Un’operazione militare a bandiera falsa legata ai russi potrebbe destabilizzare l’Ungheria in vista delle elezioni del 2026?

Il Governo Orbán e la sua macchina mediatica alleata hanno passato mesi ad avvertire che i soldati ungheresi moriranno nell’Ucraina orientale se il Partito Tisza dovesse prendere il potere in aprile. Con i sondaggi di Fidesz in calo, gli esperti suggeriscono che un’operazione false-flag con la complicità della Russia è ora concepibile per aumentare la psicosi da guerra. Hanno anche rivelato quando e dove potrebbe verificarsi.

Escalation della psicosi di guerra

Il regime di Orbán affronta la sua prova più grande dal 2010, confrontandosi con un rivale interno credibile di Fidesz contro il quale tutte le tattiche di campagna precedenti hanno fallito. I sondaggi indicano che Péter Magyar e il Partito Tisza hanno 300.000-400.000 sostenitori in più tra la popolazione.

Il Paese è stato tappezzato di manifesti per settimane, in cui si afferma che una vittoria di Tisza ad aprile farebbe impennare le tasse e gli oneri, mentre i sussidi svanirebbero. Nel frattempo, il governo e i suoi alleati mediatici alimentano il timore che una premiership magiara trascini l’Ungheria in una guerra contro la Russia, causando innumerevoli morti ungheresi al fronte. Di recente hanno amplificato tutto questo con un grande scandalo che ha coinvolto un video generato dall’intelligenza artificiale, che può vedere qui sotto:

Operazione false-flag sostenuta dalla Russia?

László Róbert di Political Capital e Bódi Mátyás di Election Geography hanno discusso nel podcast Heti Válasz di come il governo intensificherà la psicosi di guerra nelle prossime settimane, potenzialmente attraverso un’operazione false-flag coordinata con la Russia.

Questa possibilità è stata sollevata non solo dall’esperto di sicurezza nazionale Péter Buda, ex capo dell’intelligence, ma anche dallo stesso Péter Magyar. László e Bódi concordano sul fatto che questa minaccia non può più essere scartata a priori.

Dettagli della potenziale operazione

László Róbert ipotizza che un’operazione di questo tipo potrebbe prendere di mira la consistente comunità ungherese in Transcarpazia, o addirittura la contea di Szabolcs-Szatmár-Bereg, o addirittura Budapest. Ha aggiunto che potrebbe comportare un attentato.

False-flag military operation 2
Foto: FB/Orbán

Un’operazione false-flag, per definizione, implica un gruppo che si maschera come un altro per sviare i sospetti. La storia abbonda di esempi: Adolf Hitler, il dittatore tedesco, lanciò la sua invasione della Polonia solo dopo che agenti tedeschi, vestiti da miliziani polacchi, attaccarono e sequestrarono la stazione radio di Gleiwitz.

Bódi Mátyás concorda con László, anche se restringe il campo alla Transcarpazia. Entrambi indicano la fine di marzo o l’inizio di aprile come finestra probabile.

False-flag military operation 1
La simulazione di un attacco terroristico contro la metropolitana di Budapest nel 2016. Foto: FB/Orbán

Sistema presidenziale o rinvio delle elezioni?

Nel 2022, Fidesz si è assicurato una maggioranza di due terzi più ampia del previsto, in piena guerra, capitalizzando le gaffe del candidato dell’opposizione Péter Márki-Zay riguardo all’invasione su larga scala della Russia e alla risposta appropriata. Fidesz può quindi ragionevolmente sperare che una campagna simile abbia nuovamente successo.

Gli esperti escludono che Orbán rinvii le elezioni o imponga un sistema presidenziale. Tali mosse, sostengono, sarebbero un segnale di sconfitta, che potrebbe anche consegnare una maggioranza di due terzi a Tisza e Magyar.

Le elezioni in Ungheria si terranno il 12 aprile.

I due esperti notano che l’opinione pubblica viene testata in precedenza attraverso eventi sui social media, come quelli riportati di seguito:

Consulti il podcast completo:

https://www.youtube.com/watch?v=let4K6uD9nU

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