I leader dell’UE si incontrano per affrontare i rischi migratori legati alla guerra in Medio Oriente

I leader dell’UE si sono incontrati giovedì per discutere le misure per gestire i rischi migratori legati alla guerra in Medio Oriente, prima del vertice dei leader, secondo una dichiarazione dell’ufficio del Primo Ministro italiano.
“A margine della riunione del Consiglio Europeo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, insieme al Primo Ministro danese Mette Frederiksen e al Primo Ministro olandese Rob Jetten, ha tenuto oggi un altro incontro informale con alcuni degli Stati membri che hanno più interesse a soluzioni innovative per la gestione della migrazione, e in particolare al rafforzamento del quadro giuridico relativo ai rimpatri”, ha dichiarato.
All’incontro hanno partecipato Italia, Danimarca, Paesi Bassi, Austria, Belgio, Bulgaria, Amministrazione greco-cipriota, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Ungheria, Lettonia, Malta, Polonia, Slovacchia, Svezia e la Commissione Europea.
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha illustrato il lavoro della Commissione sulla migrazione, concentrandosi sui passi per affrontare i rischi del conflitto in Medio Oriente e sui progressi del nuovo Regolamento sui Rimpatri.
La dichiarazione ha aggiunto che Meloni si è detta soddisfatta dei progressi, tra cui il nuovo elenco UE di Paesi sicuri e il concetto di ‘Paese terzo sicuro’.
Ha anche evidenziato una lettera inviata insieme a Frederiksen in cui si chiede un sostegno europeo più forte per le popolazioni colpite dal conflitto in Medio Oriente e un migliore coordinamento in caso di nuove ondate migratorie, con l’obiettivo di evitare il ripetersi della crisi migratoria del 2015.
I leader hanno concordato di “continuare a mantenere uno stretto coordinamento operativo sulle questioni discusse, anche in vista dei prossimi vertici europei”.
Le tensioni in Medio Oriente rimangono alte da quando gli Stati Uniti e Israele hanno avviato una campagna militare su larga scala contro l’Iran, che finora ha ucciso più di 1.300 persone, tra cui l’allora Guida Suprema Ali Khamenei.
Teheran si è vendicata, colpendo le basi statunitensi nella regione del Golfo, e ha assunto il controllo de facto dello Stretto di Hormuz, una via d’acqua critica per le forniture energetiche globali.
Un attacco aereo israeliano ha preso di mira il lato iraniano del giacimento di gas South Pars mercoledì, bloccando la produzione di due importanti raffinerie. L’Iran si è vendicato e ha preso di mira strutture energetiche negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar e in Arabia Saudita.
Il conflitto nel Medio Oriente potrebbe innescare una crisi migratoria, avvertono i Patrioti del Parlamento europeo in vista del Vertice UE
I Patrioti, un partito politico che raggruppa diversi partiti di destra ed euroscettici del Parlamento europeo, il partito ungherese Fidesz, hanno avvertito giovedì che l’escalation delle tensioni in Medio Oriente potrebbe innescare una nuova crisi migratoria e di sicurezza in Europa.
In una dichiarazione in vista della riunione del Consiglio Europeo, il gruppo ha affermato che l’UE non è “adeguatamente preparata” per i potenziali flussi migratori, sostenendo che l’attuale quadro migratorio del blocco è insufficiente per prevenire gli arrivi di massa.
“La situazione in Medio Oriente potrebbe innescare una nuova crisi migratoria e di sicurezza per la quale l’Europa non è adeguatamente preparata”, hanno affermato.
Hanno chiesto una protezione più forte delle frontiere esterne dell’UE e maggiori sforzi da parte degli Stati membri per rendere sicure le frontiere nazionali, descrivendo l’attuale quadro migratorio come “inadeguato”.
Hanno anche messo in guardia dalle crescenti minacce alla sicurezza interna, incluso il terrorismo, esortando la Commissione Europea e le autorità competenti a garantire la sicurezza dei cittadini europei.
I leader hanno anche espresso il loro sostegno per “un Iran stabile e sicuro, dove il popolo iraniano possa vivere liberamente”, ma hanno sottolineato che la situazione regionale più ampia potrebbe avere conseguenze dirette sull’Europa.
Hanno anche sollevato preoccupazioni sulla sicurezza energetica, avvertendo che la crisi potrebbe interrompere l’approvvigionamento e far salire i prezzi, colpendo in particolare i Paesi senza sbocco sul mare.
Il gruppo ha esortato la Commissione Europea a dare priorità alla stabilità energetica e a sostenere gli Stati membri, sottolineando al contempo la sovranità nazionale e chiedendo cambiamenti politici per affrontare i rischi economici e di sicurezza.

