Una raffineria serba strategica potrebbe passare sotto il controllo ungherese grazie agli stretti legami Trump-Orbán e Putin-Orbán

Per 36 giorni, la raffineria di petrolio NIS di Pančevo, di proprietà dello Stato serbo – l’unica raffineria di petrolio del Paese – ha operato senza licenza, rendendola indispensabile per l’approvvigionamento di carburante dello Stato balcanico. Oggi, il Presidente serbo Aleksandar Vučić si sta preparando per un annuncio importante, che ha descritto come una “notizia politica fenomenale”. Secondo gli esperti, una parte di questo annuncio riguarderà l’acquisizione da parte di MOL della proprietà della NIS serba.

Il periodo di grazia degli americani è scaduto

Per quanto riguarda NIS (da non confondere con la città di Niš), lo scorso novembre gli Stati Uniti hanno imposto delle sanzioni come parte di un pacchetto più ampio che prende di mira le attività russe in Europa in relazione all’invasione dell’Ucraina. L’azienda ha una proprietà russa significativa: Gazprom, il gigante russo del gas, possiede direttamente l’11,3%; Gazprom Neft, anch’essa sulla lista delle sanzioni, detiene il 44,9%; mentre lo Stato serbo possiede il 29,9%.

A causa delle sanzioni statunitensi, l’oleodotto croato JANAF non ha potuto fornire petrolio grezzo, né l’azienda ha potuto condurre transazioni finanziarie. Tuttavia, ciò non sarebbe stato possibile se l’autorità americana competente non avesse concesso un periodo di grazia per risolvere la situazione. Tale periodo di grazia è scaduto il 2 dicembre, il che significa che negli ultimi 36 giorni NIS non ha avuto accesso alle materie prime e le operazioni presso la raffineria Pančevo sono state interrotte. A medio termine, ciò avrebbe potuto causare una grave carenza di carburante nel Paese balcanico.

Orbán and Trump in the White House
Trump e il premier Orbán alla Casa Bianca. Foto: FB/Orbán

Gli ungheresi hanno un vantaggio grazie a Trump

Già lo scorso novembre era stato suggerito che i russi, che mantengono buone relazioni con il governo ungherese, avrebbero potuto vendere le loro azioni nel gigante ungherese del petrolio e del gas della regione, MOL, a un partito che gode anch’esso di stretti legami con il governo, risolvendo così anche le preoccupazioni di Washington.

Velimir Lukić, economista e professore di Belgrado, ha recentemente sostenuto che MOL ha un chiaro vantaggio nelle trattative perché l’Ungheria è il “Paese scelto” dagli Stati Uniti. A suo avviso, è improbabile che questa situazione cambi finché Trump resterà al potere.

Vučić si prepara a un annuncio importante: la raffineria potrebbe diventare ungherese

L’avanzamento delle trattative è segnalato dal fatto che MOL e NIS hanno precedentemente presentato una richiesta congiunta per porre fine alla chiusura forzata e sospendere le sanzioni relative ai cambiamenti nella struttura proprietaria. Il permesso è arrivato ieri, secondo il Ministro dell’Energia Dubravka Đedović Handanović. Di conseguenza, la raffineria di Pančevo può riprendere le operazioni. La licenza è valida fino al 23 gennaio.

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Orbán a Mosca mentre incontra Putin a novembre. Foto: FB/Orbán

Világgazdaság ha riferito ieri pomeriggio che il Presidente Vučić si sta preparando per un annuncio importante, descrivendolo come una “notizia politica fenomenale”, che verrà rilasciato il primo giorno del 2026. Gli esperti ritengono che l’annuncio potrebbe riguardare l’acquisizione da parte di MOL della partecipazione russa, o di parte di essa, nella serba NIS. Anche Reuters ha scritto di questo scenario.

Viktor Orbán Alaksandar Vucic
Il Presidente serbo Vucic e il Premier Orbán. Foto: FB/Vucic

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