L’ungherese MOL acquisirà la quota di maggioranza della NIS serba dalla Russia: cosa significa per la regione

Il gigante ungherese dell’energia MOL sta per acquisire la maggioranza della serba Naftna Industrija Srbije (NIS), un accordo che potrebbe ridisegnare l’approvvigionamento regionale di carburante e rafforzare l’influenza dell’Ungheria nei Balcani.

Dettagli e tempistica dell’acquisizione

All’inizio di questa settimana, è stato confermato che MOL acquisterà la quota russa del 56,15% di NIS, precedentemente detenuta da Gazprom e dalla sua filiale Gazpromneft. L’accordo prevede anche l’ingresso della società energetica emiratina ADNOC come partner strategico, mentre lo Stato serbo prevede di aumentare la sua partecipazione dal 29,9% al 34,9%.

Secondo il Direttore strategico di MOL, György Bacsa, è già stata firmata una lettera d’intenti vincolante con i venditori russi, che costituisce la base dell’imminente accordo di acquisto. Bacsa ha rivelato in un recente podcast di MOL Talks che la società mira a finalizzare l’acquisizione entro la fine di marzo, dopodiché inizieranno le procedure di chiusura.

“Abbiamo anche firmato un memorandum con il Governo serbo, che conferma il suo sostegno all’ingresso di MOL. Le forme di sostegno saranno successivamente formalizzate in un accordo bilaterale tra Ungheria e Serbia”, ha dichiarato Bacsa.

MOL deterrà infine una quota di maggioranza e fungerà da partner di controllo in una joint venture con ADNOC, mentre l’azienda emiratina assumerà una posizione di minoranza. Bacsa ha sottolineato che l’ingresso di ADNOC nel mercato europeo rende la joint venture particolarmente interessante.

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Via libera normativo e conformità alle sanzioni

La transazione richiede l’approvazione di diverse autorità, tra cui i regolatori russi e statunitensi. È incoraggiante notare che l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) degli Stati Uniti ha esteso il permesso temporaneo per le operazioni NIS, consentendo a MOL di procedere mentre la raffineria serba opera sotto la sorveglianza delle sanzioni.

“È fondamentale che NIS venga rimossa dall’elenco delle sanzioni statunitensi per garantire operazioni regolari e ininterrotte”, ha osservato Bacsa.

Importanza strategica e impatto sul mercato

Anche se è improbabile che i consumatori ungheresi vedano un abbassamento dei prezzi del carburante a seguito dell’acquisizione, gli esperti affermano che l’accordo migliora significativamente la sicurezza dell’approvvigionamento regionale. Holoda Attila, analista dell’energia, spiega che la rete di tre raffinerie di MOL in Europa centrale – tra cui Százhalombatta, Bratislava e ora Pančevo in Serbia – consente operazioni più stabili, soprattutto in caso di emergenze come le interruzioni della raffineria di Százhalombatta dello scorso anno.

Secondo Szeretlek Magyarország, la raffineria di Pančevo, che lavora circa 90.000 barili al giorno, è integrata da quasi 400 stazioni di rifornimento in tutta la Serbia e posiziona MOL per espandere la sua impronta nei mercati vicini, tra cui Bosnia-Erzegovina e Romania. Holoda sottolinea che l’esperienza di MOL nell’ottimizzazione delle catene di approvvigionamento e delle operazioni di raffinazione aumenterà probabilmente la produzione e l’esplorazione di idrocarburi in Serbia, sfruttando quasi un secolo di esperienza nel bacino pannonico.

Considerazioni finanziarie e risposta degli investitori

Il prezzo di acquisto preciso non è stato reso noto, anche se gli analisti lo stimano in circa 1,4-1,5 miliardi di euro. MOL è ben posizionata per finanziare l’acquisizione, data la sua solida capacità di dividendo e l’accesso ai finanziamenti bancari.

Gli investitori hanno reagito positivamente: Le azioni MOL sono balzate del 6,7% venerdì rispetto alla settimana precedente, segnando un aumento del 26% dall’inizio dell’anno. I prezzi delle azioni hanno brevemente toccato i massimi storici di 3.922 HUF, livelli che non si vedevano da prima della crisi finanziaria del 2007.

Una visione a lungo termine per i Balcani

Bacca ha sottolineato che MOL considera la Serbia come un mercato strategico, con l’obiettivo di diventare l’operatore dominante. Ha paragonato l’acquisizione alle precedenti importanti mosse in Croazia (INA) e Slovacchia (Slovnaft), descrivendola come una “opportunità storica” per rafforzare l’influenza regionale di MOL.

“Il nostro obiettivo non dichiarato è sempre stato quello di raggiungere la più alta posizione di mercato possibile in Serbia. Vogliamo essere l’operatore più grande”, ha detto Bacca.

Holoda sottolinea che l’acquisizione rappresenta anche una forma di “profitto di guerra a livello statale”, in quanto MOL beneficia dello sconto sul petrolio russo a causa delle sanzioni, mantenendo i prezzi del carburante in linea con i mercati internazionali. Sebbene i consumatori non vedano alcun risparmio immediato, l’accordo rafforza la posizione strategica dell’Ungheria e di MOL nella regione.

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