VIDEO: Szoboszlai lancia un messaggio forte ai giornalisti – ma un capitano della nazionale può permettersi di farlo?

Il capitano dell’Ungheria Dominik Szoboszlai ha lanciato un messaggio insolitamente forte alla stampa sportiva ungherese durante una conferenza stampa ufficiale pre-partita, affermando che, qualora un articolo dovesse pubblicare ancora una volta affermazioni che egli ritiene false o inaccettabili su di lui o sulla sua famiglia, non parlerà mai più con il giornalista responsabile.
La dichiarazione ha immediatamente attirato l’attenzione, non da ultimo perché non è stata rilasciata tramite un post sui social media o un’intervista privata. Szoboszlai stava parlando nella sua veste ufficiale di capitano della nazionale ungherese in occasione di un evento mediatico formale.
Cosa è successo, quindi? E può un capitano della nazionale decidere semplicemente che un determinato giornalista non riceverà più risposte da parte sua?
Szoboszlai aveva qualcosa da dire prima di rispondere alla prima domanda
Lo scambio è avvenuto dopo che la prima domanda della conferenza stampa era stata rivolta a Szoboszlai da un giornalista del quotidiano sportivo ungherese «Nemzeti Sport».
Prima di rispondere, tuttavia, il centrocampista del Liverpool ha chiarito di voler affrontare una questione che gli stava particolarmente a cuore.
Szoboszlai ha affermato di aver persino valutato se fosse il caso di rispondere alla domanda del quotidiano.
Ha poi spiegato cosa avesse provocato la sua frustrazione. Szoboszlai ha contestato quelle situazioni in cui materiale originariamente pubblicato in Inghilterra viene presentato in Ungheria in un modo che, a suo avviso, lo costringe a dover fornire spiegazioni a posteriori. Ha inoltre criticato la pubblicazione di informazioni che lo riguardano e che egli ritiene non veritiere.
Il capitano della nazionale ungherese ha poi coinvolto la propria famiglia nella discussione. Ha affermato di cercare deliberatamente di tenere i propri familiari lontani dai riflettori ed è particolarmente sensibile nei confronti di una copertura mediatica che li metta in una posizione scomoda.
È poi arrivata la parte più incisiva del suo messaggio.
Szoboszlai ha sottolineato che non intendeva farlo come una minaccia, ma ha affermato che, qualora dovesse ripetersi un episodio simile riguardante lui stesso o la sua famiglia, non avrebbe più «rivolto la parola» al giornalista responsabile.
Un’intervista a Steven Gerrard faceva parte del contesto
Uno degli episodi all’origine della controversia riguardava una conversazione tra Szoboszlai e la leggenda del Liverpool Steven Gerrard.
Gerrard ha chiesto all’ungherese se i due avrebbero potuto giocare insieme al Liverpool. Szoboszlai ha risposto scherzosamente suggerendo che lui avrebbe giocato come numero 10 e Gerrard come numero 2.
Successivamente, «Nemzeti Sport» ha riportato l’osservazione in un titolo. Szoboszlai ha contestato pubblicamente il modo in cui lo scambio era stato presentato e il quotidiano ha successivamente modificato il titolo.
Durante la conferenza stampa, il centrocampista ha fatto notare che episodi di questo tipo possono metterlo in una posizione scomoda e costringerlo a fornire spiegazioni su commenti che erano stati originariamente formulati in un contesto diverso.
Ma le sue osservazioni sono andate oltre un semplice disaccordo su un singolo titolo.
Se vi siete persi il nostro articolo: Intervista a Dominik Szoboszlai con Steven Gerrard: leadership, il nuovo allenatore e il ruolo preferito in campo
Szoboszlai ha parlato anche di ciò che si aspetta dalla stampa ungherese
Il capitano ha offerto una valutazione più ampia del rapporto tra gli atleti ungheresi e i giornalisti.
Ha sostenuto che gli sportivi ungheresi dovrebbero essere «stimolati» e sostenuti, in particolare quando una competizione o una partita non va per il verso giusto. Ha inoltre sottolineato l’importanza di mantenere un buon rapporto tra gli atleti e i media.
Secondo Szoboszlai, proprio come i calciatori hanno una responsabilità per ciò che dicono e per le loro prestazioni, anche i giornalisti devono riflettere su ciò che scrivono e sul modo in cui lo presentano.
Ciò solleva una questione più complessa.
Il ruolo del giornalismo non consiste necessariamente nel sostenere un atleta o nel presentarlo in modo positivo. I giornalisti sportivi possono celebrare prestazioni eccezionali e raccontare storie stimolanti, ma l’analisi critica e la critica sono anch’esse parti fondamentali del loro lavoro, a condizione che la cronaca sia accurata, imparziale e adeguatamente contestualizzata.
Una copertura mediatica positiva non è quindi qualcosa che nemmeno il calciatore più famoso del Paese possa dare per scontato.
La tutela della sua famiglia è una questione a sé stante
Un altro aspetto dell’argomentazione di Szoboszlai dovrebbe essere considerato separatamente.
I familiari di un atleta famoso non hanno necessariamente scelto di diventare essi stessi personaggi pubblici. Giocare nel Liverpool e ricoprire il ruolo di capitano della nazionale ungherese non implica automaticamente che ogni aspetto della vita familiare di un calciatore diventi oggetto legittimo di scrutinio pubblico.
Allo stesso modo, un calciatore ha tutto il diritto di opporsi se ritiene che siano state pubblicate informazioni false sul suo conto, che le sue dichiarazioni siano state tradotte in modo errato o che le sue parole siano state presentate in un contesto fuorviante.
Ma ciò lascia ancora aperta un’altra questione: il capitano di una nazionale che partecipa a una conferenza stampa ufficiale può decidere a quali giornalisti accreditati risponderà e a quali no in futuro?
Szoboszlai può effettivamente rifiutarsi di parlare con un giornalista?
La distinzione tra la scelta di non concedere un’intervista privata a qualcuno e l’adempimento dei propri doveri ufficiali nei confronti dei media è fondamentale.
Szoboszlai può, ovviamente, decidere di non voler concedere volontariamente in futuro un’intervista individuale a un determinato giornalista. Un calciatore professionista non ha l’obbligo generale di rendersi disponibile nei confronti di ogni membro della stampa ogni volta che gli venga richiesto.
Gli eventi mediatici ufficiali della UEFA sono una questione diversa.
I regolamenti delle competizioni UEFA prevedono obblighi specifici in materia di media per le squadre partecipanti. Il regolamento della UEFA Nations League 2026/27, ad esempio, include requisiti relativi alle conferenze stampa, alla disponibilità dei giocatori, alle interviste e alle attività mediatiche post-partita durante le fasi finali della competizione.
Ciò significa che una controversia personale tra un calciatore e un giornalista non può automaticamente prevalere sugli obblighi ufficiali in materia di comunicazione che si applicano alla sua squadra.
Esiste, tuttavia, un’importante precisazione.
Le disposizioni della UEFA accessibili al pubblico non stabiliscono una semplice regola generale secondo cui un calciatore presente a una conferenza stampa debba rispondere a ogni domanda rivoltagli da ogni giornalista accreditato. Il regolamento definisce principalmente gli obblighi relativi all’accesso dei media e alla disponibilità di squadre, allenatori e calciatori.
Sarebbe quindi fuorviante affermare che Szoboszlai abbia necessariamente violato i regolamenti UEFA semplicemente dichiarando che in futuro si sarebbe rifiutato di parlare con un determinato giornalista.
La risposta è più sfumata.
Szoboszlai può scegliere di non concedere interviste private a un giornalista. Ciò che non può decidere unilateralmente è quali obblighi mediatici ufficiali la nazionale ungherese adempirà o meno in occasione degli eventi regolamentati dall’UEFA.
Ed è forse proprio questo che rende il contesto in cui sono state formulate le sue dichiarazioni particolarmente significativo.
Szoboszlai non stava pubblicando una storia su Instagram piena di rabbia nei confronti di un giornalista che non gli piaceva. Era seduto dietro al microfono durante una conferenza stampa ufficiale in qualità di capitano della nazionale ungherese. E quando un capitano parla in quel contesto, rappresenta ben più che se stesso.
Infine, desideriamo sottolineare che non avalliamo affermazioni false e, per principio editoriale, le respingiamo.
Se ve lo siete perso, guardatelo qui: Dominik Szoboszlai segna uno splendido gol con il Liverpool contro il Tottenham

