L’operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela provoca incertezza diplomatica per l’Ungheria

Gli Stati Uniti hanno lanciato un’operazione militare notturna in Venezuela, durante la quale il Presidente Donald Trump ha annunciato la cattura del Presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Adela Flores de Maduro, che sarebbero stati trasportati negli Stati Uniti. Le unità d’élite della Delta Force hanno eseguito attacchi mirati a Caracas e in altri luoghi chiave, utilizzando esplosioni e tattiche di azione rapida. Maduro è accusato di vari crimini, tra cui corruzione e violazioni dei diritti umani. Il Ministero degli Affari Esteri ungherese si è impegnato attivamente con il regime di Maduro per anni – cosa significa quest’ultimo sviluppo per le relazioni tra Ungheria e Venezuela?
Il punto di vista degli Stati Uniti sull’operazione
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato sabato che Washington ha condotto un “attacco su larga scala” contro il Venezuela, catturando il Presidente Maduro e sua moglie, ha riferito l’Agenzia Anadolu.
“Gli Stati Uniti d’America hanno portato a termine con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il Presidente Nicolas Maduro, che è stato catturato insieme a sua moglie e portato via dal Paese”, ha dichiarato Trump sulla sua piattaforma social Truth.
Trump ha aggiunto che l’operazione è stata condotta “in collaborazione con le forze dell’ordine statunitensi” e ha promesso ulteriori dettagli durante una conferenza stampa nella sua residenza di Mar-a-Lago in Florida. Ha descritto l’operazione come “brillante” e ha elogiato la pianificazione e le truppe coinvolte.
Il Vice Segretario di Stato americano Christopher Landau ha dichiarato che Maduro “affronterà finalmente la giustizia per i suoi crimini”, mentre il Senatore americano Mike Lee ha confermato che il Segretario di Stato Marco Rubio lo ha informato che Maduro è stato arrestato per essere processato con accuse penali negli Stati Uniti.
Nel frattempo, il Vicepresidente venezuelano Delcy Rodriguez ha detto che il Governo è “all’oscuro” della posizione di Maduro e ha chiesto agli Stati Uniti una prova della sua esistenza in vita. Rubio ha etichettato Maduro come capo di una “organizzazione narco-terroristica”, citando il Cartel de Los Soles, che gli Stati Uniti hanno formalmente designato come organizzazione terroristica straniera nel novembre 2025.
Contesto storico
I legami tra Ungheria e Venezuela risalgono alla metà del XX secolo, quando decine di migliaia di rifugiati ungheresi, principalmente dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla Rivoluzione del 1956, si stabilirono in Venezuela. La comunità locale li accolse calorosamente. L’ambasciata ungherese a Caracas ha chiuso nel 1995 a causa di vincoli di bilancio, ma un consolato onorario e organizzazioni comunitarie attive, come l’Associazione Venezuelano-Ungherese, hanno continuato a promuovere i legami culturali e sociali attraverso eventi e programmi educativi.
Questo legame basato sulla diaspora ha gettato le basi per una rinascita diplomatica negli anni 2020, quando l’Ungheria ha cercato relazioni più strette con l’America Latina con una retorica che enfatizzava la sovranità e la multipolarità.

Passi diplomatici chiave
Le relazioni bilaterali hanno subito un’accelerazione nel 2023. Durante la sua visita di novembre a Caracas, il Ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha incontrato il Presidente Maduro, concordando di approfondire la cooperazione nei settori dell’istruzione superiore, della scienza e della tecnologia, dell’energia, dell’agricoltura e del commercio. Szijjártó ha anche criticato le sanzioni dell’UE come controproducenti e ha ribadito l’impegno comune a difendere la sovranità nazionale.
Nell’agosto del 2025, l’accreditamento di un nuovo ambasciatore ungherese ha rafforzato ulteriormente i legami bilaterali, ponendo l’accento sulla pace, la stabilità e la partnership economica, oltre all’interesse dell’Ungheria per le risorse petrolifere del Venezuela. Queste mosse si sono allineate con la strategia di “apertura orientale” del Primo Ministro Viktor Orbán, che rifiuta l’intervento occidentale.
La dichiarazione di Szijjártó nel contesto
Un momento importante della visita del 2023 è stata la dichiarazione di Szijjártó:
“Il Presidente Maduro e io abbiamo servito quasi contemporaneamente come ministri degli Esteri… Abbiamo concordato che, in mezzo agli attuali cambiamenti politici globali, i leader eletti hanno la responsabilità principale di preservare la sovranità dei loro Paesi e di resistere agli interventi esterni”.
Questa dichiarazione è in netto contrasto con l’operazione lampo degli Stati Uniti, che rappresenta esattamente il tipo di “intervento esterno” di cui parlava Szijjártó. Il Governo ungherese non ha ancora rilasciato una reazione ufficiale, anche se il Ministero degli Esteri si è rifiutato in precedenza di rendere pubblici gli accordi firmati con il Venezuela.
Reazione politica ungherese
Péter Magyar, leader del Partito Tisza, ha risposto rapidamente via Facebook, definendo le parole di Szijjártó “affermazioni di scarso valore” e condividendo una foto del 2023 con Maduro. Ha sottolineato che sia il Venezuela che la comunità internazionale hanno interesse ad evitare un’escalation, esortando il Governo ungherese a rispondere alla situazione in corso.
Implicazioni geopolitiche
La cattura di Maduro potrebbe rimodellare le dinamiche del potere globale. Si prevede che i principali alleati del Venezuela, Russia e Cina, condannino l’azione degli Stati Uniti, complicando l’equilibrio dell’Ungheria tra gli obblighi della NATO e le partnership orientali. Dal punto di vista economico, la dipendenza energetica dell’Ungheria è una considerazione chiave, in quanto il petrolio venezuelano era stato in precedenza un’opzione accanto alle forniture russe in seguito alle sanzioni. Il Governo Orbán potrebbe dover riposizionarsi diplomaticamente per evitare l’isolamento, mentre il destino della diaspora venezuelano-ungherese – a lungo ponte tra le due nazioni – è incerto.

