La Russia nega l’invio di agenti dell’intelligence a Budapest per influenzare le elezioni ungheresi

L’Ambasciata russa a Budapest ha respinto pubblicamente le accuse secondo cui agenti dell’intelligence russa sarebbero arrivati di recente in Ungheria per influenzare le prossime elezioni del Paese. La smentita è arrivata in un insolito post su Facebook, rispondendo alla domanda di un giornalista sulle notizie di un’operazione segreta legata allo stratega politico russo Sergei Kiriyenko.
L’Ambasciata respinge le affermazioni di interferenza elettorale
La dichiarazione è stata pubblicata dall’Ambasciata della Federazione Russa in Ungheria dopo che la giornalista di RTL Fruzsina Molnár aveva chiesto se una delegazione russa di tre membri avesse lavorato a Budapest sotto la guida di Sergei Kiriyenko o Vadim Titov.
Secondo quanto riferito, le domande di Molnár sono state sollecitate dalle informazioni pubblicate dal giornalista investigativo Szabolcs Panyi nella newsletter di VSquare (di cui abbiamo parlato anche QUI). Secondo Panyi, tre persone collegate al servizio di intelligence militare russo, il GRU, sono arrivate a Budapest diverse settimane fa. La loro presunta missione sarebbe quella di influenzare la campagna elettorale ungherese in modo simile alle operazioni che sarebbero state condotte in Moldavia.
Nella sua risposta, l’ambasciata ha respinto le affermazioni come speculazioni e disinformazione.
“Nessuna delegazione russa guidata da Sergei Kiriyenko o Vadim Titov lavora presso l’ambasciata”, si legge nella dichiarazione, aggiungendo che l’articolo di Panyi contiene “informazioni non verificate e apertamente false”.
Il giornalista conferma la sua relazione e fornisce ulteriori dettagli
Panyi ha poi risposto alla dichiarazione dell’ambasciata, sostenendo che il suo reportage si basava su più fonti indipendenti. Nel suo post, Panyi ha fornito ulteriori dettagli e ha difeso la sua relazione dopo essere stato criticato dall’Ambasciata russa.
Secondo il giornalista, sia Sergei Kiriyenko che Vadim Titov avrebbero diretto la presunta operazione dalla Russia, mentre il team inviato a Budapest avrebbe gestito i compiti che richiedono la presenza fisica. Ha ribadito che la maggior parte delle attività di influenza sono probabilmente svolte online dal territorio russo.
Panyi ha anche affermato che i tre presunti agenti del GRU sono arrivati a Budapest alla fine di gennaio, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno condiviso l’intelligence sulla questione con i partner l’11 febbraio. Secondo lui, anche diversi servizi di intelligence europei stanno monitorando da vicino l’operazione.
Il giornalista investigativo ha sottolineato che da oltre un decennio si occupa dell’influenza russa in Ungheria e ha affermato che le informazioni contenute nel suo articolo si basano su molteplici fonti indipendenti. Ha anche ricordato il suo coinvolgimento nel progetto internazionale “Kremlin Leaks” nel 2024, che ha analizzato i documenti trapelati dall’amministrazione presidenziale russa, compresi i materiali legati al dipartimento di Kiriyenko.
Secondo Panyi, i documenti hanno rivelato l’esistenza di una vasta rete di cosiddette organizzazioni autonome senza scopo di lucro utilizzate dal Cremlino per produrre propaganda online e coltivare influencer sotto la supervisione di Kiriyenko.
L’Ambasciata critica il politico dell’opposizione
La dichiarazione dell’ambasciata ha anche criticato Péter Magyar, leader del Partito Tisza, che recentemente ha sollevato preoccupazioni simili sui social media.
Magyar ha scritto che, sulla base di informazioni provenienti da più fonti, membri del GRU erano già presenti a Budapest da settimane con l’obiettivo di influenzare i risultati delle elezioni ungheresi. Ha paragonato la presunta situazione alle precedenti attività di influenza russa in Moldavia.
L’Ambasciata russa ha messo in dubbio le motivazioni di Magyar, suggerendo che potrebbe sollevare la questione perché il suo sostegno politico non è abbastanza forte.
“Forse dovrebbe scegliere consiglieri migliori”, ha scritto il servizio stampa dell’ambasciata.
La reazione online solleva ulteriori domande
La risposta pubblica dell’ambasciata ha scatenato un’ondata di reazioni scettiche sui social media.
Diversi commentatori hanno messo in dubbio il motivo per cui la dichiarazione menzionasse Magyar, dato che la richiesta originale era stata fatta da un giornalista.
Alcuni utenti hanno sostenuto che il coinvolgimento del politico dell’opposizione nella risposta stessa costituiva un messaggio politico, mentre altri hanno accusato l’ambasciata di intervenire indirettamente nei dibattiti politici ungheresi.

