Due turiste ungheresi aggredite sessualmente dopo aver accettato un passaggio in Sicilia: si attende il verdetto

Un tribunale di Catania, in Sicilia, ha fissato per lunedì il processo di tre cittadini marocchini accusati di aver aggredito sessualmente due donne ungheresi sull’isola italiana, con un verdetto che potrebbe essere emesso lo stesso giorno, secondo le informazioni ottenute da MTI.
Uomini marocchini hanno aggredito sessualmente turiste ungheresi in Sicilia
I procuratori hanno accusato gli uomini di violenza sessuale di gruppo. L’accusa include anche il possesso di droga e le accuse di aver costretto le vittime a consumare narcotici.
L’accusa ritiene che il reato sia stato sufficientemente provato e che non siano necessarie ulteriori indagini. Gli imputati hanno richiesto una procedura rapida, il che significa che il tribunale potrebbe emettere una sentenza alla prima udienza.
Secondo la legge italiana, le sentenze emesse attraverso questa procedura sono automaticamente ridotte di un terzo.
Procedimenti a porte chiuse e sentenze ridotte
I processi rapidi in Italia si svolgono a porte chiuse. In caso di condanna, gli imputati beneficerebbero della riduzione della pena, anche se potrebbero essere applicate ulteriori riduzioni in caso di rinuncia al diritto di appello.
I tre sospetti – due di 23 e uno di 25 anni – sono stati detenuti in un carcere vicino a Paternò, nei pressi di Catania. Al momento dell’incidente, tutti e tre avrebbero risieduto in Italia come migranti irregolari, anche se questo status non è soggetto a punizione nel procedimento in corso.

Le vittime rimangono assenti a causa del trauma
Le due donne ungheresi non parteciperanno all’udienza. Il loro avvocato, Massimiliano Scaringella, ha dichiarato a MTI che le sue clienti hanno subito un grave trauma psicologico e desiderano rimanere assenti per proteggere la loro privacy.
Facendo riferimento a un caso simile, ha osservato che lo stesso tribunale aveva precedentemente inflitto una pena di 12 anni e otto mesi. Nel caso in questione, si aspetta una pena detentiva di circa otto anni per ciascun imputato.
Se gli uomini decidono di non fare appello dopo la sentenza, potrebbe essere applicata un’ulteriore riduzione di un sesto.
Cosa è successo sul lungomare di Catania
L’incidente è stato riportato per la prima volta dal quotidiano siciliano La Sicilia il 5 settembre, poi condiviso dal Daily News Hungary lo stesso giorno:
Secondo i resoconti della stampa italiana, i due turisti hanno accettato un passaggio per tornare al loro alloggio da due dei sospetti mentre si trovavano sul lungomare di Catania. Invece, sono state accompagnate in una località remota, dove un terzo complice le ha raggiunte.
Le donne sono state presumibilmente costrette ad assumere cocaina e sono state sottoposte ad atti sessuali contro la loro volontà.
La polizia è riuscita a rintracciare il gruppo nella vicina città di Paternò, dopo che la sorella di una vittima ha denunciato la scomparsa delle donne e ha attivato un servizio di localizzazione dei telefoni cellulari, consentendo agli agenti di individuare il dispositivo.
Le vittime hanno poi presentato una denuncia formale e sono state interrogate dalle autorità.
La violenza sessuale trattata come crimine prioritario
In precedenza, il sostituto procuratore capo di Catania Sebastiano Ardita ha dichiarato che, dopo la condanna, gli uomini dovranno scontare la loro pena detentiva in Italia o nel loro Paese d’origine, a condizione che sia garantita la piena esecuzione della sentenza in quel Paese.
Ha sottolineato che i casi di violenza sessuale sono trattati come una priorità dai procuratori e dai tribunali italiani. Ha anche osservato che, secondo il diritto penale italiano, non esiste una distinzione legale tra “violenza sessuale” e “aggressione sessuale”, il che significa che anche gli atti non penetrativi costituiscono reati gravi.

