Reazione al vertice UE Jobbik: rivelate le reali intenzioni di Orbán

Viktor Orbán ha fallito a Bratislava (Pozsony): non solo non è riuscito a cambiare la politica di immigrazione dell’UE, ma è stato proprio lui a compiere una svolta di 180 gradi.
Jobbik ritiene che il Primo Ministro ungherese non avrebbe dovuto accettare il documento congiunto V4 presentato dal ministro degli Esteri polacco Witold Waszczykowski, secondo il quale gli stati membri dell’UE alle prese con la carenza di manodopera (compresa l’Ungheria) potrebbero ricevere “rifugiati e immigrati anche in gran numero di re”. Questa terminologia terrificante si sovrappone completamente alle idee del ministro dell’Economia ungherese Mihály Varga, che impiegherebbe anche immigrati di paesi terzi per gestire la carenza di manodopera, invece di riportare a casa gli ungheresi dall’Occidente e colmare il divario salariale alla media dell’UE.
Così è stata rivelata la reale intenzione di Orbán: considera il referendum del 2 ottobre come una mera prova di forza nella politica partigiana e interna, così facendo però sta portando l’Ungheria in una scommessa altamente rischiosa poiché un esito non valido sarebbe una potente carta vincente nelle mani di Bruxelles Dopo il vertice UE di venerdì, una cosa è più certa che mai: se il referendum non è valido, Viktor Orbán dovrà assumersi la responsabilità personale e dimettersi dal suo posto di Primo Ministro di velluto!
Dániel Z. Kárpát, vicepresidente di Jobbik
Foto: MTI/EPA/Cantante di Filippo

