I fondi dell’UE tornano in Ungheria mentre von der Leyen e Costa celebrano il rinnovamento democratico in occasione dell’anniversario del 1956

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La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che i fondi dell’UE sono nuovamente accessibili all’Ungheria, mentre il presidente del Consiglio europeo António Costa ha sottolineato l’importanza della democrazia, della sovranità nazionale e dell’unità europea. Entrambi i leader sono intervenuti venerdì a Budapest in occasione di una seduta commemorativa del Parlamento ungherese, in occasione del 70° anniversario della rivoluzione antisovietica del 1956.

Von der Leyen: i fondi dell’UE tornano in Ungheria

Intervenendo al Parlamento ungherese il 23 ottobre, Ursula von der Leyen ha elogiato le riforme introdotte dal governo del primo ministro Péter Magyar, affermando che stanno già producendo risultati tangibili.

Secondo la presidente della Commissione europea, l’Ungheria ha rafforzato la legislazione contro le frodi e la corruzione, ha migliorato la trasparenza nella spesa pubblica e sta aderendo alla Procura europea.

«I finanziamenti europei sono tornati», ha dichiarato la von der Leyen, confermando che l’accesso al programma di ricerca «Orizzonte Europa» è stato ripristinato e che gli studenti ungheresi possono nuovamente partecipare a pieno titolo al programma Erasmus.

Ha inoltre indicato che si prevedono ulteriori progressi entro la fine del 2026, compresi sviluppi relativi ai fondi di ripresa NextGenerationEU e alle risorse finanziarie legate alla libertà accademica.

«Pertanto, il vostro duro lavoro sta dando i suoi frutti. La fiducia degli investitori sta tornando», ha affermato, aggiungendo che il rinnovato impegno dell’Ungheria nei confronti del progetto europeo sta rafforzando l’Unione europea nel suo complesso.

Le sue osservazioni segnalano un importante sviluppo nelle relazioni dell’Ungheria con Bruxelles, dopo anni di controversie relative a questioni di Stato di diritto e alla sospensione di ingenti finanziamenti dell’UE. Tuttavia, l’annuncio non ha specificato l’importo esatto dei finanziamenti aggiuntivi che saranno erogati entro la fine dell’anno.

Il rinnovamento democratico dell’Ungheria invia un messaggio all’Europa

Nel suo discorso integrale pubblicato dalla Commissione europea, la von der Leyen ha tracciato un parallelo tra il coraggio dei rivoluzionari del 1956 e la recente trasformazione politica dell’Ungheria.

Riferendosi alle elezioni parlamentari dell’aprile 2026, ha sottolineato l’affluenza alle urne eccezionalmente elevata e ha descritto il risultato come l’inizio di un nuovo capitolo per il Paese.

Ha sostenuto che l’Ungheria abbia dimostrato che il declino democratico può essere invertito e che la disinformazione e l’allarmismo possano essere superati attraverso la partecipazione democratica.

La signora Von der Leyen ha inoltre ricordato il coraggio degli studenti e dei lavoratori che, sette decenni prima, avevano affrontato l’oppressione sovietica. La loro lotta, ha sottolineato, dimostrava perché la democrazia e la libertà non potessero mai essere date per scontate.

Ha concluso citando lo scrittore francese Albert Camus, che aveva invocato la solidarietà europea in seguito alla rivolta ungherese, sottolineando la responsabilità degli europei di oggi nel preservare l’unità.

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Costa: Le democrazie non devono mai cedere il passo alla tirannia

Anche il presidente del Consiglio europeo António Costa ha posto al centro del suo discorso il significato storico del 1956.

«Il ricordo della Rivoluzione del 1956 ci ricorda anche che le democrazie non devono abbassare la guardia di fronte alla tirannia e all’imperialismo», ha affermato Costa.

Costa Speech At Hungarian Parliament October

Egli ha descritto la rivolta come un’espressione della determinazione del popolo ungherese a difendere l’indipendenza e l’autodeterminazione, collegandola ad altri momenti decisivi della storia del Paese, tra cui le rivoluzioni del 1848 e la transizione democratica del 1989.

Costa ha inoltre sottolineato che l’integrazione europea non dovrebbe avvenire a scapito dell’identità nazionale. Al contrario, la diversità di lingue, culture, storie e tradizioni dell’UE rafforza la cooperazione tra i suoi membri.

L’adesione all’UE ha trasformato l’economia dell’Ungheria

Nel suo discorso ufficiale pubblicato dal Consiglio europeo, Costa ha messo in evidenza i benefici economici derivanti dall’adesione dell’Ungheria all’UE nel 2004.

Ha osservato che negli ultimi 22 anni l’economia ungherese ha quasi triplicato le proprie dimensioni, mentre gli stipendi medi sono quintuplicati.

Secondo Costa, quasi l’80% delle esportazioni ungheresi è destinato ai paesi dell’UE, mentre quasi il 70% delle importazioni proviene da altri Stati membri, a dimostrazione dell’integrazione dell’Ungheria nel mercato unico europeo.

Tuttavia, egli ha sostenuto che la prosperità economica sia indissolubilmente legata alle istituzioni democratiche, alla governance trasparente, alla libertà di espressione e alla libertà accademica.

Costa ha inoltre citato dati secondo cui l’80% degli ungheresi considera l’Unione europea una fonte di stabilità e ritiene che l’adesione sia estremamente vantaggiosa.

L’eredità del 1956 e il futuro europeo dell’Ungheria

I discorsi sono stati pronunciati esattamente settant’anni dopo lo scoppio della Rivoluzione ungherese del 23 ottobre 1956, quando i manifestanti chiesero libertà politica e la fine del dominio sovietico. La rivolta fu successivamente repressa dall’intervento militare sovietico, costringendo circa 200.000 ungheresi a fuggire dalla propria patria.

Sebbene la von der Leyen si sia concentrata maggiormente sulle riforme dell’Ungheria e sul ripristino dell’accesso ai fondi dell’UE, entrambi i leader europei hanno presentato l’anniversario come un’occasione per ricordare il legame tra democrazia, prosperità e cooperazione europea.

I loro messaggi hanno inoltre rispecchiato un cambiamento più ampio nelle relazioni tra Budapest e Bruxelles a seguito del cambio di governo avvenuto in Ungheria all’inizio di quest’anno.

Per l’Ungheria, il significato immediato risiede nelle rinnovate opportunità in materia di finanziamenti europei, istruzione e ricerca. Per l’UE, l’anniversario ha offerto l’occasione per riaffermare i valori democratici condivisi che entrambi i leader hanno identificato come fondamentali per il futuro dell’Europa.

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