Giornata Internazionale della Lingua Madre: Perché la lingua ungherese è uno dei tesori più unici d’Europa

Ogni anno, il 21 febbraio, il mondo celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre, un’iniziativa lanciata dall’UNESCO per promuovere la diversità linguistica e proteggere le lingue in pericolo. Sebbene in tutto il mondo si parlino migliaia di lingue, poche sono così caratteristiche – o così intriganti per gli estranei – come l’ungherese.

Per i visitatori e gli espatriati in Ungheria, l’ungherese può sembrare completamente sconosciuto all’inizio. A differenza della maggior parte delle lingue europee, non assomiglia alle lingue tedesche, slave o romanze. Questo perché l’ungherese appartiene ad una famiglia linguistica completamente diversa, il che lo rende uno dei veri e propri “outlier” del continente.

Non è indoeuropeo – e ne è orgoglioso

L’ungherese (magyar) fa parte del ramo ugro-finnico della famiglia linguistica uralica, il che significa che è più strettamente imparentato con il finlandese e l’estone che con le lingue dei Paesi vicini. Questo spiega perché anche le parole di base differiscono in modo così marcato.

Mentre “acqua” è Wasser in tedesco e víz in ungherese, e “grazie” diventa köszönöm piuttosto che qualcosa di riconoscibile per i parlanti indoeuropei, queste differenze riflettono una storia linguistica lunga e indipendente che risale a oltre mille anni fa.

Le tribù ungheresi portarono la lingua nel bacino dei Carpazi alla fine del IX secolo e, nonostante i secoli di dominio straniero e di pressione culturale, la lingua sopravvisse e fiorì.

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Foto: depositphotos.com

Una grammatica che sorprende i nuovi arrivati

Molti studenti descrivono l’ungherese come impegnativo ma anche logico.

Invece delle preposizioni, l’ungherese utilizza dei suffissi legati alle parole. Per esempio:

  • BudapestBudapesten (a Budapest)
  • ház (casa) → házban (in casa)

Questa struttura agglutinante significa che le parole lunghe possono esprimere ciò che in inglese richiederebbe intere frasi.

L’ungherese ha anche:

  • nessun genere grammaticale
  • ordine delle parole flessibile
  • circa 18 casi
  • regole estese sull’armonia delle vocali

A prima vista, può sembrare complesso, ma molti studenti trovano la sua coerenza rinfrescante una volta compreso il sistema.

Una lingua di creatività

L’ungherese è notoriamente espressivo. I parlanti spesso creano nuove parole attraverso composti e suffissi giocosi, conferendo alla lingua una qualità poetica. È anche ricca di espressioni idiomatiche che possono suonare divertenti se tradotte letteralmente.

La lingua ha ispirato generazioni di scrittori e poeti, tra cui l’icona nazionale Sándor Petőfi, le cui opere hanno avuto un ruolo chiave nella rivoluzione del 1848 e rimangono oggi centrali per l’identità ungherese.

Quante persone parlano l’ungherese?

Circa 13-15 milioni di persone parlano ungherese in tutto il mondo. La maggior parte vive in Ungheria, ma esistono comunità consistenti anche nei Paesi vicini, a causa dei cambiamenti storici dei confini.

Nelle città come Budapest, l’inglese è ampiamente parlato, soprattutto tra le generazioni più giovani. Tuttavia, la gente del posto apprezza molto quando gli stranieri tentano di pronunciare anche solo qualche parola in ungherese. Frasi semplici come szia (ciao), köszönöm (grazie) o egészségedre (salute) possono fare molta strada.

Una lingua da celebrare

La Giornata Internazionale della Lingua Madre ci ricorda che le lingue sono più che strumenti di comunicazione: portano con sé storia, cultura e identità. La sopravvivenza dell’ungherese attraverso secoli di cambiamenti politici e sociali è una testimonianza della resilienza dei suoi parlanti.

Per i viaggiatori e gli espatriati, imparare anche solo le basi offre più di un vantaggio pratico: apre una finestra sull’umorismo, le tradizioni e il modo di pensare del Paese.

In questo giorno, non c’è momento migliore per provare la sua prima frase in ungherese.

Boldog anyanyelvi napot! – Buona Giornata della Lingua Madre!

Se se l’è persa:

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