Il primo ministro Magyar accenna a una possibile fine dei limiti massimi sui margini di profitto nel settore alimentare in Ungheria

Il primo ministro ungherese Péter Magyar ha affermato venerdì che il governo dovrebbe prendere in considerazione l’eliminazione graduale dei limiti massimi sui margini di profitto nel settore alimentare, sostenendo che tale misura sta causando danni sempre maggiori agli agricoltori e ai piccoli negozi.
Intervenendo durante una tappa a Kisvárda nell’ambito del suo tour nazionale, Magyar ha affermato che la misura era stata originariamente introdotta dal governo precedente per frenare l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, ma aveva prodotto gravi effetti collaterali nei settori agricolo e della vendita al dettaglio.
Secondo il primo ministro, i bassi prezzi di acquisto stanno mettendo sotto pressione i produttori ungheresi, mentre le grandi catene di distribuzione ricorrono sempre più spesso a prodotti importati più economici per compensare le perdite causate dalle restrizioni sui margini.
Egli ha affermato che, solo nella contea di Szabolcs-Szatmár-Bereg, decine di piccoli negozi hanno cessato l’attività a causa di tale misura, come riportato dall’agenzia MTI.
Piccoli negozi e agricoltori sotto pressione
Magyar ha affermato che il governo precedente aveva cercato di proteggere i piccoli commercianti esentandoli dal limite massimo di margine, ma ha sostenuto che tale politica, in ultima analisi, ha rafforzato le grandi catene, che erano maggiormente in grado di assorbire le perdite.
Ha inoltre criticato l’impatto della misura sull’agricoltura ungherese, affermando che i prezzi di acquisto artificialmente bassi hanno reso più difficile per i produttori nazionali rimanere competitivi.
Magyar ha affermato che il governo dovrebbe ora valutare il futuro della misura insieme alle camere di commercio, ai rivenditori alimentari e agli altri operatori del mercato.
Le sue osservazioni giungono in un momento in cui l’inflazione in Ungheria è diminuita drasticamente rispetto ai livelli registrati durante il precedente governo.
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L’inflazione ha subito un forte calo nel 2026
Secondo l’Ufficio centrale di statistica ungherese, a giugno l’inflazione annuale si è attestata all’1,7%, mentre i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati solo dello 0,2% rispetto all’anno precedente. Escludendo i servizi di ristorazione, i prezzi dei prodotti alimentari hanno registrato un calo del 2,4% su base annua.
L’inflazione ha registrato un ulteriore rallentamento durante l’estate. La Banca Nazionale d’Ungheria ha riferito che l’inflazione annuale è scesa all’1,2% a luglio e all’1,3% ad agosto, mentre anche l’inflazione alimentare ha registrato un calo.
Ciò ha inoltre alimentato il dibattito sulla necessità di mantenere in vigore misure straordinarie di controllo dei prezzi.
La banca centrale afferma che l’abolizione del tetto massimo non minaccerebbe la stabilità dei prezzi
La Banca Nazionale Ungherese ha già segnalato che i limiti massimi sui margini potrebbero essere revocati senza provocare un grave shock inflazionistico.
Nella sua valutazione di giugno, il Consiglio monetario ha affermato che nemmeno un’immediata abolizione dei limiti massimi sui margini di prezzo spingerebbe l’inflazione al di sopra dell’obiettivo del 3% fissato dalla banca centrale.
Il Rapporto sull’inflazione di giugno della banca centrale ha inoltre rilevato che i grandi rivenditori internazionali di generi alimentari da essa esaminati hanno registrato complessivamente perdite nel 2025, sebbene l’entità delle perdite fosse diminuita rispetto all’anno precedente.
Allo stesso tempo, la MNB ha ripetutamente sottolineato che il forint più forte, l’andamento più moderato dei prezzi dei generi alimentari e le aspettative di inflazione più contenute hanno tutti contribuito a creare un contesto inflazionistico più favorevole quest’anno.
Magyar ha quindi sostenuto che, dato che l’inflazione è ora significativamente inferiore rispetto agli anni precedenti e che i prezzi di numerosi prodotti alimentari sono già in calo, il governo dovrebbe prendere seriamente in considerazione la possibilità di porre gradualmente fine al regime di limitazione dei margini.
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