Gli ingegneri ungheresi sviluppano una tecnologia di monitoraggio del carico dei ponti in tempo reale

Il sovraccarico dei camion, l’invecchiamento delle strutture e il traffico in costante aumento rappresentano una sfida crescente per le reti stradali di tutto il mondo. Ora, un team di ingegneri ungheresi ha sviluppato una tecnologia innovativa in grado di monitorare in tempo reale il carico esatto a cui sono sottoposti i ponti.

Misurazioni più accurate, meno buche

Una delle maggiori innovazioni dello sviluppo risiede nel posizionamento dei sensori di carico degli assi. Invece di inserirli nella superficie dell’asfalto, gli ingegneri di BridgeAid attaccano i sensori direttamente alla parte inferiore del ponte. Questo approccio rappresenta un importante miglioramento rispetto ai sistemi tradizionali, in quanto le misurazioni non sono più falsate dalla deformazione della superficie, dall’espansione termica o da potenziali danni alla strada. L’innovazione non offre quindi solo una novità tecnologica, ma anche una raccolta dati più affidabile e stabile.

L’installazione è anche molto più semplice: non è necessario chiudere la strada, tagliare l’asfalto o limitare il traffico, il che significa che gli automobilisti non notano quasi alcun intervento. I sensori inseriti nell’asfalto possono creare punti deboli nella superficie: l’acqua può infiltrarsi lungo i tagli, congelare durante l’inverno e accelerare il deterioramento della pavimentazione, provocando buche. Il montaggio dei sensori sotto il ponte elimina questi problemi e offre una soluzione più precisa e sostenibile a lungo termine per i gestori delle infrastrutture.

L’intelligenza artificiale analizza i carichi in tempo reale

Il sistema non si limita a raccogliere i dati, ma li analizza: questa è la seconda innovazione chiave del progetto. I segnali raccolti dai sensori vengono elaborati da un algoritmo di intelligenza artificiale sviluppato su misura e addestrato su modelli numerici. Questo sistema basato sull’AI è in grado di determinare il numero di assi di un veicolo, la sua velocità e il carico trasferito alla struttura, sia per asse che in totale.

La tecnologia è stata testata in un progetto pilota sul Ponte Monostori a Komárom, dove le misurazioni sono state confrontate con quelle dei Servizi nazionali di pagamento dei pedaggi dell’Ungheria (Magyar Közút Zrt.). Secondo i risultati, l’innovazione ungherese ha fornito risultati più precisi rispetto ai sistemi convenzionali incorporati nell’asfalto attualmente in uso.

Gemello digitale: un ponte ‘vivo’

Lo sviluppo incorpora anche un’altra innovazione moderna: il concetto di gemello digitale. Si tratta di una replica digitale del ponte che monitora continuamente le condizioni della struttura utilizzando i dati dei sensori. Il sistema consente agli ingegneri non solo di reagire ai problemi in modo retrospettivo, ma anche di prevedere i processi di fatica e di stimare la durata di vita residua della struttura.

La tecnologia è particolarmente tempestiva, poiché molti ponti europei sono stati costruiti durante l’ondata di ricostruzione del secondo dopoguerra e si stanno avvicinando alla fine della loro vita utile. Innovazioni come questa possono aiutare a prevenire guasti catastrofici, come il crollo del ponte Morandi a Genova nel 2018, che ha causato 43 vittime.

Un mercato di centinaia di migliaia di persone

BridgeAid è nato come spin-off universitario, e il team sta ora puntando ai mercati internazionali. L’Europa e gli Stati Uniti ospitano centinaia di migliaia di ponti stradali e ferroviari, che rappresentano un enorme mercato potenziale per questa tecnologia.

L’azienda sta esplorando collaborazioni governative (B2G) e partnership industriali (B2B2G) per garantire che l’innovazione sia ampiamente implementata. Sebbene il processo decisionale per i progetti infrastrutturali sia intrinsecamente lento, gli ingegneri sostengono che la vera questione non è quanto costa l’implementazione dell’innovazione, ma quali sono le conseguenze finanziarie della mancanza di dati accurati e di un approccio preventivo.

Fonte: Forbes.hu

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