L’Ungheria ha concesso l’asilo a due cittadini polacchi, e la Polonia non è contenta – AGGIORNAMENTO: Ambasciatore convocato

L’Ungheria ha recentemente concesso asilo a due cittadini polacchi. Varsavia ha criticato pubblicamente questa mossa in quanto mina la solidarietà europea e le relazioni bilaterali. L’annuncio, riportato da diversi media polacchi e ungheresi, segue un modello di offerta di rifugio da parte dell’Ungheria a personaggi polacchi di alto profilo.
Secondo il Ministero degli Affari Esteri polacco, le autorità ungheresi hanno informato il Consiglio dell’Unione Europea della loro decisione poco prima del Natale 2025, secondo quanto riportato da TVN24. Tuttavia, le identità delle due persone non sono state rivelate. I funzionari polacchi hanno richiesto formalmente i dettagli alle loro controparti ungheresi ma, fino a venerdì, non avevano ricevuto alcuna risposta.

La Polonia avverte l’Ungheria
“Il Governo polacco si rammarica dei recenti passi compiuti dalle autorità ungheresi, che hanno un impatto negativo sulle nostre relazioni bilaterali e contravvengono ai principi della solidarietà europea”, ha dichiarato il portavoce del MAE polacco Maciej Wewiór. Il ministero ha anche osservato che Varsavia aveva precedentemente messo in guardia Budapest da azioni che potrebbero erodere la fiducia nei sistemi giudiziari degli Stati membri dell’UE.
Sebbene i due beneficiari dell’asilo non siano stati identificati ufficialmente, i rapporti suggeriscono un potenziale collegamento con Zbigniew Ziobro, l’ex Ministro della Giustizia polacco, e con la sua consorte, che hanno entrambi affrontato un esame legale in Polonia. In precedenza, nel dicembre 2024, l’Ungheria ha concesso l’asilo politico a Marcin Romanowski, ex Vice Ministro della Giustizia polacco, ricercato in Polonia per 11 reati finanziari.
Previste ripercussioni diplomatiche
I media polacchi indicano che l’ambasciatore dell’Ungheria a Varsavia sarà probabilmente convocato al Ministero degli Esteri polacco nei prossimi giorni per discutere ulteriormente la questione, scrive Telex. I diplomatici hanno avvertito che le azioni dell’Ungheria potrebbero intensificare le tensioni tra i due alleati dell’Europa centrale e attirare una maggiore attenzione all’interno delle istituzioni dell’UE.
Questi sviluppi sono un altro capitolo della relazione politica e giudiziaria sempre più sensibile tra l’Ungheria e la Polonia. Questi due Paesi si coordinano spesso sulle questioni dell’UE, ma di recente hanno divergenze sulle questioni dello Stato di diritto e della responsabilità giudiziaria.
AGGIORNAMENTO: Varsavia convoca l’ambasciatore ungherese
Varsavia ha formalmente convocato l’ambasciatore dell’Ungheria, in seguito alle notizie secondo cui il governo Orbán avrebbe concesso l’asilo politico ad altri cittadini polacchi legati all’ex dirigenza della giustizia polacca, come riporta 24.hu.
Appena un giorno dopo che il giornalista investigativo Szabolcs Panyi ha riferito sul caso nella sua newsletter VSquare, il Ministero degli Esteri polacco ha confermato venerdì che l’ambasciatore ungherese a Varsavia è stato convocato per esprimere le obiezioni del governo polacco alle recenti decisioni ungheresi, che secondo i funzionari minano la cooperazione con l’UE e le relazioni bilaterali.
Varsavia chiede spiegazioni a Budapest
Secondo il portavoce del Ministero degli Esteri polacco, Maciej Wewiór, la Polonia ha richiesto all’Ungheria informazioni dettagliate su quali cittadini polacchi hanno ottenuto l’asilo e in quali circostanze. La richiesta fa seguito alla notifica dell’Ungheria alle istituzioni dell’UE, avvenuta a dicembre, di aver emesso nuove decisioni in materia di asilo che riguardavano cittadini polacchi.
“Finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta”, ha detto Wewiór, aggiungendo che la Polonia considera le recenti azioni dell’Ungheria con rammarico, in quanto influenzano negativamente i legami bilaterali e indeboliscono il principio della solidarietà europea.
La questione è stata riportata per la prima volta dal giornalista investigativo Szabolcs Panyi nella newsletter VSquare, citando fonti diplomatiche. Panyi ha poi affermato che le ripetute richieste di informazioni inviate all’Ufficio del Primo Ministro ungherese, al Ministero degli Affari Esteri e al Ministero della Giustizia sono rimaste senza risposta.
Le accuse coinvolgono l’ex Ministro della Giustizia polacco
I media polacchi hanno poi riferito che una delle persone a cui potrebbe essere concesso l’asilo a Budapest potrebbe essere l’ex Ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro e sua moglie. Sia Gazeta Wyborcza che TVN24, citando fonti giudiziarie, hanno suggerito che Ziobro – che è sospettato di aver organizzato e guidato un gruppo criminale legato a presunti abusi del Fondo per la Giustizia della Polonia – potrebbe essere tra coloro che ricevono protezione.
Ziobro si è recato a Budapest per diverse settimane alla fine del 2025, in coincidenza con un ordine del tribunale polacco che autorizzava la sua detenzione. Pur evitando di tornare in Polonia per un interrogatorio, il 30 ottobre è stato fotografato con il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán nel Monastero dei Carmelitani. In seguito, Orbán ha descritto Ziobro come una vittima di persecuzione politica.
Il precedente caso di asilo getta ancora un’ombra
L’attuale controversia fa rivivere le tensioni derivanti da una precedente decisione in materia di asilo. Nel dicembre 2024, l’Ungheria ha concesso l’asilo politico a Marcin Romanowski, ex vice ministro della Giustizia polacco e stretto collaboratore di Ziobro.
Romanowski è ricercato in Polonia per 11 capi d’accusa relativi a reati finanziari, tra cui la presunta partecipazione a un gruppo criminale organizzato che ha causato danni alle finanze pubbliche. Nei suoi confronti è stato emesso anche un mandato di arresto europeo.
In seguito a questa decisione, la Polonia ha richiamato temporaneamente il suo ambasciatore da Budapest, avvertendo l’Ungheria che la protezione di persone che devono affrontare gravi accuse penali mina la fiducia nei sistemi legali dell’UE.
La Polonia mette in guardia dai danni alla cooperazione legale dell’UE
Nella sua ultima dichiarazione, la Polonia ha ribadito che in precedenza aveva messo in guardia le autorità ungheresi da azioni che indeboliscono la fiducia nello Stato di diritto in tutti gli Stati membri dell’UE.
Durante l’incontro diplomatico di venerdì, l’ambasciatore ungherese è stato informato che la Polonia considera alcune misure del governo ungherese e dichiarazioni pubbliche incompatibili con i principi che regolano la cooperazione all’interno dell’Unione Europea.
Secondo i funzionari polacchi, il fatto che l’Ungheria abbia formalmente notificato alle delegazioni dell’UE le nuove concessioni di asilo – senza rivelare l’identità delle persone coinvolte – ha solo aggravato le preoccupazioni di Varsavia.

