Rivelati i principali candidati al Parlamento di Péter Magyar: cantante d’opera, direttore dello zoo, vicepresidente della Shell

I primi cinque della lista nazionale sono importanti perché sono gli unici nomi che gli elettori vedono sulla scheda elettorale. In Ungheria, ogni cittadino ottiene due voti: uno per il candidato della sua circoscrizione locale, l’altro per la lista nazionale di partito.

Le elezioni si basano sulle singole circoscrizioni elettorali

Il sistema elettorale ungherese si riduce a questo: la formazione del governo viene decisa nelle 106 singole circoscrizioni, che inviano altrettanti deputati al Parlamento. I restanti 93 seggi sono assegnati con voti di lista nazionali. Ogni elettore ha due schede: una per sostenere un candidato locale, l’altra per una lista nazionale.

Ecco perché Péter Magyar e Viktor Orbán stanno battendo i marciapiedi delle circoscrizioni. Sanno che la vera battaglia è lì. Se ne vince almeno la metà, si è in pole position per formare un governo. Le liste nazionali danno seggi solo ai partiti che ottengono il 5 percento dei voti.

Péter Magyar
Foto: FB/Péter Magyar

La lista stellare di Orbán

Il Primo Ministro Viktor Orbán ha già svelato la top five di Fidesz.

  • Il premier è in testa alla lista,
  • seguito dall’alleato Zsolt Semjén, leader del KDNP.
  • Al terzo posto c’è László Kövér, il presidente della Camera, poi due donne per bilanciare il numero dei generi.
  • Kinga Gál non è solo donna, ma anche vicepresidente di Fidesz;
  • Alexandra Szentkirályi porta un tocco giovanile come ex vicesindaco di Budapest, attuale capogruppo Fidesz della città e moglie del Ministro della Difesa Kristóf Szalay-Bobrovniczky.

In particolare, nessuno di questi primi cinque è in lizza per i seggi locali.

Viktor Orbán Primi minister of hungary Hungarian prime minister
Foto: FB/Orbán

Magyar rivela la sua eclettica squadra di vertice

  • Péter Magyar guida la lista del Partito Tisza – e si candida in un collegio elettorale di Budapest che comprende il 12° distretto.
  • Lo segue il soprano lirico Andrea Rost, che si candiderà anche a Szolnok.
  • Segue László Gajdos, direttore dello zoo di Nyíregyháza, che concorre nella sua città natale.
  • Al quarto posto c’è Ágnes Forsthoffer, vicepresidente di Tisza e capo dell’hotel Balatonfüred, anch’essa in corsa a livello locale.
  • Il quinto posto va a István Kapitány, ex presidente globale di Shell, l’unico candidato di spicco che salta un collegio elettorale, come riporta 24.hu.

Cosa dicono i sondaggi?

Tisza è in testa a tutti i sondaggi non governativi dalla fine del 2024. L’ultima notizia bomba di Medián ha scatenato la furia: tra gli elettori fermi, Tisza è in vantaggio di ben 20 punti. Fidesz lo definisce ridicolo; lo stesso Orbán ha attaccato il sondaggista Endre Hann su Facebook in un raro battibecco pubblico – non aveva mai avuto a che fare con le società di sondaggi.

I sondaggisti allineati a Fidesz mostrano invariabilmente il loro schieramento in vantaggio, ma persino Nézőpont, amico di Orbán, ammette che Tisza è in crescita mentre Fidesz è in calo o scivola.

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Magyar e Kapitány. Foto: FB/Péter Magyar

L’analista Gábor Török insiste che Medián non può essere così lontano. Se il divario regge, Tisza potrebbe strappare una supermaggioranza, addirittura quattro quinti, il 12 aprile. Il sistema ungherese premia abbondantemente i vincitori.

Se si è perso i nostri precedenti articoli sulle elezioni generali del 2026:

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