Ufficiale: Il gabinetto Orbán concede l’asilo all’ex ministro polacco Ziobro, accusato di essere a capo di un’organizzazione criminale, e a sua moglie

È stato confermato ufficialmente che Zbigniew Ziobro, ex Ministro della Giustizia polacco, e sua moglie sono i due cittadini polacchi a cui è stato concesso l’asilo politico dal Governo ungherese. Ziobro stesso ha annunciato la decisione lunedì in un post pubblicato su X sia in polacco che in inglese, ponendo fine a giorni di speculazioni e trasformando una disputa diplomatica in un conflitto politico apertamente riconosciuto tra Budapest e Varsavia.

La conferma dopo giorni di tensione diplomatica

Nei giorni scorsi, la Polonia ha convocato l’ambasciatore dell’Ungheria a Varsavia dopo che era emerso che l’Ungheria aveva concesso asilo a due cittadini polacchi. Al momento, né il governo ungherese né le istituzioni dell’UE hanno rivelato l’identità delle persone coinvolte. I rapporti dei media, tuttavia, hanno sempre più indicato Ziobro, una figura di spicco dell’ex partito di governo polacco, come il probabile beneficiario.

Questa ipotesi è stata confermata quando Ziobro ha scritto su X che aveva deciso di “avvalersi dell’asilo concesso dal Governo ungherese a causa della persecuzione politica in atto in Polonia”.

Gravi accuse penali in Polonia

Ziobro, un politico di spicco del partito nazionalista Diritto e Giustizia (PiS), sta affrontando indagini penali approfondite in Polonia. I pubblici ministeri lo accusano di aver fondato e guidato un gruppo criminale organizzato durante il suo mandato di Ministro della Giustizia sotto il precedente governo PiS.

Secondo le autorità polacche, il gruppo avrebbe sottratto fondi dal Fondo per la Giustizia, un programma statale originariamente istituito per sostenere le vittime del crimine e finanziare la prevenzione del crimine. Gli investigatori sostengono che più di 150 milioni di złoty (circa 35 milioni di euro) potrebbero essere stati reindirizzati illegalmente a organizzazioni civili e quasi-civili legate al PiS, nonché ad altri scopi non correlati al mandato originale del fondo.

Ziobro è sospettato di essere coinvolto in un totale di 26 reati penali. Nel novembre 2025, il Parlamento polacco gli ha tolto l’immunità parlamentare e i tribunali hanno approvato la sua detenzione preventiva. Se condannato, potrebbe rischiare una pena detentiva fino a 25-30 anni.

Fuga in Ungheria e appoggio politico

Ziobro è arrivato in Ungheria alla fine di ottobre 2025 per partecipare a una conferenza a Budapest, dove è apparso accanto a Gergely Gulyás, il ministro a capo dell’Ufficio del Primo Ministro. Ha anche posato per delle fotografie con Viktor Orbán. Poco dopo, non è riuscito a tornare in Polonia e da allora è rimasto in Ungheria.

Orbán ha difeso pubblicamente Ziobro, sostenendo che l’attuale governo polacco, favorevole a Bruxelles, sta conducendo una campagna politicamente motivata contro la destra polacca. Secondo il Primo Ministro ungherese, il procedimento contro Ziobro fa parte di una più ampia “caccia alle streghe” politica.

L’Ungheria cita la persecuzione politica

Il Ministero degli Affari Esteri ungherese ha dichiarato in precedenza che la decisione sull’asilo è stata presa in linea con la legge dell’UE, citando quella che ha descritto come una crisi dello Stato di diritto in Polonia.

“Diverse persone in Polonia sono soggette a persecuzioni di natura politica”, ha affermato il Ministero in una risposta scritta. “L’Ungheria concede lo status di rifugiato a coloro che subiscono persecuzioni politiche, in conformità con i regolamenti dell’Unione Europea”.

Una notifica ufficiale inviata dal Governo Orbán al Consiglio dell’Unione Europea il 23 dicembre 2025, ha confermato che a due cittadini polacchi è stato concesso l’asilo, ma non li ha identificati per nome.

Uno schema: asilo anticipato per un altro funzionario polacco

Ziobro non è il primo politico polacco di alto livello a ricevere asilo in Ungheria. Nel 2024, anche al suo ex vice, Marcin Romanowski, che deve affrontare molteplici accuse penali in Polonia, è stato concesso l’asilo politico dal governo Orbán. Romanowski vive attualmente a Budapest.

L’Ufficio del Procuratore Capo della Polonia ha poi confermato che sta esaminando se cittadini ungheresi possano aver aiutato Romanowski a sfuggire all’arresto. Secondo la legge polacca, aiutare una persona ricercata a nascondersi o a fuggire può comportare una pena detentiva fino a cinque anni.

Crescente spaccatura tra Varsavia e Budapest

La conferma dell’asilo di Ziobro approfondisce le tensioni tra Polonia e Ungheria in un momento in cui le relazioni sono già tese. Mentre Budapest inquadra il caso come una persecuzione politica, Varsavia insiste sul fatto che Ziobro è una figura centrale in uno scandalo di corruzione su larga scala e sta deliberatamente evitando di rendere conto.

Al di là delle relazioni bilaterali, il caso probabilmente alimenterà un ulteriore dibattito all’interno dell’Unione Europea sullo Stato di diritto, sull’indipendenza giudiziaria e sull’uso dell’asilo politico da parte degli Stati membri per proteggere ex funzionari accusati di gravi illeciti penali.

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