L’Ungheria firma l’accordo sui fondi del SEE e della Norvegia dopo aver perso il precedente ciclo di finanziamenti

L’Ungheria si è ufficialmente assicurata circa 92 miliardi di HUF (250,4 milioni di euro) di finanziamenti attraverso i fondi del Spazio economico europeo (SEE) e della Norvegia per il periodo 2021–2028, a seguito di un accordo firmato a Budapest con la Norvegia, l’Islanda e il Liechtenstein.

L’Ungheria si assicura un ingente ammontare di fondi

L’accordo rende disponibili finanziamenti per progetti che spaziano dalle iniziative ambientali e sanitarie allo sviluppo locale, alla cultura e all’integrazione dei rom. L’accordo è stato firmato dai rappresentanti ungheresi, norvegesi, islandesi e del Liechtenstein presso il Ministero degli Affari Esteri.

Il ministro ungherese per lo Sviluppo rurale e degli insediamenti, Viktória Lőrincz, e il ministro delle Finanze András Kármán hanno partecipato alla cerimonia di firma insieme al ministro degli Affari esteri norvegese Espen Barth Eide, al sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari esteri islandese Martin Eyjólfsson e all’ambasciatore del Liechtenstein, Pascal Schafhauser. L’accordo fa seguito a nuove trattative avviate dal nuovo governo ungherese. Il ministro degli Affari esteri Anita Orbán ha contribuito a riavviare le discussioni nel mese di settembre.

Dove saranno destinati i fondi?

Dei 254,1 milioni di euro disponibili, la quota maggiore — 80 milioni di euro — è destinata alla transizione verde. Altri 42 milioni di euro sosterranno lo sviluppo locale, mentre 25 milioni di euro sono destinati alla sanità. I programmi per la cultura e l’integrazione dei Rom riceveranno ciascuno 16 milioni di euro.

Altri 20 milioni di euro finanzieranno la cooperazione istituzionale e il rafforzamento delle capacità, mentre 9,4 milioni di euro sono destinati al Fondo per le relazioni bilaterali. Il Fondo civile riceverà 26 milioni di euro, con 19,7 milioni di euro riservati ad altre attività e alle spese amministrative.

Il Fondo civile sarà amministrato, monitorato e supervisionato sotto la responsabilità dei paesi donatori. Per la gestione del fondo è stato selezionato un consorzio guidato dalla Fondazione Ökotárs, insieme alla Fondazione Autonómia e alla Fondazione Carpathian–Ungheria.

Il ministro delle Finanze Kármán ha promesso che le procedure di spesa saranno pubbliche e trasparenti, aggiungendo che non andrà perso nemmeno un euro. Ha inoltre affermato che l’Ungheria contribuirà con circa 12 miliardi di HUF (oltre 32,6 milioni di euro) dal proprio bilancio per cofinanziare i programmi.

Perché l’Ungheria non è riuscita a partecipare l’ultima volta

L’accordo rappresenta un significativo passo avanti rispetto al precedente periodo di finanziamento, durante il quale l’Ungheria non ricevette nulla dei quasi 215 milioni di euro ad essa destinati — circa 77 miliardi di HUF all’epoca. La controversia con il precedente governo di Fidesz verteva sulla gestione del Fondo civile.

Le autorità ungheresi e i paesi donatori non sono riusciti a trovare un accordo su un’organizzazione indipendente incaricata di distribuire le sovvenzioni ai gruppi della società civile, rendendo così indisponibile l’intero pacchetto di finanziamenti. Kármán ha criticato la precedente amministrazione per aver permesso che i fondi andassero persi, piuttosto che accettare una supervisione indipendente delle sovvenzioni destinate alla società civile.

Il ministro degli Esteri norvegese Eide ha accolto con favore il nuovo accordo, affermando che la cooperazione, lo Stato di diritto e la fiducia nella democrazia sono essenziali per il futuro dell’Europa. Ha aggiunto che la Norvegia aveva contattato il nuovo governo ungherese dopo le elezioni di aprile per ripristinare le relazioni e raggiungere un accordo.

I finanziamenti sono destinati a sostenere lo sviluppo economico e sociale in tutta l’Ungheria, rafforzando al contempo la cooperazione tra i paesi partecipanti. Il loro impatto dipenderà ora da un’assegnazione trasparente e dall’efficace realizzazione dei progetti nei prossimi anni.

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