Il viaggio nel tempo potrebbe diventare una realtà? Le stringhe cosmiche potrebbero avere la risposta

Finora il viaggio nel tempo è diventato realtà solo nel regno della fantascienza, ma la fisica moderna sta ponendo domande sempre più audaci sulla natura dello spazio-tempo. Secondo alcune teorie, le “cicatrici” cosmiche lasciate dai primi momenti dell’universo – note come stringhe – potrebbero non solo raccontare la storia della nascita del cosmo, ma anche accennare alla possibilità di viaggiare nel passato.

L’idea del viaggio nel tempo affascina l’umanità da secoli. Mentre la maggior parte delle persone la considera una mera fantasia, alcuni fisici sostengono che l’universo potrebbe contenere strutture che, almeno in teoria, potrebbero consentire un ritorno al passato. Questi fenomeni particolari sono conosciuti come stringhe cosmiche e sono descritti come ‘cicatrici’ che risalgono ai primi momenti dell’universo.

Stringhe cosmiche e Big Bang

All’alba dei tempi, l’universo esisteva in uno stato estremamente caldo, denso e ad alta energia. Quando si verificò il Big Bang, circa 13,8 miliardi di anni fa, l’energia liberata si divise in quattro interazioni fondamentali: gravità, elettromagnetismo e forze nucleari deboli e forti.

Come nota Popular Mechanics, si ritiene che questa trasformazione non sia avvenuta senza lasciare traccia, in quanto si sono formate delle impronte permanenti nel tessuto stesso dello spazio-tempo.

Si tratta delle cosiddette stringhe cosmiche, il cui comportamento è difficile da immaginare a prima vista, ma che possono assomigliare a smagliature sulla pelle umana o a crepe che si formano nel ghiaccio durante il congelamento. Alcuni fisici ritengono che queste strutture possano esistere ancora oggi nell’universo, apparentemente in modo passivo, eppure studiarle potrebbe rivelarsi cruciale per capire come funzionava l’universo primordiale – e, secondo alcune teorie, anche per realizzare il viaggio nel tempo.

I loop temporali e la teoria della relatività di Einstein

Secondo Ken Olum, professore di ricerca presso la Tufts University, due stringhe cosmiche che si muovono parallelamente l’una all’altra potrebbero insieme piegare lo spazio-tempo in modo tale da creare una curva temporale chiusa. Questo concetto descrive essenzialmente un anello temporale: se qualcuno lo attraversasse, tornerebbe al punto di partenza, ma in un momento precedente. In questo senso, le stringhe cosmiche potrebbero teoricamente funzionare come una sorta di macchina del tempo naturale.

Questa forma di viaggio nel tempo è particolarmente intrigante perché è coerente con la teoria generale della relatività di Einstein, che afferma che gli oggetti massicci possono distorcere lo spazio-tempo e, in determinate condizioni, persino permettere di scavalcare le regole consuete del tempo. Le stringhe cosmiche appartengono a questo stesso quadro concettuale e forniscono una base teorica per altre idee legate al viaggio nel tempo.

Quindi, il viaggio nel tempo è possibile?

Tutto questo, tuttavia, non significa che il viaggio nel tempo sia vicino a diventare fattibile nella pratica. Uno dei maggiori ostacoli è la straordinaria velocità richiesta: perché il modello funzioni, sarebbe necessario un movimento vicino alla velocità della luce, che richiede una quantità sorprendente di energia – un aspetto di cui abbiamo parlato anche in un articolo precedente .

Secondo la teoria della relatività di Einstein, più un oggetto si muove velocemente, più energia è necessaria per accelerarlo ulteriormente. Attualmente, non esiste una tecnologia in grado di raggiungere questo obiettivo. Tuttavia, non tutti i fisici respingono completamente l’idea del viaggio nel tempo.

La ricerca continua

Attualmente, la domanda chiave è se le stringhe cosmiche esistano davvero. Una svolta potrebbe arrivare dalla collaborazione di ricerca NANOGrav, che rileva le onde gravitazionali a bassa frequenza analizzando i segnali delle pulsar. Questo metodo permette di identificare cambiamenti quasi impercettibili che influenzano lo spazio-tempo. Nel 2020, il gruppo ha identificato un segnale che non corrisponde ai modelli prodotti dai buchi neri e potrebbe essere coerente con la teoria delle superstringhe cosmiche.

L’ipotesi delle superstringhe cosmiche deriva dalla teoria delle stringhe, che propone che l’universo sia composto da più dimensioni di quelle che possiamo percepire. In questo modello, le particelle elementari sono sostituite da piccole corde vibranti, con modalità vibrazionali diverse che corrispondono a particelle diverse. Se queste stringhe sono state allungate fino a lunghezze estreme nell’universo primordiale, potrebbero essere diventate superstringhe cosmiche che, sebbene più rare, sono teoricamente più facili da rilevare.

I nuovi dati attesi nei prossimi anni, insieme al rilevatore spaziale LISA, il cui lancio è previsto per il 2034, potrebbero aiutare a determinare se questi segnali provengono davvero da stringhe cosmiche. Se confermato, questo non solo getterebbe la possibilità teorica del viaggio nel tempo in una nuova luce, ma trasformerebbe fondamentalmente la nostra comprensione della fisica. Fino ad allora, il viaggio nel tempo rimane una delle domande più affascinanti – e più misteriose – dell’universo.

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