A causa di Orbán? La Germania chiede all’UE di eliminare il potere di veto in politica estera

La Germania ha chiesto la revisione di una delle regole decisionali più fondamentali dell’Unione Europea, con il Ministro degli Esteri Johann Wadephul che ha apertamente sostenuto che il blocco dovrebbe abbandonare l’unanimità nella politica estera e di sicurezza. Il motivo potrebbe essere il premier ungherese Orbán?

La proposta arriva dopo settimane di crescente frustrazione a Bruxelles per la decisione del Primo Ministro ungherese Viktor Orbán di bloccare un pacchetto di prestiti da 90 miliardi di euro sostenuto dall’UE per l’Ucraina. Questo ha riacceso il dibattito sulla possibilità che un singolo Stato membro possa ancora bloccare le decisioni strategiche più importanti.

Parlando al Funke Media Group tedesco, Wadephul ha detto che l’UE dovrebbe abolire l’unanimità in queste aree politiche prima della fine dell’attuale ciclo legislativo nel 2029, sostenendo che il blocco deve diventare più capace di agire con decisione sulla scena internazionale. Ha invece sostenuto un sistema di voto a maggioranza qualificata tra i 27 Stati membri, affermando che i recenti stalli sugli aiuti all’Ucraina e sulle sanzioni alla Russia hanno messo in luce le debolezze del quadro attuale, scrive l’Agenzia Anadolu.

Il blocco di Orbán riaccende la frustrazione di Bruxelles

La rinnovata spinta tedesca segue il continuo rifiuto dell’Ungheria di approvare il massiccio pacchetto finanziario per Kyiv, nonostante il prestito sia considerato cruciale per il bilancio di guerra e le esigenze di difesa dell’Ucraina.

Orbán ha legato l’approvazione dell’Ungheria al ripristino del transito del petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba, che attraversa l’Ucraina per raggiungere l’Europa centrale. Budapest ha accusato Kyiv di trattenere deliberatamente il flusso, mentre i funzionari ucraini insistono sul fatto che l’interruzione è seguita ai danni causati da un attacco russo e negano qualsiasi motivazione politica.

Lo stallo è solo l’ultimo esempio della posizione sempre più isolata dell’Ungheria all’interno dell’UE, dove Budapest ha ripetutamente usato il suo potere di veto per ritardare o complicare le decisioni congiunte sulle sanzioni alla Russia, l’assistenza all’Ucraina e le dichiarazioni di politica estera.

PM Orbán war in Europe
Foto: Facebook/Orbán Viktor

Un dibattito più ampio nell’Unione Europea potrebbe essere ormai inevitabile

L’intervento della Germania è significativo perché dimostra che le richieste di indebolire i poteri di veto non sono più limitate agli Stati membri più piccoli, frustrati dalla posizione dell’Ungheria.

Nelle ultime settimane, preoccupazioni simili sono state espresse da altri leader e diplomatici dell’UE, molti dei quali sostengono che l’unanimità sta diventando impraticabile in un periodo di guerra ai confini dell’Europa e di crescente instabilità geopolitica. L’ultima mossa di Orbán potrebbe quindi accelerare un dibattito istituzionale su come il blocco prende le sue decisioni più delicate.

Wadephul ha anche parlato delle prossime elezioni generali in Ungheria del 12 aprile, affermando che spetterà agli elettori ungheresi decidere la direzione politica del Paese, aggiungendo che Berlino collaborerà con qualsiasi governo emerga.

Tuttavia, la tempistica della proposta tedesca lascia pochi dubbi sul fatto che l’ultima battaglia per il veto di Orbán potrebbe causare un dibattito potenzialmente storico sulla riforma dell’UE.

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