Ungheria al Mondiale FIFA: una breve storia 

Contenuti sponsorizzati

Se hai meno di 36 anni, la triste realtà è che non hai mai visto l’Ungheria competere nel più grande fiore all’occhiello del calcio, la Coppa del Mondo FIFA. È una statistica straordinaria da digerire ed è difficile da comprendere appieno se si considera che prima del 1986 l’Ungheria aveva effettivamente preso parte a nove Coppe del Mondo. 

In questi giorni però, l’ultima Quote Coppa del Mondo FIFA non fate menzione della nazione che è arrivata a due finali, e invece, il più vicino che arriverete in Ungheria in Qatar è la vicina Serbia che ha un prezzo di 90/1 per arrivare fino in fondo in Medio Oriente Inutile dire che questa angosciante attesa per la qualificazione ai Mondiali è resa ancora più difficile da digerire dato che i paesi che condividono un confine con l’Ungheria, arrivano a divertirsi alla ribalta che solo un Mondiale può dare.

False albe

C’era una crescente aspettativa che questa inspiegabile pausa dai Mondiali sarebbe stata interrotta dopo che il paese si fosse assicurato l’ingresso a Euro 2020, ma una disastrosa candidatura per la qualificazione il torneo in Qatar si è conclusa con la squadra ungherese che è arrivata quarta nel Gruppo I. In particolare, gli uomini di Marco Rossi sono finiti dietro Albania e Polonia, il che dimostra quanto sia stata deludente la loro stagione.

Ma non è sempre stato così per questa orgogliosa nazione calcistica che era uno dei paesi più temuti al mondo.

 

I bei vecchi tempi

Infatti, solo alla seconda apparizione a un Mondiale, l’Ungheria riuscì ad arrivare alla finale del 1934 ma alla fine perse 4-2 contro l’Italia a Parigi Incredibilmente, gli ungheresi riuscirono a realizzare nuovamente questa impresa nel 1954 quando respinsero gli avversari in viaggio verso la finale solo per perdere contro la Germania Ovest, questa volta con un punteggio di 3-2.

 

Dopo l’edizione del 1954 in Svizzera, l’Ungheria registrò due quarti di finale ai Mondiali del 1962 e del 1966. Seguirono altre tre qualificazioni di successo alla Coppa del Mondo con l’Ungheria che prese parte alle edizioni del 1978, 1982 e 1986, quando iniziò la siccità.

Fino a quel momento, l’Ungheria poteva vantare una ricca storia all’evento essendo andata oltre la maggior parte delle squadre che hanno preso parte Come o perché le ruote hanno finito per cadere nella misura in cui hanno è difficile rispondere, ma alla fine è un promemoria di quanto poco sia garantito quando si tratta di qualificazione ai Mondiali.

In effetti, un divario di 36 anni è relativamente breve rispetto ai 64 anni del Galles aspetta tra i Mondiali. Lo stesso si può dire, naturalmente, per l’Islanda che è passata dal 1958 al 2018 senza giocare a un Mondiale.

Certo, questi esempi strazianti del divario duraturo tra le qualificazioni alla Coppa del Mondo non faranno nulla per riempire di ottimismo i tifosi ungheresi, ma prima o poi i record saranno battuti.

 

Oltre a ciò e come accennato inizialmente, sotto Rossi ci sono stati passi nella giusta direzione che, si spera, significheranno che i fan ungheresi potranno prenotare i loro biglietti aerei per l’America nel 2026.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *