Un labirinto di pietra indiano di 2.000 anni fa può rivelare dettagli sulle antiche rotte commerciali

I misteriosi labirinti hanno sempre occupato un posto speciale nella cultura umana, ma di tanto in tanto emergono scoperte che ne ridefiniscono il significato. Un labirinto di pietra indiano di recente identificazione e di dimensioni eccezionali, ad esempio, può fornire nuove conoscenze non solo sull’architettura antica, ma anche sulle connessioni culturali ed economiche del Sud-Est asiatico migliaia di anni fa.
I labirinti sono tra le strutture più complesse e senza dubbio più misteriose della storia. Numerose leggende circondano le loro origini, eppure non possono essere collegati a un’unica civiltà o epoca; appaiono in diverse regioni geografiche e periodi storici. In India, un gruppo di conservatori ha scoperto un labirinto di pietra costruito circa due millenni fa – una scoperta considerata una pietra miliare sotto diversi aspetti, riferisce Archaeology News.
L’unicità del labirinto di pietra indiano
Il labirinto di pietra indiano scoperto nelle praterie Boramani del distretto di Solapur, nello stato di Maharashtra, è attualmente il più grande labirinto circolare conosciuto nella regione. Misurando circa 15 × 15 metri e consistendo in 15 anelli di pietra concentrici, supera di gran lunga le strutture simili conosciute in precedenza, che presentavano non più di 11 anelli.
Il labirinto è costruito con piccoli blocchi di pietra accuratamente posizionati che guidano il visitatore verso l’interno con una precisione quasi matematica, fino alla spirale centrale. Questo non solo offre un’esperienza visiva di grande impatto, ma indica anche una pianificazione deliberata e sofisticata.
È interessante notare che il sito non è stato scoperto durante uno scavo archeologico, ma dai conservatori durante il lavoro sul campo, mentre monitoravano la rara fauna selvatica della zona, come la grande otarda indiana e il lupo indiano. Tuttavia, la natura insolita della formazione di pietre ha attirato rapidamente l’attenzione degli esperti, segnando l’inizio dell’indagine scientifica sul labirinto di pietre indiano.
Commercio e connessioni culturali
Le prime analisi suggeriscono che il labirinto di pietra indiano ha circa 2.000 anni e risale al periodo della dinastia Satavahana. Quest’epoca è considerata come uno dei periodi più vivaci del commercio nella storia indiana, quando l’altopiano del Deccan manteneva collegamenti attivi con le reti commerciali romane che operavano lungo il Mar Arabico. Le fonti storiche ci dicono che in questo periodo le spezie, la seta e l’indaco venivano scambiati con oro, vino e beni di lusso.
Più di un’antica struttura
Secondo i ricercatori, il labirinto di pietra indiano non è un fenomeno isolato. Strutture più piccole e simili sono state trovate in altre regioni, in particolare lungo le antiche rotte commerciali, rendendo la forma del labirinto particolarmente intrigante in termini di parallelismi culturali. Mentre ricorda i labirinti classici del Mediterraneo – come i modelli raffigurati sulle monete dell’epoca romana – la sua spirale centrale evoca il motivo indiano chakravyuha, un simbolo di natura sia militare che cosmica.
Inoltre, gli spessi strati di terra che si sono accumulati tra gli anelli di pietra suggeriscono che il labirinto di pietra indiano è rimasto intatto per secoli, conservando la sua forma e il suo significato originali.
La scoperta solleva nuove domande: si trattava di uno spazio rituale, di un punto di riferimento per i commercianti o di un’espressione scolpita nella pietra della memoria collettiva? Sebbene le risposte siano ancora imminenti, una cosa è certa: il labirinto di pietra indiano racconta una storia non solo sul passato dell’India, ma anche sull’interconnessione globale del mondo antico.

