L’eurodeputato Gyöngyösi: è ora di rafforzare la politica estera dell’UE!

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I pensieri dell’eurodeputato Márton Gyöngyösi (non allegati) tramite comunicato stampa:
Il 7 novembre la commissione per gli affari esteri (AFET) del Parlamento europeo discuterà un’importante proposta che richiama ancora una volta l’attenzione sulle questioni sempre più urgenti che dobbiamo risolvere se vogliamo che l’UE presenti un fronte unito e funzioni come un’unione unita organizzazione nel settore della diplomazia.
Rivolta al Consiglio e all’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, la proposta contiene non pochi elementi degni di nota che non solo meritano un sostegno sincero, ma sono anche vitali affinché l’UE possa svolgere il compito compiti attesi dai suoi cittadini in questa situazione.
A mio avviso, il punto più importante è l’adozione del processo a maggioranza qualificata in questioni di politica estera come i diritti umani, il rispetto del diritto internazionale e l’imposizione di sanzioni.
L’attuale processo decisionale, che richiede l’unanimità, è stato a lungo superato: il lungo processo di ricerca del consenso indebolisce piuttosto la nostra comunità nel clima di oggi, soprattutto se si considera il fatto che al momento della ratifica del processo decisionale unanime, l’UE non aveva Stati membri autoritari pronti a utilizzare questo strumento per promuovere l’interesse straniero, vale a dire, il regime di Orbán che ha sottoposto l’Ungheria al suo dominio.
Penso quindi che la transizione verso un processo decisionale basato sulla maggioranza qualificata sia senza dubbio fondamentale per rafforzare la diplomazia e la coesione interna dell’UE, nonché per controllare le tendenze dittatoriali all’interno della nostra comunità.
Allo stesso modo, credo che dovremmo sostenere il rafforzamento del servizio estero dell’UE riorganizzando i nostri uffici di rappresentanza nei paesi terzi in quasi ambasciate, sottolineando così il fronte unito dell’UE.
Sono convinto che i nostri cittadini trarrebbero grandi benefici se potessimo concedere poteri consolari a questi uffici di rappresentanza e autorizzarli a servire direttamente i cittadini dell’UE che vivono in paesi extra-UE.
In tempi critici come quello odierno, dobbiamo preservare l’unità dell’UE, rafforzare la sua posizione internazionale e avvicinare le sue istituzioni ai cittadini, più che mai.
Disclaimer: l’unica responsabilità per le opinioni dichiarate spetta all’autore (s) Queste opinioni non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del Parlamento europeo.

