L’Ungheria potrebbe ricevere miliardi di euro grazie agli aiuti dell’Unione Europea per le zone di confine della guerra

La Commissione Europea sta lanciando una nuova piattaforma di finanziamento chiamata EastInvest Facility per facilitare l’accesso ai finanziamenti da parte delle regioni dell’UE confinanti con la Russia, la Bielorussia e l’Ucraina.

Il programma costituisce un pilastro centrale della nuova strategia orientale dell’UE, motivata dall’aumento dei rischi economici e di sicurezza a seguito della guerra della Russia contro l’Ucraina.

Secondo l’UE, le regioni di confine sono state particolarmente esposte alle interruzioni del commercio, al calo del traffico transfrontaliero e alle pressioni demografiche, rendendo necessario un sostegno mirato.

Diverse importanti istituzioni finanziarie internazionali stanno unendo le forze per sostenere EastInvest, tra cui

  • Il Gruppo Banca Europea per gli Investimenti (BEI)
  • Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo
  • Banca Nordica per gli Investimenti
  • Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa

I partecipanti stimano che lo strumento potrebbe mobilitare almeno 28 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati nelle regioni orientali.

La tempistica dell’iniziativa riflette la crescente pressione subita dalle regioni di confine orientali negli ultimi due anni. In diverse aree, il commercio transfrontaliero è diminuito, i costi di trasporto sono aumentati e la migrazione verso l’esterno ha subito un’accelerazione.

La Commissione avverte che, a lungo termine, queste tendenze potrebbero indebolire in modo significativo la stabilità interna dell’Unione, motivo per cui si è ritenuto necessario uno strumento finanziario mirato.

Anche la sicurezza delle frontiere è al centro dell’attenzione

Oltre al sostegno economico, la strategia comprende anche l’iniziativa European Drone Wall, volta a rafforzare il monitoraggio e la protezione lungo i confini orientali attraverso l’uso di tecnologie avanzate.

EU eastern border support war Ukraine
Tavola rotonda della ‘Coalizione dei Volenterosi’ sull’Ucraina, Kiev, 24 febbraio 2026.
Foto: Unione Europea

Il pacchetto sostiene anche l’integrazione del sistema elettrico baltico nella più ampia rete europea, che Bruxelles considera fondamentale per la sicurezza energetica. Un’attenzione particolare viene data anche alle sfide sociali delle regioni di confine, con sforzi concentrati sul miglioramento dell’istruzione e dell’occupazione, al fine di mitigare il declino demografico e il ritardo economico.

Anche i progetti ungheresi potrebbero prendere slancio

Nove Stati membri sono coinvolti nel programma: Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria. Una delle caratteristiche principali del programma è che semplifica l’accesso ai prestiti e al supporto di consulenza nelle aree di confine.

In pratica, questo potrebbe consentire ai comuni ungheresi, agli investitori statali e alle aziende di lanciare più facilmente progetti di infrastrutture, di sviluppo economico e persino di sicurezza.

Tuttavia, è importante notare che EastInvest è fondamentalmente uno strumento finanziario e di prestito, piuttosto che un tradizionale programma di sovvenzioni a fondo perduto. Ciò significa che i progetti devono essere finanziariamente validi e che una parte significativa del finanziamento sarà fornita in forma rimborsabile.

Una domanda chiave nel prossimo periodo sarà la rapidità e l’efficacia con cui gli attori dello sviluppo ungheresi riusciranno a preparare i progetti, poiché questo determinerà la quota finale del Paese nel pool di investimenti da 28 miliardi di euro.

Nel frattempo, le tensioni intorno alla guerra in Ucraina continuano a influenzare la politica europea – legga il nostro ultimo articolo sulle critiche di Viktor Orbán a von der Leyen e Zelensky.

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