Come Google vuole che Gemini controlli le applicazioni Android, portando l’assistenza AI al livello successivo

Google si sta preparando ad ampliare in modo significativo le capacità del suo assistente AI Gemini su Android, permettendogli potenzialmente di controllare direttamente le applicazioni sui telefoni degli utenti, secondo quanto riferito da un’analisi di una recente versione beta dell’app di Google.

La mossa segnerebbe un passo importante verso la cosiddetta AI agenziale – sistemi di intelligenza artificiale che non si limitano a rispondere alle domande, ma possono eseguire azioni per conto degli utenti.

Dall’assistente all’agente digitale

Secondo Android Police, Google ha già sperimentato l’automazione basata sull’AI. Di recente ha introdotto una funzione di navigazione automatica in Chrome per gli utenti dei livelli AI a pagamento, consentendo al browser di completare le attività in modo autonomo.

Ora, una funzionalità simile sembra essere in arrivo su Android tramite Gemini. Secondo un teardown della versione beta 17.4 dell’app di Google effettuato da 9to5Google, la funzione – internamente denominata in codice “bonobo ” – consentirebbe a Gemini di interagire con le app attraverso l’automazione dello schermo.

In termini pratici, ciò potrebbe consentire agli utenti di chiedere a Gemini di prenotare un passaggio, ordinare del cibo o completare altre attività di routine senza aprire manualmente le singole app.

Diffusione e supporto delle app limitati

Almeno inizialmente, si prevede che le capacità di controllo delle app di Gemini funzionino solo con un numero limitato di app. Ciò è dovuto in gran parte al fatto che le interfacce delle app cambiano frequentemente, rendendo l’automazione più complessa e soggetta a errori.

Il supporto iniziale si concentrerà probabilmente sulle app Google di prima parte, nonché su un piccolo numero di servizi popolari di terze parti, come le piattaforme di ride-hailing o di consegna di cibo.

Si prevede inoltre che la funzione richieda Android 16 QPR3, in quanto Google ha già introdotto il supporto a livello di sistema fondamentale per l’automazione dello schermo in quella release.

Gli utenti mantengono il controllo

Google sottolinea che gli utenti manterranno il pieno controllo mentre Gemini esegue le attività per loro conto. Gli utenti potranno interrompere o riprendere le azioni in qualsiasi momento.

Tuttavia, la funzione solleva anche considerazioni sulla privacy. Secondo le informazioni trovate nel codice dell’applicazione, gli screenshot scattati mentre Gemini interagisce con le app possono essere esaminati da revisori umani addestrati per migliorare i servizi di Google – a condizione che l’utente abbia abilitato il tracciamento delle attività.

Google prevede anche di avvertire gli utenti di non inserire informazioni di pagamento sensibili direttamente nelle chat di Gemini e di evitare di utilizzare le funzioni di automazione durante le emergenze.

Chi avrà accesso?

Sebbene Google non abbia ancora confermato ufficialmente i prezzi e la disponibilità, si prevede che le nuove funzionalità saranno limitate ai livelli a pagamento, come Gemini Pro o Ultra, almeno durante il lancio iniziale.

Si prevede che l’azienda svelerà la funzione in forma beta insieme ad Android 16 QPR3, potenzialmente già a marzo.

Perché questo è importante

Se implementata come previsto, la capacità di Gemini di controllare le app rappresenterebbe un cambiamento importante nel modo in cui le persone interagiscono con gli smartphone, passando dall’uso manuale delle app all’esecuzione di compiti guidati dall’intelligenza artificiale.

Per gli utenti, questo potrebbe significare interazioni quotidiane più veloci e convenienti. Per gli sviluppatori e le autorità di regolamentazione, potrebbe anche suscitare nuovi dibattiti su automazione, privacy e controllo nell’era dei sistemi AI sempre più autonomi.

Sviluppi recenti di Google Gemini AI

L’IA Gemini di Google ha fatto notizia all’inizio del 2026 con espansioni strategiche negli ecosistemi dei consumatori e integrazioni migliorate dei browser. Gli annunci chiave evidenziano il suo ruolo sempre più profondo nella tecnologia di tutti i giorni, dagli assistenti vocali alla navigazione web.

Partnership con Apple per la revisione di Siri

In un importante accordo confermato da documenti interni riportati dalla CNBC, Apple ha scelto i modelli Gemini per alimentare il Siri di prossima generazione, segnando una collaborazione pluriennale. Questa mossa sfrutta le capacità avanzate di Gemini per rivitalizzare l’assistente AI di Apple, che è rimasto indietro rispetto alla concorrenza. L’integrazione promette risposte più intelligenti e contestuali, aumentando la portata del mercato di Gemini attraverso i dispositivi iOS.

Aggiornamenti AI del browser Chrome

Secondo 9to5google.com, le funzionalità basate su Gemini 3 sono state lanciate il 28 gennaio 2026, introducendo una barra laterale multitasking, una sincronizzazione più stretta delle app di Google e un editing innovativo delle immagini tramite gli strumenti Nano Banana. Inoltre, Gemini è destinato a sostituire completamente l’Assistente Google sui dispositivi Android nel corso del 2026, semplificando le interazioni vocali su tutte le piattaforme. Questi aggiornamenti consentono la gestione proattiva dei compiti, come la ricerca automatizzata e la personalizzazione.

Momento di espansione dell’ecosistema

All’inizio del 2025, Google ha presentato Gemini 2.5 con “Uso del computer” per il controllo autonomo di app e browser, aprendo la strada all’AI agenziale. Gli outlet ungheresi, come Hir36, tengono traccia di questi dati al minuto, riflettendo il fermento globale in Europa. Mentre la concorrenza dell’AI si riscalda, la spinta trasversale di Gemini la posiziona come una potenza versatile.

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