BBC World Questions: Il premier Orbán avrà la meglio ad aprile? – video

I relatori del podcast BBC World Questions hanno discusso delle elezioni parlamentari in Ungheria nell’aprile 2026, concentrandosi sulla vittoria del Primo Ministro Viktor Orbán o del suo sfidante del Partito Tisza, Péter Magyar. Le loro previsioni si basano sui sondaggi, sulle pressioni economiche, sulla politica nei confronti dell’Ucraina, sulle accuse di corruzione e sui vantaggi sistemici dell’attuale premier, senza che vi sia un consenso deciso tra di loro.

András László, europarlamentare di Orbán, prevede la vittoria di Fidesz

László considera Fidesz e i suoi alleati cristiano-democratici come i chiari favoriti, citando il loro governo ininterrotto dal 2010 e una “comprovata esperienza” di stabilità in mezzo all’incertezza globale. Sostiene che l’importanza internazionale dell’Ungheria sotto Orbán – sostenuta dai legami con l’amministrazione Trump – ha messo il Paese “sulla mappa”, rendendo Fidesz la “scommessa sicura” nonostante le sue imperfezioni. Per quanto riguarda l’Ucraina, sottolinea l’adempimento da parte di Fidesz dell’impegno assunto nel 2022 di bloccare il transito delle armi e di evitare l’escalation, prevedendo sforzi di pace continui ora allineati con la politica statunitense in evoluzione, in contrasto con quelle che definisce le richieste “irrealistiche” dell’Europa. Aggiungiamo solo che Péter Magyar e il Partito Tisza hanno dichiarato di non trasportare armi in Ucraina. Clicchi e legga la visione di Anita Orbán, diplomatica di punta di Tisza, sulla svolta dell’Ungheria in politica estera.

Viktor Orbán
Foto: FB/Orbán

Tímea Szabó (deputato dei Verdi): Tisza vincerà

Szabó afferma che Tisza trionferà, sostenuta da “tutte le agenzie di sondaggi” che hanno mostrato un vantaggio di mesi, in quanto gli ungheresi sono “stufi” della corruzione di Fidesz, dei fondi UE rubati, dell’economia in ritardo (con un’inflazione elevata e un deficit record) e delle false minacce di guerra – insistendo sul fatto che nessun vicino, come la Polonia, è coinvolto in un conflitto. Inquadra la longevità di Fidesz come consentita dalla demolizione dei controlli e degli equilibri (tribunali e revisioni dei conti catturati), dal dominio dei media (oltre 1.000 punti vendita) e dalla persecuzione delle figure dell’opposizione, tutti fattori che sono costati all’Ungheria miliardi di fondi di coesione dell’UE congelati.

Péter Magyar 2026 election
Foto: FB/Péter Magyar

Boris Kálnoky (giornalista, MCC Media School): Fidesz con il vantaggio

Kálnoky rileva che lo slancio si è spostato verso Fidesz dall’estate, quando Tisza era in testa ai sondaggi, con un’attenzione particolare alla corruzione; ora, le preoccupazioni per il costo della vita si sono attenuate per gli incumbent, la credibilità di Péter Magyar come Primo Ministro è scesa dal 55% al 42% e un numero maggiore di intervistati si aspetta che Orbán vinca, proprio come i sondaggi degli Stati Uniti che hanno anticipato la vittoria di Donald Trump. Egli avverte che un governo Tisza coinvolgerebbe l’Ungheria negli aiuti dell’UE all’Ucraina utilizzando il denaro dei cittadini, convalidando così i timori di un coinvolgimento indiretto nella guerra.

Zsuzsanna Szelényi (accademica CEU): Tisza ha le possibilità

Szelényi, ex deputata liberale, ritiene che le probabilità di Tisza siano “massicciamente più vantaggiose”, in base ai sondaggi e alle ricerche sociali che mostrano il rifiuto della maggioranza di Fidesz, ma avverte che il “partito di Stato” di Orbán potrebbe comunque prevalere grazie a una situazione di disparità: più di 30 modifiche alla legge elettorale (due volte solo nel 2026), la cattura delle risorse statali, il controllo dei media e un sistema di selezione che richiede solo il 45 percento del voto popolare per una maggioranza di Fidesz (contro il 55 percento dell’opposizione). La signora respinge la propaganda di guerra come “irrealistica”, esortando invece a prepararsi ai problemi economici.

Guardi il programma completo qui sotto:

https://www.youtube.com/watch?v=oJG0tnurugk

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