nella spesa pubblica e istituito un sistema più completo di dichiarazione patrimoniale.
Altre misure includono un ampliamento del controllo giurisdizionale sulle decisioni delle autorità investigative e di perseguimento penale, controlli più rigorosi sui finanziamenti dell’UE e riforme volte ad affrontare i conflitti di interesse che coinvolgono i fondi di interesse pubblico. L’adesione dell’Ungheria alla Procura europea è stata inoltre sottolineata dalla Commissione come un ulteriore passo avanti nel rafforzamento delle garanzie contro la corruzione.
La Commissione ha valutato le misure correttive formalmente notificate dall’Ungheria il 9 settembre e ha concluso che le condizioni che giustificavano le restrizioni finanziarie del 2022 non erano più soddisfatte.
Se ve lo siete perso: il primo ministro Péter Magyar accusa i pubblici ministeri di «proteggere i mafiosi» nell’escalation della controversia sull’immunità
Erasmus+ e Horizon Europe potrebbero riaprire alle università ungheresi
Nel dicembre 2022, l’UE ha vietato nuovi impegni di finanziamento che coinvolgano fondazioni ungheresi di interesse pubblico e le istituzioni da esse gestite. Le restrizioni hanno influito sulla partecipazione di diverse università ungheresi al programma di scambio studentesco Erasmus+ e al programma di ricerca Horizon Europe.
Qualora il Consiglio approvi la proposta della Commissione, gli istituti interessati riacquisterebbero pieno accesso a entrambi i programmi, consentendo ai propri studenti e ricercatori di partecipare nuovamente alle opportunità finanziate dall’UE.
Le restrizioni non si applicavano a tutte le università ungheresi, ma specificatamente agli istituti interessati dalle misure relative ai trust di interesse pubblico.
Cosa ne sarà dei restanti fondi UE congelati destinati all’Ungheria?
L’annuncio di mercoledì riguarda le restrizioni finanziarie imposte nell’ambito del meccanismo di condizionalità dello Stato di diritto dell’UE. Ciò non significa che l’intero pacchetto di 16,4 miliardi di euro sia stato ora sbloccato.
L’Ungheria sta inoltre cercando di ottenere l’accesso a 10 miliardi di euro di fondi per la ripresa, ma la valutazione di tale richiesta da parte della Commissione è ancora in corso. Nel frattempo, circa 2 miliardi di euro di fondi di coesione rimangono bloccati a causa di questioni distinte relative al sistema di asilo, alla legislazione in materia di tutela dei minori e alla libertà accademica.
Il passo successivo spetta al Consiglio dell’Unione europea, che ha un mese di tempo per decidere se revocare le misure imposte nel 2022, sebbene il termine possa essere prorogato in circostanze eccezionali. La decisione richiede una maggioranza qualificata degli Stati membri.
Fino a quando il Consiglio non avrà adottato la proposta, i fondi destinati all’Ungheria rimangono soggetti alle restrizioni attualmente in vigore.
Legga altri nostri articoli: Boicottaggi e ammonimenti istituzionali dominano la sessione del Parlamento ungherese

