Vienna e Budapest potrebbero condividere la fiamma olimpica?

Un esperto ha ora detto ad alta voce ciò che molti hanno solo pensato: l’Ungheria potrebbe realisticamente ospitare i Giochi Olimpici un giorno – ma forse non da sola.

Milano e Cortina hanno aperto la strada

I XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina si sono conclusi domenica sera nell’anfiteatro di Verona, vecchio di quasi 2.000 anni, e saranno ricordati per molto più che per le prestazioni sportive.

I Giochi italiani hanno segnato una pietra miliare non solo in termini sportivi. Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, il ruolo di padrone di casa è stato ufficialmente condiviso da due località – Milano e Cortina d’Ampezzo – anziché da una sola città. Secondo l’economista sportivo Gábor Szabados, questo modello potrebbe diventare un modello per i futuri Giochi Olimpici.

The 2026 Winter Olympics Milano–Cortina 2026
Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Fonte: Anadolu

Perché la bolla olimpica non può continuare ad espandersi

C’è una chiara logica economica dietro l’ospitare i Giochi in più sedi. Il budget medio di un’Olimpiade estiva si aggira oggi intorno ai 10 miliardi di dollari, ed è improbabile che questa cifra diminuisca in modo significativo. I requisiti tecnologici, l’infrastruttura mediatica e un programma di gare sempre più fitto continuano a far lievitare i costi.

Allo stesso tempo, i Giochi Olimpici precedenti hanno quasi senza eccezione superato il budget previsto, spesso con un margine considerevole.

Secondo Szabados, la soluzione non è necessariamente spendere meno, ma spendere in modo più intelligente. La chiave sta nel limitare gli investimenti in infrastrutture di grandi dimensioni e nel dare priorità alle strutture di cui le città hanno effettivamente bisogno – sedi che possono essere utilizzate per molto tempo dopo che la fiamma olimpica si è spenta.

Budapest: potenziale, ma ancora lacune

Le ambizioni olimpiche dell’Ungheria non sono nuove. Nel 2017, Budapest ha ritirato la sua candidatura per i Giochi del 2024 dopo che il Movimento Momentum aveva raccolto più di 260.000 firme a sostegno di un’iniziativa referendaria.

Da allora, però, la situazione è cambiata in modo significativo. L’Arena Puskás è stata costruita, il Centro Nazionale di Atletica è stato aperto e il MVM Dome è ora in funzione. Il Presidente del Comitato Olimpico Ungherese Zsolt Gyulay ha ripetutamente sottolineato che gran parte dell’infrastruttura sportiva di base è già stata realizzata.

Le vere carenze si trovano altrove, in particolare nelle infrastrutture di trasporto, nella capacità alberghiera e nella logistica aeroportuale.

Nel 2019, il Comitato Olimpico Internazionale ha abolito il tradizionale e costoso processo di candidatura. Secondo il nuovo sistema, le città interessate possono prima partecipare a una fase di dialogo non vincolante, che consente loro di esplorare la fattibilità di ospitare i Giochi senza prendere impegni immediati.

Il Comitato Olimpico Ungherese ha invitato la città di Budapest a partecipare a questo processo di consultazione. Tuttavia, l’attuale leadership della città ha finora assunto una posizione cauta, sottolineando che sarebbe necessario un ampio consenso sociale prima di procedere.

Budapest-Vienna: due capitali, una sola Olimpiade?

Szabados ha anche delineato uno scenario più ambizioso: entro gli anni 2030 o 2040, una candidatura olimpica congiunta Budapest-Vienna potrebbe diventare una possibilità realistica. I forti collegamenti di trasporto tra le due capitali – in particolare se verrà realizzato il previsto collegamento ferroviario ad alta velocità – potrebbero fornire una solida base logistica per i Giochi transfrontalieri.

Anche Zsolt Gyulay ha accennato a questa possibilità. In effetti, il sindaco di Budapest Gergely Karácsony ha sollevato un’idea simile già nel 2019, suggerendo una potenziale cooperazione tra Budapest, Vienna e Bratislava.

Tuttavia, la concorrenza internazionale si sta intensificando. La Polonia ha recentemente iniziato a preparare una potenziale candidatura di Varsavia per i Giochi Olimpici del 2040. Anche l’India sta mostrando un forte interesse e il Comitato Olimpico Internazionale ha apertamente indicato che sarebbe particolarmente favorevole ad ospitare i Giochi in India o in Africa in futuro.

2036, 2040 o 2044: quando potrebbe arrivare il momento di Budapest?

Tra il 2027 e il 2029, il CIO dovrebbe assegnare i diritti di ospitalità per tre Olimpiadi estive contemporaneamente: i Giochi del 2036, 2040 e 2044. Questo crea una stretta ma realistica finestra di opportunità per l’Ungheria.

Affinché Budapest diventi un serio concorrente, tuttavia, sarebbero essenziali tre condizioni chiave: impegno politico, ampio sostegno sociale e un programma completo di sviluppo delle infrastrutture, soprattutto nel settore dei trasporti.

Tuttavia, Szabados rimane ottimista. Se il CIO rimane impegnato nella sua agenda di sostenibilità, le economie più piccole potrebbero ottenere una vera opportunità di ospitare i Giochi Olimpici. In questo scenario, Budapest – da sola o insieme ad una capitale vicina – potrebbe benissimo far parte del quadro.

Fonte: Hang.hu; Infostart.hu

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